Nonostante le sfide produttive, l’enoturismo si conferma un pilastro per l’economia australiana. Il governo estende i finanziamenti per il programma “Wine Tourism and Cellar Door Grants,” offrendo alle cantine un sostegno cruciale per le vendite dirette e l’accoglienza. Il successo di questa strategia offre spunti preziosi per l’Unione Europea, suggerendo l’adozione di politiche simili per valorizzare il proprio patrimonio.

Il contributo del settore vitivinicolo all’economia australiana è significativo e in crescita, trainato in particolare dall’enoturismo. Una recente analisi realizzata da realizzato da AgEcon Plus e Gillespie Economics per Wine Australiarivela che il settore genera un impatto economico di ben 51,3 miliardi di dollari. Questo valore si scompone in 25,4 miliardi di dollari di valore aggiunto e 15 miliardi di dollari in stipendi per una forza lavoro diretta e indiretta di 203.392 dipendenti. Di fronte a questo scenario, il governo australiano ha scelto di estendere il programma di finanziamento per il turismo del vino e le vendite dirette, un segnale chiaro di fiducia e supporto a un’industria che si dimostra un pilastro per l’economia nazionale e, in particolare, per le comunità regionali.

Il rapporto dal titolo “Economic Contribution of the Australian Wine Sector 2025” ha messo in luce la straordinaria importanza del settore vitivinicolo per l’Australia e ha sottolineato un fattore chiave: l’effetto moltiplicatore. Per ogni milione di dollari in più di produzione lorda del settore vinicolo, l’economia australiana ne guadagna 2,16 milioni. Allo stesso modo, ogni nuovo posto di lavoro nel settore ne genera altri 1,42 nell’economia più ampia. Questo meccanismo evidenzia come il vino agisca da volano per le economie regionali, coinvolgendo industrie fornitrici e servizi locali che beneficiano del flusso di turisti e della vitalità delle aziende vinicole.

Enoturismo: il motore della crescita

Nonostante le comparazioni dirette con il precedente report del 2019 non siano possibili a causa di variazioni nei metodi di analisi e nell’inflazione, un dato emerge con chiarezza: la crescita del turismo del vino ha compensato le perdite di valore legate alla viticoltura e alla produzione. L’enoturismo si è affermato come una componente cruciale del successo economico del settore.

Nel solo anno terminato a dicembre 2024, le cantine australiane hanno registrato 7,5 milioni di visite tra viaggiatori nazionali e internazionali. Questi visitatori, che hanno incluso una tappa in cantina nel loro itinerario, hanno speso un totale di 11,6 miliardi di dollari durante i loro viaggi con una spesa media per viaggio di 1.487 dollari.

Supporto governativo: estesi i finanziamenti

In risposta a questi dati incoraggianti, il governo federale australiano ha confermato l’importanza del settore estendendo per altri tre anni il programma “Wine Tourism and Cellar Door Grants”. Con un valore di 10 milioni di dollari per ogni anno finanziario, questo programma offre finanziamenti fino a 100.000 dollari ai produttori di vino che investono nelle loro attività di vendita diretta e accoglienza.

Il programma, che dal suo inizio ha già erogato oltre 60 milioni di dollari a più di 1.000 beneficiari, è visto come un pilastro per rafforzare le economie regionali e attrarre visitatori. Lee McLean, amministratore delegato di Australian Grape & Wine (AGW), ha salutato l’annuncio come un segnale di certezza e fiducia per un’industria che affronta sfide complesse, ribadendo che investire nelle esperienze in cantina significa investire in posti di lavoro e prosperità regionale.

Cosa può imparare l’Unione Europea?

Il successo australiano offre spunti preziosi anche per l’Unione Europea. Con un patrimonio vitivinicolo millenario e una diversità di regioni unica al mondo, l’Europa ha il potenziale per elevare ulteriormente il proprio enoturismo.
Prendendo spunto dalle politiche australiane, mi sono chiesto cosa l’UE potrebbe realizzare concretamente:

  • Creare un fondo europeo mirato e strutturato per l’enoturismo: un programma simile al “Wine Tourism and Cellar Door Grants” che offra finanziamenti diretti e facilmente accessibili alle piccole e medie imprese vitivinicole per migliorare l’accoglienza, la vendita diretta, la digitalizzazione e la sostenibilità delle loro cantine.
  • Promuovere un “marchio” enoturistico europeo: sviluppare una strategia di marketing e comunicazione comune che posizioni l’enoturismo europeo come un’esperienza di alta qualità, diversificata e sostenibile a livello globale, incoraggiando viaggiatori da ogni parte del mondo.
  • Semplificare le normative e incentivare la collaborazione: alleggerire la burocrazia per le aziende che vogliono investire nell’accoglienza turistica e promuovere la collaborazione tra cantine, agenzie di viaggio, ristoratori e strutture ricettive per creare pacchetti turistici integrati e attrattivi.

Queste azioni potrebbero non solo rafforzare il settore vitivinicolo europeo di fronte alle sfide globali, ma anche creare legami, connessioni e sinergie tra le aree rurali di diversi territori, valorizzando il legame indissolubile tra vino, territorio e cultura nei Paesi produttori europei.


Punti Chiave:

  1. Impatto economico: Il settore vitivinicolo australiano genera un impatto economico di 51,3 miliardi di dollari, con l’enoturismo che gioca un ruolo fondamentale nella crescita.
  2. Effetto moltiplicatore: Ogni milione di dollari di produzione vinicola ne genera 2,16 milioni per l’economia australiana, dimostrando un forte effetto moltiplicatore a livello regionale.
  3. Crescita dell’enoturismo: Nel 2024, le cantine australiane hanno registrato 7,5 milioni di visite, con una spesa turistica totale di 11,6 miliardi di dollari.
  4. Supporto governativo: Il governo australiano ha esteso il programma di finanziamento “Wine Tourism and Cellar Door Grants” per tre anni, con un investimento annuale di 10 milioni di dollari.
  5. Potenziale per l’UE: L’esperienza australiana offre un modello per l’Unione Europea, suggerendo la creazione di fondi mirati e strategie di marketing per rafforzare il settore dell’enoturismo.