Il 2025 segna una svolta storica per il settore degli alcolici: la spinta verso prodotti di lusso si arresta a causa dell’instabilità economica e dell’inflazione. Mentre il valore cala più dei volumi, emergono nuovi protagonisti come il comparto dealcolato e i mercati emergenti come l’India, ridefinendo le strategie globali dei grandi produttori in un anno di profonda ricalibrazione.

Per anni, il mantra dell’industria degli alcolici è stato univoco: “premiumisation”. L’idea che i consumatori fossero disposti a consumare meno, ma a spendere sensibilmente di più per prodotti di alta gamma, ha guidato le strategie dei giganti del settore. Tuttavia, i dati preliminari IWSR relativi al 2025 raccontano una storia diversa, segnando quello che potremmo definire un “anno di ricalibrazione”.

Per la prima volta nella storia recente, la performance dei volumi (-2%) è stata superiore a quella del valore (-4%) nei 21 mercati chiave del mondo. Questo divario indica chiaramente che la tendenza al lusso accessibile non solo ha rallentato, ma è entrata in una fase di inversione.

Un mondo in crisi di fiducia

Il 2025 è stato un anno complesso, stretto nella morsa di un’inflazione persistente, polarizzazione politica e conflitti internazionali. Questi fattori hanno eroso drasticamente la fiducia dei consumatori, spingendoli a una gestione più prudente delle finanze domestiche. La priorità di spesa si è spostata drasticamente verso beni essenziali come cibo fresco, cura della persona e prodotti per la pulizia, lasciando l’alcol in una posizione di marginalità.

Secondo Marten Lodewijks, Managing Director di IWSR, ci troviamo di fronte a un consumatore più consapevole e intenzionale: si esce meno e, quando lo si fa, si scelgono meno categorie di bevande, razionalizzando ogni acquisto.

Categorie: tra declino e nuove opportunità

Il panorama dei consumi mostra una flessione quasi ubiquitaria, ma con alcune eccezioni significative che indicano la direzione del futuro:

  • Vino e distillati in affanno: il vino continua il suo declino strutturale (-4%), il vino fermo soffre particolarmente in mercati storici come Francia, Italia e Stati Uniti. Gli spirits registrano un calo del valore del 15% nei segmenti super-premium, segno che il “lusso estremo” non è più immune alla crisi.
  • Il successo RTD: le bevande Ready-To-Drink sono l’unico comparto in controtendenza, con una crescita dei volumi del 2% e del valore del 4%. La loro convenienza e versatilità continuano a conquistare fette di mercato, specialmente in Canada, Giappone e Messico.
  • L’exploit dei dealcolati: il vero protagonista dell’anno è il settore no-alcohol. Mentre la birra tradizionale cala, la birra analcolica cresce dell’8%. Anche gli spirits zero-alcol aumentano del 7%, spinti da una crescente attenzione verso il benessere e la salute.

Geopolitica e mercati emergenti

Il 2025 è stato segnato anche da forti tensioni commerciali. Gli Stati Uniti sono stati investiti da una tempesta di dazi e contromisure ritorsive che hanno paralizzato l’export, specialmente verso il Canada, dove i prodotti americani sono stati oggetto di boicottaggi e rimossi dagli scaffali.

In questo scenario turbolento, l’India emerge come il “faro” del mercato globale. Con una crescita dei volumi del 4% e del valore del 5%, il subcontinente indiano mostra un dinamismo unico, sostenuto da nuovi accordi commerciali con Regno Unito ed Unione Europea. Anche altri mercati come Messico, Colombia e Sudafrica offrono segnali incoraggianti di crescita organica.

Il cambio di rotta delle multinazionali

La crisi della premiumisation sta costringendo i grandi player globali a cambiare strategia. Se prima l’obiettivo era l’espansione dei margini attraverso il lusso, oggi l’attenzione si sta spostando verso la rilevanza e il volume.

Le recenti ristrutturazioni aziendali indicano la volontà di creare portafogli più equilibrati tra le diverse fasce di prezzo. Non si cerca più solo il “top di gamma”, ma si punta a restare nel carrello della spesa di un consumatore che, pur rimanendo attento alla qualità, non è più disposto a pagare sovrapprezzi ingiustificati in un contesto economico così incerto.

Il 2025 ci lascia in eredità un mercato più sobrio, non solo nei consumi, ma anche nelle ambizioni, dove la capacità di adattarsi a una nuova normalità economica sarà l’unico vero fattore di successo.


Punti chiave:

  1. Il 2025 registra un calo del valore globale (-4%) superiore a quello dei volumi (-2%), invertendo la storica tendenza alla premiumisation.
  2. L’inflazione e l’instabilità geopolitica hanno ridotto il potere d’acquisto, spingendo i consumatori verso scelte più oculate e beni di prima necessità.
  3. Il segmento No-alcohol e i Ready-To-Drink (RTD) si confermano le uniche aree in crescita, trainate da salute, benessere e praticità.
  4. Le tensioni tariffarie tra USA e Canada hanno pesantemente influenzato l’export, creando volatilità e interruzioni nella catena di approvvigionamento.
  5. L’India emerge come il mercato più dinamico, compensando le perdite registrate in Cina e nei mercati occidentali ormai saturi o in contrazione.