L’industria vinicola della California sta attraversando una fase di declino senza precedenti, come evidenziato in un interessante articolo di Dianne de Guzman su Eater SF.

In un report recente del San Francisco Chronicle, il calo attuale segue un’impennata nelle vendite durante i lockdown del 2020, che aveva temporaneamente mascherato i cambiamenti nei gusti e nelle abitudini dei consumatori. Secondo gli analisti del settore della Gomberg Fredrikson, la diminuzione del 8,7% nel consumo di vino del 2023 è attribuibile in parte alla minor propensione al consumo di alcol delle generazioni Millennial e Gen Z, e in parte all’allargamento del mercato verso alternative come hard seltzer e cocktail in lattina.

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Questo cambio di rotta rappresenta una sfida significativa per i produttori, che avevano aumentato la produzione in risposta all’aumento iniziale della domanda. Ora, molti si trovano a gestire surplus di inventario mentre i ristoranti riducono gli acquisti e i consumatori esauriscono le scorte accumulate durante il lockdown. Alcuni viticoltori segnalano una riduzione delle vendite di almeno il 10%.

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Anche se alcuni analisti del settore considerano questa fase come un semplice aggiustamento dell’inventario, la realtà è che il mercato vinicolo sta subendo una trasformazione profonda, influenzata da tendenze di consumo che potrebbero alterare permanentemente il panorama del settore.