Il mercato del vino a Taiwan rallenta bruscamente nel primo semestre 2025. I dati doganali segnalano un crollo generalizzato, con cali a doppia cifra nelle importazioni. La Francia consolida il primato in valore, la Germania sorprende con i bianchi, mentre l’Italia cresce a volume ma perde in valore. Una fotografia in chiaroscuro tra crisi e nuove opportunità.

Il mercato del vino a Taiwan sta attraversando una fase di profonda flessione. Dopo l’euforia degli anni pandemici, il primo semestre del 2025 segna una brusca frenata, con un calo generalizzato che colpisce quasi tutte le categorie e i principali paesi fornitori. Secondo i dati appena pubblicati dall’Amministrazione delle Dogane del Ministero delle Finanze taiwanese, le importazioni totali hanno subito una contrazione a doppia cifra, delineando un quadro complesso fatto di sfide ma anche di inaspettate opportunità.

Da gennaio a giugno 2025, Taiwan ha importato 7,98 milioni di litri di vino, segnando un calo del 10,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche il valore complessivo ha seguito la stessa tendenza, scendendo a 109,3 milioni di dollari, con una flessione del 7,9%.

L’analisi per categoria rivela un indebolimento diffuso della domanda dei consumatori. Le importazioni di vino spumante sono crollate del 17,69% in volume e quasi del 30% in valore. Anche il segmento principale, quello dei vini fermi in contenitori da meno di 2 litri, ha registrato un calo del 9,78% in volume. L’unica voce in positivo è la categoria “Altro” (che include il vino sfuso), ma il suo peso sul totale è marginale.

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La Francia domina: qualità vince su quantità

In questo scenario di debolezza, la Francia subisce importanti flessioni ma si conferma leader e rafforza la sua posizione nel segmento premium. Nonostante un calo dei volumi importati del 16,69%, la Francia ha limitato la perdita in valore a un modesto -5,10%. Il segreto di questa resilienza risiede nel prezzo: il valore medio di un litro di vino francese è aumentato del 13,90%, raggiungendo la cifra record di 32,05. Questo posizionamento premium permette alla Francia di rappresentare il 60% del valore totale delle importazioni pur costituendo solo il 25,7% dei volumi.

Anche gli Stati Uniti si distinguono per un focus sul segmento di alta gamma. Pur essendo sesti per volume con una flessione del 13,32%, si piazzano al secondo posto per valore totale (11,14 milioni di dollari, -5,69%), con un prezzo medio di 24,16 al litro, in crescita dell’8,80%.

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Il boom inatteso della Germania e la strategia italiana

La vera sorpresa del semestre è la Germania, l’unico grande esportatore a mostrare una crescita eccezionale. Le importazioni di vino tedesco sono esplose, con un aumento del 51,73% in volume e del 27,28% in valore. Questo exploit, probabilmente trainato dalla popolarità crescente dei Riesling, indica un nuovo interesse dei consumatori taiwanesi per i vini bianchi. Tuttavia, un’analisi più attenta rivela che questo boom dei volumi è stato accompagnato da una significativa riduzione del prezzo unitario (-16,11%), sceso a 8,33 al litro.

Una traiettoria diversa è quella dell’Italia, che si distingue per una strategia apparentemente orientata all’espansione della quota di mercato. A fronte di un aumento dei volumi del 6,28%, che porta il totale a 1,25 milioni di litri, il valore complessivo è diminuito del 4,84%. Di conseguenza, il prezzo medio del vino italiano è sceso del 10,46%, attestandosi a 8,50 al litro. Questa dinamica, simile a quella del Sudafrica, suggerisce l’ingresso di una maggiore quantità di vini di fascia media ed entry-level, una mossa che aumenta la presenza sugli scaffali ma sacrifica la marginalità media.

Paesi come Australia, Cile e Argentina hanno invece subito pesanti contrazioni sia in volume che in valore, segnalando una crisi profonda della domanda per i loro prodotti nel mercato taiwanese.


Punti Chiave:

  1. Le importazioni di vino a Taiwan sono calate del 10,8% in volume e del 7,9% in valore nel primo semestre del 2025, secondo i dati ufficiali.
  2. La Francia resta leader in valore, nonostante il calo nei volumi, grazie al rafforzamento nel segmento premium.
  3. La Germania sorprende con una crescita del 51,73% nei volumi, trainata probabilmente dai Riesling, ma a discapito del prezzo medio.
  4. L’Italia aumenta i volumi (+6,28%) ma perde valore (-4,84%), puntando su fasce di prezzo medio-basse per espandere la quota di mercato.
  5. Australia, Cile e Argentina registrano forti contrazioni, segnalando un calo d’interesse del mercato taiwanese per i loro vini.