Nel 2023, il commercio internazionale del vino ha vissuto un anno di sfide significative, segnando il secondo anno consecutivo di declino in termini di volume. Secondo i dati delle dogane analizzati dall’Observatorio Español del Mercado del Vino (OeMv), il volume delle esportazioni di vino è sceso a 9.838 milioni di litri, segnando una riduzione del 6,5% rispetto all’anno precedente. Anche il valore ha subito un calo del 4,7%, attestandosi a 35.957 milioni di euro, una delle cifre più alte della storia recente, ma inferiore al record del 2022.

Le ragioni di queste flessioni sono molteplici:

  • forte inflazione globale,
  • aumento dei costi energetici e dei combustibili,
  • crisi del trasporto e delle forniture,
  • tensioni geopolitiche, in particolare la guerra tra Russia e Ucraina.

Nonostante l’aumento del prezzo medio del vino, che ha raggiunto i 3,66 euro al litro, la quantità totale esportata è diminuita. Questi fattori hanno contribuito a un anno complesso per l’industria del vino, che ha dovuto affrontare sfide sia logistiche che economiche.

Il grafico mostrato nel report di OeMv evidenzia che i periodi di crisi economiche globali corrispondono sempre a una diminuzione del valore del commercio del vino, come accaduto nel 2009 (a seguito delle crisi finanziaria dei mutui subprime iniziata negli USA nel 2006), nel 2020 (pandemia) e nel 2023. Le crisi non hanno un impatto così determinante sui volumi, infatti dal 2011 sono rimasti piuttosto stabili sino al 2023, anno in cui si è registrato il calo che abbiamo già citato (-6,5%).  

commercio mondiale

Il commercio del vino ha iniziato bene il 2023, con aumenti nei primi tre mesi, ma ha poi subito nove mesi consecutivi di perdite, con agosto e settembre particolarmente negativi. Questi dati indicano una resilienza iniziale che non è stata sostenibile nel lungo termine a causa delle sfide globali.

Il prezzo medio è aumentato per 27 mesi consecutivi (da febbraio ’21 ad aprile ’23). Dalla metà del 2023 la tendenza si è invertita: maggio, settembre, ottobre e novembre hanno registrato prezzi medi più bassi rispetto agli stessi mesi del 2022, in quanto il livello di inflazione si è attenuato.

Su un periodo più lungo e prendendo come riferimento l’anno 2000, il commercio mondiale di vino in 23 anni è cresciuto con un CAGR più elevato in valore (+4,3%) che in volume (+2,1%), passando da 13.756 a 35.957 milioni di euro e da 6.057 a 9.838 milioni di litri. Il prezzo medio è aumentato di 1,39 euro al litro, passando da 2,27 a 3,66 euro, grazie alla migliore performance dei vini a più alto valore aggiunto (soprattutto gli spumanti) e all’aumento del prezzo medio in tutte le categorie analizzate.

Questo aumento del prezzo medio riflette anche un cambiamento nelle preferenze dei consumatori, che sempre più spesso optano per vini di qualità superiore.

Per il futuro l’industria del vino dovrà continuare ad adattarsi ai cambiamenti economici e geopolitici globali, trovando modi innovativi per superare le sfide e capitalizzare le opportunità emergenti. La diversificazione dei mercati di esportazione e l’investimento in tecnologie di produzione sostenibili potrebbero rappresentare strategie chiave per affrontare le incertezze future e garantire la crescita continua del settore.