Le vendite in volume di Champagne continuano a scendere, una tendenza negativa che dura ormai da 14 mesi consecutivi. Il 2023 è stato un anno difficile, le spedizioni di Champagne hanno registrato una significativa flessione in volume di oltre 27 milioni di bottiglie, scendendo appena al di sotto della cifra simbolica di 300 milioni.
Il confronto tra le vendite del 2023 e i primi tre mesi del 2024 evidenzia un ulteriore calo in volume significativo del 17,1%, con 67,4 milioni di bottiglie vendute rispetto alle 81,2 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Questo significa una perdita di 13,8 milioni di bottiglie.

Il Direttore Generale del Comité Champagne (CIVC), Charles Goemaere, invita a guardare oltre i numeri a breve termine. “Il settore dello Champagne non è focalizzato sul volume e sul breve termine, ma su un’offerta di eccellenza a lungo termine. Le difficoltà non ci impediscono di essere fiduciosi per gli anni a venire”.

Una delle ragioni di ottimismo è il valore record delle vendite nel 2023 che ha raggiunto i 6,4 miliardi di euro, il più alto mai registrato dalla denominazione. Goemaere attribuisce questo risultato non solo agli aumenti dei prezzi, ma anche a un “movimento verso l’alto trainato dall’appetito crescente per cuvée di maggior valore”, specialmente nei mercati di esportazione che hanno contribuito per un ammontare di 4,2 miliardi di euro.

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I dati del CIVC evidenziano un aumento dell’11,8% nella categoria delle “Cuvée de prestige” (migliori annate prodotte dalle grandi maison) rispetto al 2019 e un raddoppio delle vendite di Extra Brut e Brut Zero nei mercati di esportazione nello stesso periodo. Tuttavia, il calo dei volumi (non del valore) di vendita nel 2023 è stato guidato da una diminuzione nei principali mercati dello Champagne: Francia, USA, Regno Unito, Giappone, Germania, Italia, Australia, Svizzera, Belgio e Scandinavia.

Nonostante il calo generale, le vendite sono aumentate significativamente nel sud-est asiatico (Thailandia, Malesia, Filippine, Indonesia e Vietnam) ed in Corea del Sud, Sudafrica, Costa d’Avorio, Marocco, Camerun, Cile e Paraguay. Sebbene la crescita percentuale in questi Paesi sia impressionante, le vendite in termini assoluti rimangono relativamente basse.

Complessivamente, le vendite in volume in Francia sono diminuite dell’8,2%, parzialmente compensate da un aumento in valore dell’1,5%. Le vendite in volume nei dieci principali mercati di esportazione sono diminuite dell’11,9%, con una riduzione in valore del 2,5%. I mercati export con vendite comprese tra 500mila ed 1 milione di bottiglie, hanno registrato un calo dell’11,5% in termini di volume e dell’1% in termini di valore, mentre i mercati che vendono meno di 500.000 bottiglie sono aumentati del 29,5% in termini di volume e di ben il 74,6% in termini di valore.

La categoria delle cuvée non millesimate (non-vintage) rappresenta il 76% delle vendite totali (129,4 milioni di bottiglie, in calo dell’8,6% rispetto al 2023). Questa categoria ha visto la sua quota di mercato ridursi del 5,4% nell’ultimo decennio e ha registrato perdite in ogni mercato. In Francia, la categoria non millesimata ha perso 2,4 punti rispetto al 2022, principalmente a causa delle grandi perdite subite dallo Champagne nel settore dei supermercati (in calo del 19,5%).

Nel Regno Unito, le cuvée non millesimate sono in declino per il secondo anno consecutivo (-6,7%), tuttavia la quota di valore è aumentata di 1,6 punti. Negli Stati Uniti, in Canada e a Hong Kong, la quota di mercato non millesimata è aumentata rispettivamente del 5,9%, 3,3% e 3,8%.

Dopo due anni consecutivi di crescita sostenuta, le vendite in volume di Champagne rosé sono diminuite del 17,2%, attestandosi a 16,5 milioni di bottiglie. Si tratta del 9,7% della quota di mercato complessiva, con una perdita di 0,9 punti percentuali rispetto allo scorso anno. La principale causa è il tracollo in volume negli Stati Uniti dove le vendite di rosé sono diminuite del 47%. Tuttavia, le vendite sono aumentate in Giappone (8,1%), Svizzera (9,4%) e Spagna (6,8%).

La categoria delle “Cuvée de prestige” costituisce il 5,6% del volume totale delle esportazioni e il 19,5% del valore totale delle vendite. Questa categoria traina le vendite di valore in Asia, Europa e Stati Uniti. In Giappone rappresentano il 34% del valore totale delle vendite e nei mercati cinesi (Cina, Hong Kong, Taiwan) ammontano al 33% del valore totale.

Globalmente la Francia rimane il mercato più grande con il 42,6% del volume delle vendite, seguita dai mercati di esportazione extra-UE (38,3%), mentre la UE assorbe il 19,1% delle vendite totali.

Tuttavia, nel primo trimestre del 2024, le esportazioni sono in calo e la quota di mercato è tornata a favore del mercato domestico francese, dove le vendite sono diminuite solo del 9,7%. A fine aprile, i risultati MAT (Moving Annual Total, i 12 mesi precedenti rispetto al mese corrente) mostrano che la Francia ha aumentato la sua quota di mercato al 43,3%, mentre le vendite nell’UE sono scese al 18,9% e le vendite extra-UE hanno perso 0,5 punti di quota mercato.

Le cifre delle vendite del 2024 mostrano chiaramente che i problemi delle vendite di Champagne sono tutt’altro che risolti.

Nonostante le difficoltà attuali, il settore dello Champagne ha mostrato in passato capacità di resilienza e adattamento, con una crescita del valore delle “Cuvée de prestige” e un aumento delle vendite in nuovi mercati emergenti. Resta da vedere se questi segnali positivi saranno sufficienti a compensare le perdite in volume e a garantire un futuro brillante per il prestigioso vino francese.