È facile sentirsi scoraggiati quando si guarda alla situazione attuale del vino, secondo l’OIV il consumo globale di vino è sceso al livello più basso dal 1996 e le giovani generazioni stanno perdendo interesse. Come se non bastasse, come riporta Vino Joy News la ricerca di Elizabeth Wolkovich, presentata al Vine to Mind Symposium dell’Harvard Data Science Review, dipinge un quadro fosco: senza una diversità varietale, il cambiamento climatico potrebbe eliminare l’85% delle regioni viticole mondiali.
Eppure, nonostante questo orizzonte, Don St Pierre, figura mitologica nell’industria del vino che ha portato ASC Fine Wines a diventare il più grande importatore di vino in Cina, rimane straordinariamente ottimista.
Elisir sociale
L’imprenditore individua diverse ragioni per essere fiducioso riguardo al futuro del vino, anche in questi tempi difficili. Il suo ottimismo parte da ciò che lui vede come una peculiarità intrinseca del vino. St Pierre afferma che il vino non è solo una bevanda, ma un elisir sociale vitale che facilita la conversazione, allevia lo stress e migliora qualsiasi pasto ben oltre il suo profilo gustativo.
“Che si tratti della sfida che il vino affronta rispetto a chi lo paragona al tabacco o della sfida di connettersi con i giovani consumatori” evidenzia St Pierre, “questi elementi unici e speciali che il vino è in grado di portare nella vita delle persone, garantiscono che le giovani generazioni prima o poi si avvicineranno”.
Artigianato e tradizione familiare
Un altro pilastro del suo ottimismo riguarda l’aspetto artigianale e familiare che contraddistingue parte del settore vitivinicolo: “Questa combinazione tra artigianato e tradizione familiare multi-generazionale rende il prodotto unico e credo che, man mano che il mondo diventa più automatizzato, i veri prodotti artigianali diventeranno sempre più importanti. C’è poco al mondo che sia paragonabile al vino per quanto riguarda la storia e i suoi racconti”.
Sostegno tecnologico
Il progresso tecnologico è un’altra ragione chiave che rinforza la fiducia di Don St Pierre nel futuro del vino, soprattutto nell’affrontare alcune delle questioni più urgenti ed esistenziali del settore, come il cambiamento climatico. Inoltre, sottolinea: “La tecnologia offrirà ai produttori, specialmente a quelli più piccoli e a conduzione familiare, un modo molto più pratico e potente per comunicare le loro storie al consumatore finale e il vino ha moltissime storie straordinarie da raccontare”.
Approccio al mercato cinese
Secondo St Pierre, in un mercato come la Cina dove l’accesso ai dati sta diventando limitato, la presenza e l’impegno diretto sono cruciali. “È importante per i produttori e gli operatori del settore vinicolo che hanno piani di crescita strategici a medio-lungo termine in Cina, avere una presenza fisica all’interno del Paese”.
St Pierre attribuisce gran parte del successo di ASC Fine Wines in Cina alla trasparenza e alla fiducia. “Il nostro successo in passato è dipeso da molti fattori, ma uno dei più importanti è stato la trasparenza e la fiducia che abbiamo instaurato con i produttori che abbiamo rappresentato in Cina. Oggi questo è ancora più importante dato che risulta molto difficile per chi non è presente sul territorio, capire cosa sta succedendo all’interno del mercato cinese”.
La Cina è un mercato che ha subito profondi cambiamenti negli ultimi due decenni, dalla crescita esplosiva degli anni 2000 alla prosperità della metà degli anni 2010, fino al recente rallentamento esacerbato dalla pandemia. Nonostante queste fluttuazioni, St Pierre rimane ottimista, avendo notato anche una incoraggiante trasformazione: i consumatori si stanno evolvendo, passando da scelte codificate a decisioni indipendenti rispetto alle bevande alcoliche. Questo suo ottimismo e la visione a lungo termine, rappresentano una fonte di ispirazione per l’industria del vino, anche di fronte a sfide senza precedenti.












































