Nel primo semestre del 2025, il vino italiano naviga in acque turbolente. L’export complessivo registra un calo di volumi e valori, ma i prezzi medi si rafforzano. La fotografia del mercato statunitense, pur vedendo una ripresa in volumi e valori, mostra una leggera erosione dei prezzi degli spumanti, ma i prezzi dei vini in bottiglia guadagnano terreno.
Il primo semestre del 2025 si è rivelato un periodo di navigazione complessa per l’export vinicolo italiano. I dati elaborati dall’Osservatorio del Vino UIV dipingono un quadro di chiaroscuri, dove una parziale ripresa dei volumi si scontra con una pesante erosione dei prezzi, in particolare sul cruciale mercato statunitense.
L’analisi complessiva dei dati relativi ai primi sei mesi dell’anno, da gennaio a giugno 2025, mostra un saldo complessivamente negativo per l’export italiano. Il volume totale si è contratto del 3,0%, raggiungendo 1.027.770.555 litri. A risentirne sono soprattutto i vini in bottiglia < 2 litri, che registrano un calo del 3,1% in volume, e i vini sfusi, con una diminuzione del 6,5%. Fa eccezione il segmento degli spumanti, che nonostante un leggero calo in valore (-0,4%), mantiene il volume stabile (+0,2%).
Il valore totale si attesta a 3.867.051.742 euro, con una variazione negativa dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Questa lieve flessione del valore, a fronte di una contrazione più significativa dei volumi, è in parte sostenuta da una crescita del prezzo medio per litro, che si è attestato a 3,76 euro (+2,6%). Tuttavia, questa apparente stabilità nasconde dinamiche ben più complesse e preoccupanti su mercati specifici.

La situazione in USA
La principale fonte di instabilità per l’export italiano è, senza dubbio, il mercato statunitense. Dopo mesi di “apnea” causata dall’incertezza legata ai nuovi dazi, il mese di giugno ha segnato una ripartenza improvvisa e a strappo. Se da un lato nel primo semestre l’export verso gli USA di spumanti ha registrato una “fiammata” che li ha portati a un +9,0% in volume e +8,4% in valore, i prezzi hanno pagato il conto più salato (-0,5%). Per quanto riguarda i vini in bottiglia si registra una crescita in valore (+3,6%) ma una contrazione in volume del -1,9% tra gennaio e giugno 2025.
Come evidenziato dai grafici, il prezzo medio per litro degli spumanti ha subito una leggera contrazione generale del -0,5% mentre i vini in bottiglia hanno registrato un incremento del 5,6%. Il prezzo degli spumanti, che a febbraio toccava i 5,20 euro al litro, è precipitato a 4,36 euro a giugno, scendendo per la prima volta al di sotto dei livelli del 2024. Similmente, i vini in bottiglia sono crollati dai 7 euro al litro di gennaio a 5,50 euro a giugno. Questo fenomeno ha determinato un’inversione di tendenza nei valori complessivi: per gli spumanti, il cumulato è sceso dal +20,8% di marzo a un +8,4% a giugno, mentre per i vini in bottiglia si è passati da un +8,3% a un +3,6%.

Le sfide delle singole categorie
La crisi dei prezzi si riflette in modo diverso sulle varie tipologie di vino. I vini fermi in bottiglia mantengono una posizione relativamente solida, con un valore complessivo di 2,27 miliardi di euro, ma il loro prezzo medio è sceso a 4,65 euro (+2,2%). I Passiti e liquorosi, pur essendo un mercato di nicchia, hanno registrato il calo di valore più significativo (-7,3%) e del prezzo medio (-7,2%).
Anche il settore dei vini sfusi si trova a navigare in acque agitate. Nonostante un’impennata dei listini, che ha visto il prezzo medio per litro salire del 5,8% a 0,91 euro, i volumi sono scesi di oltre il 6%. Al contrario, i mosti, pur con una pesante contrazione di volume (-12,1%), hanno visto una crescita del valore del 10,4% e del prezzo medio del 25,6%.
L’analisi del primo semestre 2025 mostra un export vinicolo italiano che, pur dimostrando una resilienza sui volumi, si trova di fronte a un’importante sfida sui prezzi, soprattutto nel mercato americano. I dati evidenziano la necessità di una gestione attenta e strategica per superare le turbolenze attuali e garantire che la ripartenza dei volumi non si traduca in un impoverimento del valore per il “Made in Italy” del vino.
Punti Chiave:
- Export complessivo in calo ma prezzi in aumento: Nel primo semestre del 2025, l’export totale di vino italiano ha registrato una contrazione del 3,0% in volume e una flessione più contenuta del 0,5% in valore, sostenuta da un aumento del prezzo medio del 2,6%.
- USA, la sfida principale: Il mercato statunitense è positivo, con una ripartenza dei volumi e dei valori per gli spumanti ma una leggera erosione dei prezzi.
- Spumanti e vini in bottiglia, dinamiche contrastanti: Gli spumanti hanno avuto una crescita generale in volume (+0,2%) e un lieve calo in valore (-0,4%), mentre i vini in bottiglia hanno subito una contrazione in volume (-3,1%) pur mantenendo una posizione relativamente solida in termini di valore complessivo (-0,4%).
- Crollo dei prezzi negli USA: I prezzi medi degli spumanti negli Stati Uniti sono diminuiti del -0,5%, con il prezzo al litro sceso da febbraio a giugno. Analogamente, il prezzo dei vini in bottiglia è calato da 7 a 5,50 euro al litro nello stesso periodo ma la crescita totale nel semestre è stata comunque del 5,6%.
- Passiti e vini sfusi in difficoltà: I vini passiti e liquorosi hanno registrato il calo più significativo sia in valore (-7,3%) che nel prezzo medio (-7,2%), mentre i vini sfusi, pur vedendo un’impennata dei listini (+5,8%), hanno subito una diminuzione di oltre il 6% in volume.












































