L’industria francese dei vini e dei distillati, rinomata in tutto il mondo per la sua qualit√† e il suo patrimonio, ha subito un importante contraccolpo nel 2023, registrando una significativa diminuzione delle esportazioni.

Secondo i dati annunciati recentemente dalla F√©d√©ration des Exportateurs de Vins et Spiritueux (FEVS) l‚Äôanno scorso il settore dei vini e degli spirits francesi ha esportato 174,5 milioni di casse per un fatturato di 16,2 miliardi di euro: una diminuzione complessiva del 10,4% in volume e del 5,9% in valore rispetto all’anno record 2022.

I vini esportati hanno raggiunto 122,6 milioni di casse per un valore di 11,3 miliardi di euro, con una diminuzione del 9,4% in volume e del 3% in valore: la prestazione pi√Ļ bassa in volume dal 2009, ma la seconda prestazione in valore dopo il 2022.

Gli spirits hanno registrato risultati ancora peggiori con 48,4 milioni di casse per 4,8 miliardi di euro, una contrazione del 5,4% in volume e del 12,1% in valore.

CategoriaVolume (milioni di casse)Valore (miliardi di euro)Variazione VolumeVariazione Valore
Totale174,516,2-10,4%-5,9%
Vini122,611,3-9,4%-3,0%
Spirits48,44,8-5,4%-12,1%

Questo calo delle esportazioni √® in parte attribuito a una diminuzione dell‚Äôexport (vini e spirits) verso gli Stati Uniti, crollato del 22%. I grossisti americani hanno ridotto le loro scorte, a causa del surplus accumulato durante il difficile periodo della pandemia. Questo bilanciamento delle scorte ha colpito in particolare i vini spumanti che hanno registrato una diminuzione in valore del 16%, mentre il valore delle esportazioni di vini fermi verso gli Stati Uniti √® rimasto relativamente stabile. Gli spirits, invece, sono stati i pi√Ļ colpiti da questa tendenza al ribasso, con una drammatica diminuzione del 37% del valore delle esportazioni.

Inoltre ad inizio gennaio 2023 la Cina ha avviato un’indagine antidumping sul brandy europeo, una decisione che secondo alcuni nasconde una ritorsione dovuta all’indagine UE sui veicoli elettrici e sui prodotti biodiesel cinesi. Questa decisione ha avuto un impatto diretto sulle vendite di brandy francese, in particolare del Cognac, importanti aziende come R√©my Cointreau, Pernod Ricard e LVMH che hanno visto diminuire le loro vendite e il loro valore di mercato in modo significativo. Nonostante queste difficolt√†, il Bureau National Interprofessionnel du Cognac ha dichiarato la sua intenzione di cooperare pienamente con le autorit√† cinesi, fiducioso nella conformit√† dei prodotti alle normative cinesi e internazionali.

Le ripercussioni di questa querelle geopolitica e commerciale sono tangibili: le esportazioni francesi verso la Cina sono diminuite, causando una perdita di 1,2 miliardi di euro per l’economia francese. Nel complesso, il valore totale delle esportazioni francesi di vini e spirits nel 2023 √® sceso a 16,2 miliardi di euro, una diminuzione del 5,9% rispetto all’anno precedente.

Gabriel Picard, Presidente della FEVS, ha espresso la sua preoccupazione per questa evoluzione, sottolineando l’importanza per gli esportatori francesi di adattarsi ai cambiamenti dei gusti e delle esigenze del mercato mondiale. La sostenibilit√† del successo delle esportazioni francesi di vini e spirits dipende in gran parte dal sostegno delle autorit√† pubbliche. Picard ha fatto riferimento all’apertura di nuovi mercati e alla protezione dei mercati presidiati dall’impatto delle misure di ritorsione commerciale.

Al momento sono i vini premium e super premium a registrare le performance migliori, mentre la base della piramide subisce i cali maggiori, uscendo dai mercati a causa dell’inflazione e/o dei cambiamenti di consumo. Le difficolt√† riguardano anche un altro aspetto centrale, le prime dieci destinazioni export di vini e distillati concentrano pi√Ļ del 70% del business, rendendo il settore particolarmente fragile di fronte a contrasti geopolitici.