Nel 2024, il mercato tedesco del vino ha subito un calo delle importazioni sia in volume che in valore. Nonostante ciò, l’Italia rimane il principale fornitore. Questo articolo esplora i dati, le categorie in declino e quelle emergenti, offrendo uno spunto interessante sulle sfide e le opportunità per i produttori italiani.

Nel 2024, le importazioni di vino in Germania hanno subito una significativa contrazione, che ha interessato quasi tutte le categorie di prodotto. In termini di valore, le importazioni sono calate dell’8,2%, fermandosi a 2.477,5 milioni di euro, mentre il volume è diminuito del 6,4%, attestandosi a 1.279,3 milioni di litri. Questi dati che emergono dalle analisi presentate da OIVE (Interprofesional del vino de España), evidenziano un cambiamento significativo rispetto agli anni precedenti, con un calo generalizzato che interessa tutte le principali categorie di vino importato, ma anche segnali di evoluzione nel comportamento dei consumatori.

Calo generale, ma l’Italia resta in testa

Nonostante la contrazione globale delle importazioni, l’Italia ha mantenuto la sua posizione di leadership nel mercato tedesco. Nel 2024, l’Italia è risultata il primo fornitore di vino in valore della Germania, con un totale di 982 milioni di euro, ma con una flessione dell’8,1% rispetto all’anno precedente. Anche il volume di vino importato dalla Germania ha subito un calo, scendendo a 455,11 milioni di litri, con una diminuzione del 13%. Nonostante questa flessione, l’Italia continua a detenere una posizione dominante sia in termini di valore che di volume.

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Particolarmente significativa è la performance del vino spumante italiano, che, sebbene registri un calo nelle importazioni, continua a mantenere un’importante fetta del mercato (quota del 44,4% in volume, 26,4% in valore). Le importazioni di spumante italiano hanno visto una riduzione dell’8% (118,3 milioni di euro) in valore e dell’8,2% in volume (25,5 milioni di litri). Questo dato è emblematico di un andamento generale di flessione per i vini spumanti.

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I principali fornitori di vino in Germania sono rimasti Italia, Francia e Spagna, ma con delle variazioni significative rispetto agli anni precedenti. In termini di valore, l’Italia ha mantenuto la sua posizione di leader con una quota di mercato del 39,6%, seguita dalla Francia con il 28% e dalla Spagna con il 15,5%. In termini di volume, l’Italia ha esportato 455,11 milioni di litri, pari al 35,6% del totale, seguita dalla Spagna con 421,85 milioni di litri (33% del totale) e dalla Francia con 159,44 milioni di litri (12,5% del totale).

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Tuttavia, la concorrenza internazionale è aumentata, con paesi come Cile e Ungheria che hanno visto aumenti nelle loro esportazioni, rispettivamente del 14,5% e del 6% in volume. Questi dati indicano una crescente diversificazione del mercato, con l’emergere di nuovi attori che stanno cercando di conquistare una fetta di mercato sempre più competitiva.

Sfide per bag-in-box e sfuso

Un altro segmento che ha registrato dei cambiamenti significativi è quello del vino sfuso e del bag-in-box (BiB). Sebbene questi formati abbiano visto una crescente popolarità in altri mercati, in Germania il 2024 ha visto una contrazione delle importazioni. In particolare, il vino bag-in-box ha visto una riduzione sia in volume che in valore, con un calo del 6% in volume e dell’8% in valore.
Il vino sfuso ha registrato una piccola crescita del 0,9% in valore, sebbene il volume sia diminuito del 6,5%.

Questi dati suggeriscono che il mercato tedesco sta evolvendo, con un crescente interesse verso formati più accessibili ma al contempo un’attenzione maggiore alla qualità del prodotto. La diminuzione del volume, accompagnata da una leggera crescita del valore, indica che i consumatori stanno optando per vini sfusi di qualità superiore a prezzi competitivi, mentre le importazioni di vini in formati più tradizionali, come il vino in bottiglia, sono diminuite significativamente.

Aumento dei prezzi e nuove dinamiche di mercato

Un aspetto interessante che emerge dal rapporto è l’incremento del prezzo medio per litro per alcune categorie di vino. In particolare, il vino sfuso ha visto un incremento del 7,9% nel prezzo, arrivando a 0,66 euro per litro. Questo aumento potrebbe essere interpretato come un segno che i consumatori tedeschi sono disposti a pagare un po’ di più per vini di qualità superiore. Al contrario, il prezzo medio del vino in bottiglia è sceso del 4,1%, raggiungendo i 3,55 euro per litro, un riflesso di una maggiore sensibilità ai prezzi, che ha influenzato le preferenze dei consumatori.

Prospettive per il futuro: come evolverà il mercato tedesco?

Nonostante la contrazione generale delle importazioni, la Germania rimane un mercato chiave per le esportazioni di vino. Le sfide che emergono dal 2024, tra cui la diminuzione dei consumi di molte categorie di vino, sono compensate da una crescente attenzione verso segmenti di mercato specifici, come il vino sfuso e le etichette premium. I produttori di vino, specialmente quelli italiani, dovranno continuare a monitorare attentamente le tendenze di consumo, adattandosi a un ambiente sempre più dinamico e competitivo. Sebbene la concorrenza stia aumentando, l’Italia ha ancora molte opportunità di espansione, soprattutto nel segmento premium, dove la domanda continua a crescere.


Punti chiave:

  1. Calano le importazioni di vino in Germania nel 2024: Le importazioni sono diminuite dell’8,2% in valore e del 6,4% in volume.
  2. L’Italia è ancora il leader del mercato: Con una quota di mercato del 39,6% in valore e del 35,6% in volume, l’Italia è il principale fornitore di vino in Germania, nonostante un calo rispetto al 2023.
  3. Calo per il vino espumoso italiano: Le importazioni di vino spumante italiano sono diminuite del 16%, ma l’Italia continua a dominare questa categoria.
  4. Vino sfuso e Bag-in-Box in calo: Nonostante la crescita in altri mercati, il vino sfuso e il Bag-in-Box hanno registrato una contrazione delle importazioni in Germania nel 2024.
  5. Prezzi medi in aumento per alcune categorie: Il prezzo medio del vino sfuso è aumentato del 7,9%, mentre il vino in bottiglia ha visto una riduzione del 4,1%.