Mentre il mercato dei fine wines registra un calo diffuso, l’Italia è in controtendenza: l’Italy 100 è l’unico indice in crescita, e la presenza italiana nella Power 100 List di Liv-ex è raddoppiata in sei anni. Numeri che confermano il vino italiano come asset sicuro per investitori e collezionisti, anche in una fase di incertezza globale.

Il mercato dei vini pregiati sta attraversando un periodo complesso, con la maggior parte degli indici in calo. Tuttavia, c’è un’eccezione significativa: l’Italia. Secondo i dati di Liv-ex, il benchmark globale per il mercato secondario del vino, l’Italy 100 è stato l’unico indice a registrare una crescita nel mese di gennaio 2025 (+0,6%), mentre tutti gli altri hanno subito contrazioni.

L’analisi di Liv-ex mostra che l’indice Fine Wine 100, che traccia l’andamento dei vini più scambiati, ha registrato una perdita dello 0,4% nel primo mese dell’anno, mentre il più ampio Fine Wine 1000 ha subito una flessione dello 0,9%. Ancora più marcato il calo del Bordeaux 50 (-1,0%) e, in particolare, del Second Wine 50 (-1,8%), che ha visto una rapida discesa dei prezzi dopo anni di sopravvalutazione.

In questo contesto di generale declino, l’Italy 100 ha invece mostrato una stabilità sorprendente, registrando un aumento dello 0,6% dopo un lieve calo a dicembre. Questo dato conferma la resilienza del vino italiano nel mercato secondario, con un rapporto domanda-offerta superiore a 0,5, il più alto tra tutti gli indici di Liv-ex. Se questa tendenza dovesse proseguire, l’Italia potrebbe consolidare ulteriormente la sua posizione come mercato rifugio per gli investitori in un contesto di difficoltà globale.

Oltre all’ottima performance dell’indice Italy 100, il successo del vino italiano trova conferma anche nella Power 100 List di Liv-ex, che classifica i brand più influenti del mercato secondario in base a criteri come performance di prezzo, valore e volume degli scambi. Nel 2024, l’Italia ha visto un incremento significativo della sua presenza nella classifica con 22 etichette, più del doppio rispetto al 2018 (quando erano solo 10). Questo incremento è tre volte superiore al miglioramento registrato dalla California, segno di una crescente fiducia negli asset vinicoli italiani.

A guidare questa crescita sono due marchi iconici: Gaja e Tenuta San Guido, entrambi entrati nella top 10 della classifica. Gaja si distingue per una strategia di lungo termine che ha consolidato il brand nel tempo, con una gamma ampia e una domanda costante anche in momenti di difficoltà del mercato. Tenuta San Guido, invece, si è affermata come una scelta sicura grazie a una produzione stabile e a prezzi accessibili per il mercato secondario.

La Toscana, e in particolare il Brunello di Montalcino, ha registrato le maggiori crescite nella classifica. In particolare, Soldera Case Basse ha scalato ben 154 posizioni fino al 45° posto, diventando una delle dieci etichette italiane più rilevanti. Anche Rampolla ha fatto un salto impressionante, passando dalla posizione 217 nel 2023 alla 90 nel 2024, con un miglioramento di 127 posizioni.

I dati di Liv-ex mostrano come il vino italiano stia guadagnando sempre più spazio nel panorama del fine wine. La crescita dell’Italy 100 e la maggiore presenza nella Power 100 List indicano che gli investitori e i collezionisti vedono il vino italiano come un asset stabile e sicuro, anche in periodi di difficoltà per il mercato globale.

Un altro elemento di rilievo è l’aumento delle transazioni registrato a gennaio: rispetto a dicembre, il numero di scambi è salito del 12,3%, il volume del 37% e il valore del 13,4%. Se confrontato con gennaio 2023, il mercato ha visto un incremento ancora più significativo: +23,6% nel numero di scambi, +41,5% nel volume e +13% nel valore.

Questi dati suggeriscono che il vino italiano potrebbe continuare a rappresentare un punto di riferimento per gli investitori nei prossimi mesi, consolidando il suo ruolo di protagonista nel mercato globale del vino pregiato.


Punti chiave:

  1. Italia in crescita, il resto del mercato no – L’Italy 100 è l’unico indice in aumento (+0,6% a gennaio 2025), mentre tutti gli altri registrano cali, con il Bordeaux 50 a -1% e il Second Wine 50 a -1,8%.
  2. Investitori e collezionisti puntano sul vino italiano – L’ottima performance riflette una crescente fiducia nel vino italiano come asset sicuro, con una domanda superiore a quella di altri mercati.
  3. Più etichette italiane nella Power 100 List – Nel 2024, l’Italia ha raddoppiato la sua presenza nella classifica rispetto al 2018, con 22 etichette tra i brand più influenti del mercato secondario.
  4. Gaja e Tenuta San Guido trainano il successo – Questi due marchi sono entrati nella top 10 grazie a strategie solide e a una domanda costante. Anche Brunello di Montalcino, con Soldera Case Basse e Rampolla, ha scalato molte posizioni.
  5. Boom di transazioni nel mercato italiano – A gennaio 2025, il numero di scambi è cresciuto del 12,3%, il volume del 37% e il valore del 13,4% rispetto a dicembre, segnalando un trend positivo che potrebbe consolidarsi nei prossimi mesi.