Il settore vitivinicolo californiano è in crisi: la sovrapproduzione e il calo dei consumi impongono una riduzione drastica delle superfici vitate. Con oltre 20.000 ettari da rimuovere per riequilibrare il mercato, il futuro passa per strategie più mirate, nuove tendenze di consumo e un’industria pronta a reinventarsi per non soccombere.
Il settore vitivinicolo della California si trova in una fase critica, con un mercato caratterizzato da un’eccedenza produttiva che continua a mettere sotto pressione i produttori. Secondo quanto emerso durante lo Unified Wine & Grape Symposium, Jeff Bitter, Presidente di Allied Grape Growers, ha nuovamente sottolineato la necessità di una massiccia riduzione delle superfici vitate per riequilibrare l’offerta con la domanda. L’industria ha già rimosso 37.500 acri (15.175 ettari) tra il 2023 e il 2024, ma, secondo Bitter, non è ancora sufficiente: la sua raccomandazione rimane quella di eliminare almeno 50.000 acri (20.234 ettari).
Un problema che si trascina da anni, con ripetuti appelli a ridurre la produzione per stabilizzare il mercato. Nonostante i progressi registrati, il settore ha ancora un surplus significativo. Dei 37.500 acri rimossi recentemente, ben 17.500 sono stati reimpiantati, determinando una riduzione netta di soli 20.000 acri, pari a un calo del 3,5%. Un valore ancora distante dall’obiettivo fissato lo scorso anno dallo stesso Bitter.
L’analisi di Bitter ha individuato aree specifiche e varietà su cui concentrare la rimozione. Nell’entroterra, la zona di Lodi è tra le più coinvolte, con la necessità di eliminare almeno 22.000 acri. Tra le varietà più colpite troviamo Zinfandel (5.000 acri), vitigni generici rossi come Barbera, Carignane, Grenache e Ruby Cabernet (2.000 acri), Merlot e Cabernet Sauvignon (7.000 acri), oltre a varietà bianche meno produttive come Chardonnay e Sauvignon Blanc (3.000 acri).
Anche le aree costiere devono ridimensionarsi, con un taglio stimato di 28.000 acri. Qui l’attenzione si concentra su Cabernet Sauvignon di Napa e Sonoma (3.000 acri), Pinot Noir (1.000 acri), Pinot Noir di Monterey e Santa Barbara (5.000 acri) e Zinfandel in aree come Sonoma, Mendocino e Paso Robles (2.000 acri). Anche Chardonnay e Sauvignon Blanc meno performanti, insieme ad altre varietà rosse come Merlot e Syrah, sono stati indicati come candidati alla rimozione.
Il mercato mostra una chiara preferenza per i vini bianchi, con una domanda crescente per Pinot Grigio e Sauvignon Blanc provenienti da diverse regioni. Al contrario, i rossi stanno perdendo terreno, con Zinfandel e varietà generiche rosse tra le più penalizzate. Un trend che si riflette anche nelle vendite dei vivai, con una netta riduzione delle nuove piantumazioni. Secondo l’ultimo report annuale, nel 2023 sono stati piantati solo 12.000 acri, circa due terzi rispetto alla media degli anni precedenti.
Un ulteriore segnale della crisi arriva dal mercato del vino sfuso, dove le scorte restano elevate nonostante la riduzione della produzione. Le vendite di vino negli Stati Uniti continuano a mostrare segni di debolezza, con cali in tutte le fasce di prezzo. Anche se il ritmo della contrazione sembra rallentare, non si intravedono ancora segnali di stabilizzazione.
La crisi del settore vinicolo non riguarda solo la California. A livello globale, diversi Paesi hanno affrontato situazioni simili con misure drastiche. In Francia, ad esempio, il governo ha incentivato l’estirpazione delle vigne con sussidi, mentre in Cile circa il 20% delle superfici vitate è stato rimosso, con un focus particolare sulle varietà rosse più datate.
Secondo Glenn Proctor di Ciatti Company, il mercato globale ha iniziato a mostrare segni di ripresa prima della California, proprio grazie a queste misure. Tuttavia, nel “Golden State” la situazione resta complessa: il volume di vendita delle cantine è in calo, i livelli di inventario rimangono alti e i produttori sono cauti negli acquisti di uve per il 2025.
“Flat is the new up!” ha dichiarato Proctor, sottolineando come il settore debba adattarsi alla nuova realtà del mercato. Le cantine devono rivedere le strategie di produzione, riducendo l’offerta e adeguandola alla domanda reale. Il futuro del vino californiano passerà dalla capacità dell’industria di reinventarsi, sperimentando nuove forme di packaging, puntando su nuovi mercati e costruendo un rapporto più solido con i consumatori.
Alcuni segmenti stanno già mostrando segnali positivi. Secondo Danny Brager di Azure Associates, le vendite di vini biologici continuano a crescere, così come il mercato dei vini dealcolati (ormai vicino ai 100 milioni di dollari di fatturato) e i cocktail a base di vino.
Brager ha anche presentato un’analisi sui migliori brand del 2024 in termini di vendite. Tra i vincitori spiccano Deutsch Family Wines & Spirits e Wagner Family of Wine, seguiti da Delicato Family Wines, The Duckhorn Portfolio e Hope Family Wines. Anche Far Niente, Hess Persson Estates, Huneeus Vineyards e Copper Cane Wines & Spirits sono tra i marchi che stanno meglio affrontando la crisi.
Il settore vitivinicolo californiano si trova di fronte a una trasformazione inevitabile. L’eccesso di offerta, unito al cambiamento nelle abitudini di consumo, impone scelte drastiche e una revisione delle strategie produttive. Se da un lato la rimozione di 50.000 acri di vigneti può sembrare una misura estrema, dall’altro rappresenta un passo necessario per riportare il mercato in equilibrio.
L’industria deve ora puntare su innovazione e nuove opportunità di mercato, adattandosi ai cambiamenti in corso per costruire un futuro sostenibile. La sfida è aperta, e chi saprà cogliere le nuove tendenze avrà un vantaggio competitivo determinante nei prossimi anni.
Punti Chiave:
- Sovrapproduzione e calo dei consumi: Il mercato vinicolo californiano è in eccesso di offerta, con scorte elevate e un calo della domanda, soprattutto per i vini rossi.
- Necessità di riduzione delle superfici vitate: Secondo gli esperti, servirebbe eliminare almeno 20.000 ettari di vigneti per riequilibrare il mercato e adeguarsi alla nuova domanda.
- Zone e varietà più colpite: Le rimozioni riguardano principalmente Lodi e le aree costiere, con varietà come Zinfandel, Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Sauvignon Blanc tra le più penalizzate.
- Tendenze emergenti: Crescono i vini bianchi come Pinot Grigio e Sauvignon Blanc, così come il mercato dei vini biologici e dealcolati, segno di un cambiamento nelle preferenze dei consumatori.
- Adattarsi o soccombere: Per sopravvivere alla crisi, le cantine devono rivedere le strategie produttive, ridurre l’offerta, puntare su nuovi mercati e innovare nel packaging e nel rapporto con i consumatori.












































