Il commercio di vino e distillati gioca un ruolo cruciale nell’economia del Regno Unito, contribuendo con un valore di 76 miliardi di sterline, secondo un nuovo studio commissionato dalla Wine and Spirit Trade Association (WSTA). I dati, riferiti al 2022 ed elaborati dal Centre for Economics and Business Research (CEBR), sottolineano la crescita significativa del settore negli ultimi cinque anni, considerando che il valore totale nel 2017 era inferiore a 50 miliardi di sterline.

Questi risultati emergono in un contesto in cui alcuni istituti di salute pubblica, come l’Institute for Alcohol Studies (IAS) affermano che l’alcol attualmente ha un impatto economico sul sistema sanitario nazionale di 4,9 miliardi di sterline. Lo IAS afferma inoltre che il costo per il sistema giudiziario penale è di 14,58 miliardi di sterline, per l’economia di 5,06 miliardi di sterline e per i servizi sociali di 2,89 miliardi di sterline. Questi fattori assieme determinano una cifra totale di 27,44 miliardi di sterline.

Tuttavia, come evidenziato da Chris Snowdon, Head of lifestyle economics presso l’Institute for Economic Affairs (IEA), queste cifre non includono un’analisi completa di costi e benefici prodotti dal commercio di alcolici. Utilizzando i dati più recenti della WSTA, si potrebbe dedurre che, dopo aver considerato l’impatto sulla salute pubblica evidenziato dall’IAS, il beneficio netto derivante dal commercio di vino e spirits per l’economia del Regno Unito sia di 49 miliardi di sterline.

Valore aggiunto e occupazione

Applicando l’approccio relativo al Gross Value Added (GVA), lo studio del CEBR ha mostrato che il solo valore aggiunto lordo del settore del vino e dei distillati ha generato 22 miliardi di sterline per l’economia del Regno Unito nel 2022. È importante notare che queste cifre rappresentano esclusivamente il commercio di vino e distillati e non tengono conto del totale dell’industria degli alcolici che include anche birra e altre bevande alcoliche, il che aumenterebbe ulteriormente il valore complessivo.

Il Regno Unito rimane il secondo maggior importatore di vino al mondo, con 1,7 miliardi di bottiglie importate nel 2022. Inoltre, detiene il primato mondiale come maggiore esportatore di distillati, con 1,8 miliardi di bottiglie esportate nello stesso anno.

In termini di occupazione, l’industria del vino e degli spirits ha garantito complessivamente 413.000 posti di lavoro a tempo pieno nel 2022, con una suddivisione approssimativa di 219.000 nel settore dei distillati e 193.000 nel commercio di vino. Owen Good, Head of economic advisory presso il CEBR, ha affermato che i dati mostrano il “significativo contributo economico” del settore per il Regno Unito, particolarmente sostenuto dalla “notevole contribuzione fiscale dei rivenditori on-trade” e da un’industria di produzione domestica “forte e in crescita”.

WSTA, le richieste chiave:

La WSTA ha formulato 10 richieste chiave per il nuovo governo che nascerà a seguito delle elezioni che si terranno il 4 luglio prossimo, suddivise in tre temi guida che ricalcano i 3 pilastri della sostenibilità:

Un’industria sostenibile dal punto vista economico:

  • Rendere permanente l’agevolazione temporanea per il vino in scadenza il 1° febbraio 2025.
  • Garantire il funzionamento efficace del mercato interno del Regno Unito.
  • Impegnarsi ad attuare eventuali modifiche ai dazi una volta all’anno, in una data fissa.
  • Assicurare che eventuali divergenze normative post-Brexit non influenzino negativamente il commercio internazionale e dare priorità alla digitalizzazione delle procedure doganali.

Un’industria sostenibile dal punto vista ambientale:

  • Ritardare l’introduzione della Extended Producer Responsibility (EPR) fino a quando tutti i dettagli del sistema non saranno finalizzati.
  • Garantire l’interoperabilità dei sistemi di deposito e restituzione (DRS) in tutto il Regno Unito, con tariffe comuni, requisiti di etichettatura e materiali che rientrano nell’ambito di applicazione, ad esclusione del vetro.
  • Riformare il sistema di Packaging Recovery Note (PRN) introducendo misure di trasparenza il prima possibile.

Un’industria sostenibile dal punto vista sociale:

  • Permettere all’industria di presentare proposte di riduzione del danno e consumo responsabile, incluse nuove linee guida sull’etichettatura.
  • Supportare l’accesso volontario a informazioni nutrizionali e sulla salute sull’etichetta, utilizzando soluzioni tecnologiche per ridurre i costi (ad esempio, codici QR).
  • Supportare e semplificare la produzione, l’etichettatura e il marketing dei prodotti no-low alcohol, inclusa la soglia di ‘no-alcohol’ innalzata allo 0,5% ABV.

In conclusione, il settore del vino e dei distillati non solo rappresenta una parte vitale dell’economia britannica, ma dimostra anche un potenziale significativo per crescita economica, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. La collaborazione tra industria e governo britannico sarà cruciale per massimizzare questi benefici e affrontare le sfide future.