Durante il secondo giorno di Vinitaly 2024, le voci dei players dell’industria vinicola rivelano come le aziende stiano affrontando le turbolenze che stanno segnando fortemente questo frangente storico. Tra crisi commerciali, economiche, energetiche e climatiche, le strategie di adattamento sono state al centro delle riflessioni.

Alessandra Aldieri, Wine Marketing & Sales di Colle Manora ha condiviso le proprie preoccupazioni e strategie: “Sembra di essere tornati ai tempi della pandemia, in cui si monitoravano i Paesi dove c’erano i lockdown più stingenti e si facevano scelte di conseguenza. Ci stiamo concentrando sui mercati più vicini piuttosto che su quelli oltreoceano, anche se l’inflazione in Italia pesa notevolmente”.

Parallelamente, Mattia Vezzola di Costaripa riflette sulle dimensioni umanistiche delle crisi attuali: “Sono problemi che vanno visti dal punto di vista umanistico non solo dal punto di vista tecnico-economico-finanziario. Il pensiero costante dell’espansione del mercato e della globalizzazione è fallimentare. La Svizzera utilizza l’84% di risorse interne, questo fa riflettere riguardo al ridimensionamento del valore della globalizzazione. Il consumatore che non conosce la tua filosofia, non conosce la tua identità, è un consumatore che compra il tuo vino perché costa poco, per la pubblicità o perché l’ha letto da qualche parte. Gli manca il valore della conoscenza e della condivisione, io ho sempre lavorato in questa direzione”.

Per Vezzola, “l’essenza del vino italiano è legata alla bellezza del paesaggio, la traduzione di questo pensiero ricalca una citazione di Gualtiero Marchesi: il diaframma che separa la banalità dalla semplicità si chiama stupidità”. Il futuro del vino passa attraverso un approccio più locale e umanizzato, che sia in grado di valorizzare la filosofia aziendale e l’autenticità del prodotto.

Ornella Venica di Venica & Venica ha evidenziato la sfida del cambiamento climatico e l’importanza del monitoraggio costante, anche nel caso in cui la propria realtà produttiva non sia direttamente coinvolta: “Stiamo monitorando, non abbiamo ancora effetti concreti e negativi sulla nostra produzione. Per definirsi viticoltori, bisogna “camminare la vigna” come diceva Veronelli. In questo momento è necessario recuperare questa dimensione, la sfida è essere sempre più in sintonia con la biodiversità e l’analisi dell’ambiente attraverso il monitoraggio costante”.

Questi approcci diversificati dimostrano come l’industria vinicola stia affrontando questo complesso periodo in cui le crisi sono sfaccettate, multiformi ma si intrecciano a formare una ragnatela nella quale è facile cadere vittima. Vinitaly 2024 quindi non rappresenta solo una vetrina, ma un cruciale momento di scambio e riflessione strategica.

Graziana Grassini, nota enologa e biologa toscana, ha sottolineato come il cambiamento climatico stia “Influenzando non solo la viticoltura ma tutto l’ecosistema. Seguo aziende dal Friuli fino alla Toscana, ho una idea abbastanza ampia, mi rendo conto che è dura accettare che qualcosa sta cambiando e può rappresentare un pericolo. Ovviamente possiamo contenere e contrastare, basta prenderne atto e risolvere il problema con oculatezza e competenza. Il cambiamento climatico si può contrastare soprattutto in vigna, dobbiamo pensare molto di più al vigneto. Prima l’irrigazione era di soccorso, ora non lo è più. Dobbiamo stare molto attenti alla superficie fogliare, alle scottature altrimenti ti porti a casa un vino che sa di marmellata”.

“La crisi che ci ha impattato concretamente in relazione agli aumenti dei costi dei materiali e del carburante agricolo” ha rilevato Roberta Urso, Responsabile PR di Cantine Settesoli. “Abbiamo dovuto aumentare il prezzo medio delle bottiglie per stare sul mercato e questo complica anche il dialogo con i soci, visto che siamo una cooperativa. Un altro tema è la siccità, abbiamo già gli invasi vuoti, sul territorio sono presenti due dissalatori ma non hanno mai funzionato. Abbiamo cercato di ovviare e di anticipare il problema e sono circa tre anni che stiamo sperimentando portinnesti M1 e reti ombreggianti. Grazie a queste soluzioni i vini risultano più freschi e minerali, altrimenti avremmo vini più marmellatosi e pastosi”.

Le testimonianze dirette raccolte durante Vinitaly 2024 forniscono una fotografia concreta delle strategie e delle sfide del settore vinicolo nell’attuale panorama globale. Le storie di adattamento e innovazione raccontate dimostrano la capacità strategica e la creatività del settore vinicolo italiano di fronte alle sfide che pone la contemporaneità.