In una recente intervista su Wine Business, Michael Osborn, fondatore e vicepresidente esecutivo di Wine.com, uno dei più grandi rivenditori di vino online, ha dichiarato che le vendite di vino online hanno visto una crescita esplosiva nel 2020 durante la pandemia di Covid-19. Osborn ritiene inoltre che la forte crescita delle vendite continuerà e che ci sia una significativa opportunità per le vendite online di ritagliarsi una quota maggiore nel mercato delle vendite di vino fuori dai locali commerciali. 

Wine.com ha più di 50.000 vini disponibili da 8.000 diversi produttori. L’anno scorso la piattaforma ha servito quasi 700.000 consumatori e il sito ha contato 46 milioni di visite. C’è stata una crescita annuale costante del 15-20% dal 2007, ma la crescita è salita del 119% nell’anno solare 2020 con ricavi di 329 milioni di dollari

Osborn ha iniziato l’impresa di vendita di vini online fondando Vineyard nel 1998, che più tardi è diventata Wine.com. “Il motivo per cui esistiamo – ha detto – è che con il nostro database online il cliente può visualizzare molte più informazioni e opportunità di quante possa vedere in un negozio.

Per il commercio, dice, “diamo la possibilità alle nostre cantine partner di raccontare la loro storia in prima persona”. Le cantine, infatti, possono pubblicare foto, video, mappe delle loro sale di degustazione e informazioni di base sulle persone chiave persone chiave, vigneti, ecc. “Lo storytelling è importante, e tutti i nostri contenuti sono sempre specifici dell’annata” ha sottolineato Osborn.

La base clienti di Wine.com suddivisa per fasce d’età è un po’ più giovane rispetto ai tradizionali segmenti di vendita di vino, guidata da Millennials e Generazione Z al 39%, a seguire Generazione X al 27%, Boomers al 27%, e più anziani al 4%. 

Wine.com vende una percentuale più alta di vini importati negli Stati Uniti rispetto alla media nazionale. Sulla base di dati del 2020, il 52% delle sue vendite erano importazioni e il 48% nazionali. Questo contrasta con i dati di Nielsen IQ per le vendite nazionali di vino del 69% e del 31% di importazioni.

Osborn ha spiegato: “Attribuisco questo all’ampiezza del nostro portfolio prodotti. Quando si offre una gamma così vasta, c’è più possibilità che i clienti siano maggiormente incuriositi nello sperimentare e  conoscere nuove regioni, tipologie di vini e produttori”.

Anche per quanto riguarda la ripartizione delle vendite 2020 di Wine.com per colore/tipo di vino i dati sono differenti rispetto a Nielsen IQ, con il 62% di vini rossi,  il 22% bianchi e l’11% spumanti, rispetto a Nielsen IQ che ha contato il 43% di rossi, 33% di bianchi e 11% di spumanti.

Osborn ha evidenziato l‘importanza dei programmi del servizio clienti di Wine.com che promuovono le vendite.

Per esempio, collegandosi al sito, il cliente trova a sua disposizione gli Specialisti del vino in chat, una squadra di 100 sommelier/specialisti disponibili ad offrire assistenza web, oppure abbonandosi al servizio StewardShip, con una quota annuale di 49,00 dollari, i clienti ricevono spedizioni illimitate per tutto l’anno.

L’azienda, inoltre, ha avviato 2 nuovi importanti programmi per i clienti nel 2020:

  1. La prima si chiama Virtual Experience e si tratta di degustazione live iniziate nell’aprile 2020. Per partecipare, i clienti possono acquistare i vini in anticipo e degustarli durante l’evento online con i produttori. Questo programma ha presentato celebrità dell’industria del vino come Michael Mondavi, Laura Catena e Jean-Charles Boisset, e star dello spettacolo coinvolti nel wine business come John Legend, Sarah Jessica Parker e Cameron Diaz.
  2. La seconda iniziativa è Picked by Wine.com, un nuovo servizio personalizzato di abbonamento al club del vino basato su preferenze e gusti personali. Il cliente completa un breve questionario per guidare le selezioni di esperti di Wine.com, e i vini scelti dagli specialisti vengono spediti immediatamente, cosicché i clienti possano ricevere la consegna il giorno successivo.

Il mercato statunitense del vino off-premise ammonta a circa 50 miliardi di dollari di vendite annuali, ma è molto frammentato. C’è ancora una penetrazione nell’eCommerce molto bassa in questo mercato, il che significa che c’è molta opportunità di crescita nella quota di mercato online.

“Abbiamo sempre cercato di concentrarci sul consumatore prima di tutto – ha concluso Osborn – e di assicurarci di dare il miglior servizio possibile. Una volta pensavo che avere 3.000 o 4.000 vini diversi sarebbe stato sufficiente, ma ora abbiamo superato i 50.000″. Il meglio, comunque, stando ai dati presentati deve ancora venire