Sarà dunque polverizzato il precedente primato di bottiglia più costosa della storia, fatto registrare dalla casa d’aste londinese Sotheby’s nel 2018, con un Romanée Conti del 1945 venduto per 461.680€.

Christie’s è ben certa di attirare l’attenzione e il desiderio dei più facoltosi collezionisti di tutto il mondo, presentando un prodotto unico, che ha già fatto la storia.

Anche il packaging con cui verrà consegnata la bottiglia trasuda ricchezza ed eccezionalità: una valigia fatta a mano dalla maison d’arts parigina Les Ateliers Victor in collaborazione con l’artista francese Cyril Cong. Completano il lotto un cavatappi realizzato col metallo di un meteorite, bicchieri e decanter in vetro pregiato e un Petrus 2000 che non ha abbandonato la superficie terrestre, in modo da poter essere confrontato con la sua versione spaziale.

Non si tratta però di una pura e semplice operazione commerciale, infatti, quanto ricavato, verrà investito per portare avanti ulteriori esperimenti nello spazio, ad opera di Space Cargo Unlimited.

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Se il futuro dell’agricoltura venisse dallo spazio?

Questa è la domanda alla base dei sei esperimenti di Space Cargo Unlimited, la cosiddetta Mission Wise (Vitis Vinum in Spatium    Experimentia).

La prima missione è partita il 2 novembre 2019, con a bordo 12 bottiglie in cilindri sigillati -pare che nemmeno il CEO di Space Cargo, Nicolas Gaume, fosse a conoscenza del loro prezioso contenuto- e 320 barbatelle. L’assenza di gravità e le peculiari condizioni presenti sulla Stazione spaziale hanno permesso di studiare la reazione delle viti a condizioni di forte stress ambientale. Tornare sulla Terra, le barbatelle sono state piantate e i risultati sono stati stupefacenti: nonostante il viaggio e la poca luce e acqua, sono cresciute più rapidamente rispetto al normale.

Lo scopo ultimo della ricerca è lo sviluppo di nuove tecnologie a supporto dell’agricoltura, per far fronte alle problematiche causate dai cambiamenti climatici.

Che effetto ha lo spazio sul vino?

Il 14 gennaio 2021, SpaceX (l’azienda aerospaziale di Elon Musk) ha riportato a terra il primo carico della Mission Wise. Le barbatelle e 10 bottiglie sono diventati oggetto di analisi scientifiche, mentre una bottiglia è stata fatta degustare, il 1° marzo 2021 presso l’ISVV (Institut des Sciences de la Vigne et du Vin) di Bordeaux, in un panel composto da 12 scienziati e professionisti del vino, che hanno potuto confrontare il Petrus dello spazio con una bottiglia rimasta invece a terra.

Trattandosi di una sola bottiglia, non si può parlare di evidenze scientifiche, tuttavia le indicazioni emerse dagli assaggiatori sono interessanti: Philippe Darriet, direttore dell’ISVV, e Jane Anson, giornalista, scrittrice e grande esperta di vini bordolesi, sono concordi nel riscontrare i segni di un maggior invecchiamento nel Petrus spaziale rispetto al corrispettivo terrestre.

Il prossimo step della Mission Wise è previsto già nel 2021 e, secondo quanto riferito da Space Cargo, avrà l’obiettivo di studiare più a fondo il processo di fermentazione e come viene influenzato dall’assenza di gravità e dai raggi cosmici.