Advisor Wine Industry Network riporta il trend positivo che sta vivendo la categoria vino nell’era Covid-19, il più ordinato (tra gli alcolici) con la consegna a domicilio. Lo conferma una recente ricerca, svolta sul mercato statunitense Horeca dalla CGA, società di consulenza e strumenti di misurazione e analisi, confermando per il settore vino una significativa crescita delle vendite. Nel solo mese di gennaio 2021, il 52% dei consumatori nel proprio ordine food delivery ha inserito almeno una bottiglia di vino. I risultati di CGA, ottenuti grazie allo strumento online PurchaseTrak, piattaforma analitica che fornisce la visione dettagliata delle dinamiche di acquisto nel panorama dei bar e dei ristoranti degli Stati Uniti, hanno inoltre tracciato dettagliatamente:

  • quali siano le occasioni chiave,
  • i varietali preferiti,
  • i formati scelti
  • le città che continuano a guidare i volumi e la crescita delle vendite. 

Mentre negli Stati Uniti il settore Horeca sta piano piano riaprendo, CGA scommette sul mantenimento delle ottime performance raggiunte nelle vendite di vino (il 47% degli acquisti sono finalizzati al cibo). Secondo i dati PurchaseTrak le ricorrenze rimangono l’occasione più gettonata. Nei giorni precedenti San Valentino, gli ordini di spumanti sono cresciuti del 6% mentre lo Champagne ha avuto una vera e propria impennata con un balzo del 60%.

In termini di dinamiche di acquisto, riferite ai singoli punti vendita, i dati mostrano che i vini nazionali sono la categoria più presente a magazzino: il 71% di tutto il volume di vino presente sul territorio statunitense. Sono seguiti dai vini italiani (il 14%) e neozelandesi (il 3,5%). Se gli ordini di Champagne hanno dominato le vendite, i vini francesi in generale occupano però solo il 3,4% del vino ordinato negli ultimi tre mesi. 

I vini varietali e i territori di provenienza rimangono le prime discriminanti per le scelte del consumatore. In Florida (Orlando, Miami e Tampa), il Cabernet Sauvignon e lo Chardonnay sono i vitigni più popolari, rappresentando circa il 40% dei volumi, solo con piccole differenze da città a città. Ad Atlanta, Chicago e Denver sono invece le bollicine la tipologia più acquistata, un quarto di tutto il volume (circa il 25%) in ogni area. L’ultimo anno ha comunque registrato un aumento del consumo di spumante con una quota di volume in crescita considerando punti vendita confrontabili: Denver + 11 punti percentuali, Atlanta + 10 punti percentuali e Chicago + 8 punti percentuali.

Anche il packaging conta. Per la SKU – Stock Keeping Unit – gli articoli gestiti a magazzino, i dati di CGA PurchaseTrak hanno mostrato che la bottiglia è di gran lunga il formato più richiesto, l’89% del vino ordinato nelle ultime 12 settimane. È seguita dal bag-in-box (10%), dal fusto (1%) e dalle confezioni più piccole come lattine, cartoni e PET (1%). All’interno del formato bottiglia i dati dicono che: la bottiglia standard (750 ml) rappresenta oltre i tre quarti di tutto il volume del comparto, seguita dal formato “magnum” (1.500 ml) al 13% e solo il 4% per la misura “split” (187 ml), un quarto di bottiglia.