Anais Cancino, sommelier ed influencer, il suo nome d’arte Wineteller è lo specchio della sua peculiarità comunicativa: raccontare in maniera autentica le storie che si nascondono dietro ogni bottiglia di vino. 

In prospettiva internazionale, sui suoi canali social, valorizza i vini italiani senza mai mostrarsi in volto, rendendo il vino l’unico protagonista dei suoi racconti. Solo sul suo profilo Instragam conta ben 183 mila followers, qualificandosi come una delle più autorevoli influencer italiane del mondo enoico

Abbiamo avuto occasione di intervistarla ed oltre all’opportunità di scoprire chi si cela dietro ad uno dei volti più accreditai nel mondo online del vino, ci ha condiviso il suo percorso lavorativo, contraddistinto da curiosità e intraprendenza.

Anais, ci racconti un po’ com’è nata la tua passione per il vino..

La mia passione è nata in maniera del tutto spontanea, per un piacere personale. Quando ero giovanissima all’università, studiavo a Roma, i miei genitori venivano a trovarmi dal Messico, cogliendo così l’opportunità per intraprendere numerosi viaggi enogastronomici in Italia, Francia e Spagna etc.. Da questi viaggi è nata la mia passione per il vino, dettata sempre da un’ enorme curiosità di capire meglio questo mondo.

Mi sono poi laureata in Economia e Finanza, un percorso di studi diverso da quello del vino, ma e dopo ho deciso di diventare sommelier e di dare voce concretamente alla mia passione.

Il tuo percorso è stato quindi uno tradizionale; dapprima sei diventata sommelier e poi ti sei lanciata sui social media. Come mai questa scelta, che cosa vuoi raccontare tramite i tuoi social?

Sicuramente non avrei mai immaginato di avere il seguito che ho oggi; ho iniziato giusto per il piacere di condividere ciò che assaggiavo, ma non volevo farlo tramite il profilo personale in quanto i miei amici non erano molto interessati al mondo del vino.

Sono partita 5 anni fa, durante un Vinitaly, raccontando le storie nascoste dietro al vino che ho assaggiato durante la fiera. È stato fin da subito una condivisione basata sul raccontare e condividere solamente i vini, cercando di non mostrarmi nelle foto e di far vedere solo la bottiglia.

Tu hai un taglio molto internazionale ed hai fatto la scelta di comunicare in lingua inglese, come mai?

Ho deciso di comunicare in inglese perchè è una lingua che ho imparato sin da piccolina e perchè ti permette di arrivare a molte più persone, raggiungendo così un reach molto più importante e vasto.

Infatti oggi mi seguono soprattutto gli appassionati americani, in secondo luogo ci sono i follower italiani e poi altri utenti provenienti da diversi Paesi Europei.

Ti senti una influencer oppure ami definirti in modo diverso?

Ovunque vado mi presento come sommelier e non come una influencer in quanto penso di avere una grande responsabilità tramite ciò che posto.

Ho la grande fortuna di arrivare a molte persone tramite le mie pubblicazione perché e per me questo rappresenta una duplice responsabilità: sia nei confronti dei miei follower, sia nei confronti del vino che presento, in quanto io stessa devo credere per prima in ciò che assaggio e condivido.

Cosa ti colpisce di più di un vino da decidere di raccontrolo?

Mi colpisce sicuramente la storia ed ultimamente mi sto appassionando anche di realtà meno conosciute. Quando vado nei ristoranti sono cerco di provare il vino di una piccola cantina o di un piccolo produttore che non conosco in quanto rappresenta una storia tutta da scoprire. Credo che diversificando e provando nuovi vini, ci permetta crescere.  Cerco quindi di assaggiare vini diversi e dar voce anche alle piccole realtà e come potete vedere dai miei profili, anche i miei contenuti sono molto diversificati raccontando diverse storie.