Il commercio mondiale del vino nel 2024 registra una crescita nei volumi, ma i ricavi restano stagnanti a causa del calo dei prezzi medi. Il vino sfuso e l’export italiano si confermano protagonisti, ma le sfide legate alla concorrenza globale e al cambiamento climatico pesano sulle prospettive a lungo termine del settore.

Il commercio mondiale del vino ha registrato nel 2024 un aumento del 1,4% nelle esportazioni in volume, raggiungendo quasi 10 miliardi di litri, per un valore di 35,98 miliardi di euro. Tuttavia, secondo il report della Organización Interprofesional del Vino de España (OIVE) relativo ai principali esportatori di vino a livello mondiale nel 2024, nonostante la crescita del volume, il valore ha subito una leggera diminuzione dello 0,3%, con un prezzo medio che è sceso a 3,61 euro per litro, segnando un calo dell’1,6% rispetto al 2023. Questo andamento riflette un panorama complesso, dove la crescita in termini di volume non si è tradotta in un incremento altrettanto significativo nei ricavi.

“L’incremento del volume di esportazioni, purtroppo, non ha portato a un incremento dei ricavi. Il prezzo medio si è abbassato, un segno che la qualità percepita non ha seguito lo stesso passo della quantità,” afferma il rapporto. La ripresa post-pandemica aveva segnato tendenze forti nei primi anni successivi alla crisi del 2020, ma nel 2023 le incertezze globali hanno di nuovo pesato sul settore, continuando anche nel 2024.

Il vino sfuso ha mostrato la performance migliore, con un incremento del 5% in volume e del 10% in valore. Con una crescita di 161 milioni di litri e un valore di 241,9 milioni di euro, il vino sfuso si conferma una scelta vantaggiosa, sebbene il suo prezzo medio rimanga basso, attestandosi a 77 centesimi al litro. Questo segmento rappresenta il 34% del volume mondiale ma solo il 7,3% del valore complessivo. L’aumento delle esportazioni di vino sfuso riflette in parte un cambiamento nelle dinamiche di consumo, con un maggiore orientamento verso l’efficienza e i costi più contenuti da parte di alcuni mercati.

Al contrario, il vino spumante ha visto una leggera crescita del volume mondiale esportato (+0,4%), ma ha registrato un significativo calo del valore (-3,9%), con una perdita di 342,6 milioni di euro. Ciò è stato causato da una riduzione del prezzo medio del 4,3%, scendendo a 7,93 euro per litro, con l’Italia che ha continuato a dominare la scena in termini di volume esportato, seguita da Francia e Spagna. Il calo dei ricavi nel segmento delle bollicine è un segnale di come i consumatori stiano diventando più selettivi riguardo al prezzo, nonostante la popolarità di alcuni spumanti di alta qualità.

Il vino imbottigliato ha registrato una leggera flessione del volume esportato (-0,6%), ma ha mantenuto il suo predominio in termini di valore, con una crescita dello 0,2%. Con un volume di 5,032 miliardi di litri venduti, il vino in bottiglia ha rappresentato circa il 67% del valore totale delle esportazioni globali. Il prezzo medio di questi vini è aumentato per il quarto anno consecutivo, raggiungendo 4,78 euro per litro, il che ha contribuito a sostenere il valore complessivo nonostante la contrazione del volume. La domanda di vino in bottiglia si mantiene forte, suggerendo che la qualità e il marchio restano fattori cruciali per i consumatori.

Infine, il bag-in-box ha visto una contrazione sia in volume (-3,8%) che in valore (-4,8%), con un prezzo medio che è sceso a 1,90 euro per litro. Sebbene questo formato sia stato inizialmente popolare per la sua convenienza, il mercato sta cominciando a preferire soluzioni più sostenibili e innovative, riducendo il suo appeal.

Tra i principali esportatori, l’Italia ha avuto una performance positiva nel 2024, con un aumento sia in volume (+1,4%) che in valore (+4,7%), consolidandosi come primo esportatore mondiale per volume, con oltre 2,17 miliardi di litri venduti. “L’Italia continua a crescere sia in volume che in valore, evidenziando un posizionamento strategico forte nei mercati globali,” affermano i dati OIVE. Nonostante una lieve flessione in Francia (-2,4% in valore) e Spagna (-0,6% in volume), entrambi i Paesi mantengono il loro status di leader globali, con la Francia al primo posto in valore, seguito dall’Italia.

L’Australia, che ha registrato un robusto recupero dopo la rimozione dei dazi cinesi ed ha visto un aumento del 30,5% in valore, portando le sue esportazioni a 1,6 miliardi di euro. Questo segnala una ripresa significativa dei suoi mercati di esportazione, in particolare verso la Cina. “La ripresa del mercato cinese è stata cruciale per il nostro ritorno ai livelli pre-pandemia,” afferma un portavoce dell’industria vinicola australiana. L’Australia ha visto un ritorno alle esportazioni grazie alla sua capacità di adattarsi rapidamente alle modifiche dei mercati internazionali.

Il commercio mondiale del vino si trova dunque in un momento di transizione. Nonostante il recupero del volume, le sfide legate alla stabilità dei prezzi, alla concorrenza nei mercati globali e alle problematiche climatiche continuano a influenzare il settore. Con un incremento del volume che non si riflette sui ricavi, la strategia per i prossimi anni dovrà concentrarsi su un miglioramento della qualità percepita e su un rafforzamento della competitività nei mercati emergenti.

Concludendo, il 2024 ha segnato un anno di leggera crescita per il commercio mondiale del vino, ma le incognite legate alla situazione economica globale e ai cambiamenti climatici continuano a pesare sulle aspettative a lungo termine per l’industria vinicola mondiale. Sebbene i principali esportatori continuino a crescere, la dinamica dei prezzi e le scelte di consumo, più selettive e attente al rapporto qualità-prezzo, rappresentano una sfida crescente.


Punti Chiave:

  1. Crescita del volume, stagnazione dei ricavi: Il commercio mondiale del vino cresce del 1,4% in volume, ma il valore delle esportazioni diminuisce dello 0,3%, con un prezzo medio che scende a 3,61 euro per litro.
  2. Vino sfuso in aumento: Il vino sfuso ha visto un incremento del 5% in volume e del 10% in valore, con un aumento significativo delle esportazioni a basso prezzo.
  3. Calo nel vino spumante: Nonostante una leggera crescita in volume (+0,4%), il valore del vino spumante è sceso del 3,9%, riflettendo una riduzione del prezzo medio.
  4. Stabilità del vino imbottigliato: Il vino imbottigliato ha registrato una lieve flessione nel volume (-0,6%), ma ha mantenuto la leadership in valore (+0,2%), con un aumento del prezzo medio a 4,78 euro per litro.
  5. Performance positiva dell’Italia e dell’Australia: L’Italia cresce sia in volume (+1,4%) che in valore (+4,7%), mentre l’Australia recupera dopo la rimozione dei dazi cinesi, segnando un +30,5% in valore.