Il Consorzio di Tutela Vini del Trentino fornisce una panoramica dettagliata delle sfide e delle opportunità che il settore vitivinicolo trentino sta affrontando e affronterà durante l’anno. Con un occhio attento all’evoluzione climatica e fitosanitaria, l’annata in corso si preannuncia complessa ma con prospettive promettenti.

Andamento meteorologico e stime produttive

Secondo i dati di Meteotrentino il primo semestre 2024 è stato caratterizzato da temperature medie superiori alla media storica, in particolare nei mesi di gennaio e febbraio, solo maggio è risultato con temperatura media inferiore a quella storica (0,6 °C). La temperatura media mensile di giugno è stata di 21,1 °C e risulta più alta di 0,3 °C rispetto alla media storica (20,8 °C): negli ultimi 10 anni solo nel 2016 e nel 2020 si è registrato un mese di giugno più freddo (20,6 °C).

Le precipitazioni del primo semestre 2024 sono state particolarmente abbondanti (804 mm di pioggia), il valore più alto mai registrato dal 1926 (772 mm), eccezion fatta per il mese di aprile.

Il numero di giorni piovosi, definiti come quelli in cui la precipitazione risulta maggiore di 1 mm, è pari a 13, rispetto ad un valore medio di 9. In giugno, a Trento Laste, si è registrata una precipitazione cumulata pari a 200,4 mm, che rappresenta il terzo valore più alto mai registrato di tutta la serie storica, superato solo nel 1997 con 220,4 mm e nel 1968 con 207,0 mm.

Nel 2022, la produzione di uva ha raggiunto i 1.323.092 quintali, mentre quella di vino ha toccato gli 1.057.811 ettolitri. Il 2023 ha visto una diminuzione sia della produzione di uva (-8,5%) che ha raggiunto i 1.211.333 quintali sia di quella di vino che si è attestata a 941.050 ettolitri di vino (-11%). Le stime per il 2024 prevedono una riduzione del 10-15% rispetto al 2023, a causa delle avversità climatiche e delle fitopatie che hanno colpito i vigneti.

Stato fitosanitario del vigneto

Le temperature elevate nei primi mesi dell’anno hanno causato una ripresa vegetativa precoce, seguita da danni da gelo nella seconda metà di aprile. Nonostante queste difficoltà, la vigoria dei vigneti è generalmente buona, con danni da grandine limitati a piccoli areali. Tuttavia, le condizioni di piovosità hanno favorito lo sviluppo della peronospora della vite. L’applicazione del disciplinare di produzione integrata ha permesso di contenere i danni, che si concentrano soprattutto sulla vegetazione giovane, mentre i grappoli si sono mantenuti sani.

“A fronte di quanto emerso sinora” ha sottolineato il Presidente del Consorzio, Albino Zenatti, “emerge con chiarezza come una corretta profilassi agronomica, favorita dalla professionalità dei nostri viticoltori e dall’appoggio puntuale e costante delle strutture tecniche, abbia contenuto i potenziali danni dalle fitopatie presenti (principalmente peronospora e oidio). Mi sento anche di sottolineare il ruolo di coordinamento settoriale da parte del Consorzio, sia per la redazione del disciplinare di produzione integrata sia per le indicazioni tecniche, attente alla sostenibilità e all’evolversi della stagione vitivinicola”.

Previsioni vendemmiali

Le previsioni vendemmiali per il 2024 indicano un inizio raccolta simile al 2023. La vendemmia per le basi spumante è prevista intorno al 18-20 agosto, per il Pinot Grigio tra il 20 e il 25 agosto e per i rossi come Teroldego e Merlot tra il 15 e il 20 settembre. Questa tempistica è fondamentale per garantire una raccolta ottimale e preservare la qualità delle uve. Nonostante le sfide climatiche e fitosanitarie, l’annata 2024 promette una qualità dell’uva molto buona, resta il fatto che l’ultimo mese di maturazione sarà cruciale per sancire la qualità finale del prodotto.

Sostenibilità e certificazioni

Dal 2016, il Consorzio Vini del Trentino, tramite il SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), ha coinvolto quasi tutte le aziende vitivinicole trentine nella certificazione del disciplinare di produzione integrata. Nel 2023 il Consorzio ha pubblicato il secondo Bilancio di Sostenibilità (presentato al pubblico a giugno 2024 presso il prestigioso MUSE – Museo delle Scienze di Trento), utilizzando le linee guida internazionali GRI STANDARD, consolidando ulteriormente il proprio impegno verso pratiche sostenibili.

Un appuntamento speciale che ha rappresentato non solo un momento rilevante per il settore vitivinicolo trentino, ma anche un’occasione di riflessione e confronto sui valori della sostenibilità, principio cardine che ispira e guida il lavoro del Consorzio.

Questo sforzo ha portato non solo a un miglioramento delle pratiche agricole, ma anche a un aumento della consapevolezza e del valore aggiunto percepito dai consumatori.

L’adesione massiccia al SQNPI (l’80% delle 91 cantine e aziende agricole associate sono certificate) e l’impegno del Consorzio per la sostenibilità sono il frutto di un percorso iniziato già negli anni ’90 e che oggi rappresenta un modello di eccellenza a livello nazionale e internazionale.

Il Consorzio di Tutela Vini del Trentino continua a essere un punto di riferimento per la viticoltura sostenibile, dimostrando come l’innovazione e la tradizione possano convivere per garantire un futuro prospero al settore vitivinicolo trentino. La capacità di adattarsi alle condizioni climatiche mutevoli e di implementare pratiche agricole sostenibili sarà fondamentale per affrontare le sfide future e continuare a produrre vini di alta qualità che possano competere sui mercati internazionali.