Dalla degustazione tecnica all’esperienza emozionale condivisa: Rocca Sveva lancia un nuovo format enoturistico che trasforma il vino in un’occasione di incontro e scoperta. Con “Calici al Tramonto e Cena in Vigna”, il vigneto diventa palcoscenico di eventi accessibili, pensati per raccontare un’identità aziendale moderna, sostenibile e profondamente radicata nel territorio.

In un tempo in cui il vino cerca nuove strade per riconnettersi con le persone, Rocca Sveva si candida a diventare un modello di enoturismo evoluto, inclusivo ed emozionale. Nell’intervista che segue, Gabriele Posenato – Presidente di Cadis 1898 – racconta una vera e propria trasformazione culturale, dove il vino non è più solo oggetto di degustazione tecnica ma pretesto per creare momenti di comunità, accoglienza e scoperta.

A colpire è la coerenza con cui questa nuova visione prende forma, a partire da eventi simbolici come “Calici al Tramonto e Cena in Vigna”, che non rappresentano solo una proposta estiva ma una dichiarazione d’intenti. Un calendario pensato per ritualizzare l’esperienza, una location – il vigneto sperimentale – che parla di futuro e sostenibilità, una cucina “democratica” e popolare che riflette il desiderio di abbattere le barriere tra chi produce e chi partecipa.

Rocca Sveva, oggi, vuole emozionare, far sentire tutti parte di qualcosa, costruire un linguaggio del vino accessibile e coinvolgente, e lo fa partendo da un rinnovamento interno – anche generazionale – che si riflette in ogni scelta. Quella che emerge è l’immagine di una realtà vitivinicola che guarda avanti, senza dimenticare le sue radici, proponendosi come uno spazio vivo, dinamico, capace di interpretare i bisogni del presente e di anticipare quelli del futuro.

Nell’ultimo periodo Rocca Sveva ha vissuto un’evoluzione evidente: cosa ha ispirato questa apertura verso eventi più inclusivi e trasversali?

La scelta di aprirci a eventi come “Calici al Tramonto e Cena in Vigna” nasce dalla volontà di superare la tradizionale offerta enoturistica, pensata solo per addetti ai lavori, per diventare un luogo di comunità, aperto alla socialità e alle emozioni condivise. Vogliamo che Rocca Sveva diventi un centro esperienziale per tutti, non solo per appassionati di vino. Questa evoluzione riflette anche il rinnovamento interno di Cadis: un consiglio d’amministrazione ringiovanito e una direzione rinnovata, con un presidio sempre più forte dell’enoturismo nel territorio.

“Calici al Tramonto e Cena in Vigna” non è solo un evento, ma sembra il simbolo di una nuova filosofia aziendale. Ci racconta come è nato questo format e in cosa consiste?

Abbiamo ideato “Calici al Tramonto e Cena in Vigna” come un’esperienza che unisce la bellezza del paesaggio, la piacevolezza dei calici al tramonto e una cena conviviale immersa nel vigneto sperimentale. Dall’aperitivo sulla terrazza alla cena sotto le stelle, si tratta di un momento unico che racconta il territorio e il vino in modo emozionale.

La scelta di un calendario di 4 mercoledì consecutivi sembra voler creare un vero e proprio rituale estivo: è una mia impressione o volete trasmettere una certa continuità nel tempo a livello di eventi?

La scelta di un format distribuito su quattro mercoledì consecutivi non è casuale: vogliamo creare un rituale estivo, una serie di appuntamenti attesi, che consolidino un’esperienza durevole nel tempo. Vogliamo offrire continuità, diventando una tappa fissa nel calendario dell’estate.

Il nome stesso dell’iniziativa unisce romanticismo e convivialità. Quanto conta oggi per Rocca Sveva creare esperienze che vadano oltre il vino?

«Il nome — un mix di “calici” e “tramonto” — vuole evocare romanticismo, convivialità, un’esperienza che vada oltre il prodotto vinicolo. Rocca Sveva oggi, lo ripeto, vuole offrire esperienze a 360°, che creino emozioni, memoria e senso di “fare insieme”, al di là del mero assaggio.

Dal punto di vista del target, a chi si rivolgono queste serate? Avete in mente un pubblico nuovo rispetto a quello tradizionalmente legato alle degustazioni in cantina?

Queste serate non sono pensate per il wine‑lover tradizionale, bensì per un pubblico ampio e trasversale: coppie, gruppi di amici, famiglie, persone alla ricerca di una serata speciale sotto le stelle. È un’occasione per far scoprire Rocca Sveva a chi magari non frequenta abitualmente le cantine.

Cosa rappresenta, simbolicamente e strategicamente, il vigneto sperimentale scelto per ambientare le cene?

L’ambientazione nel vigneto sperimentale non è casuale: è un manifesto della nostra filosofia. Vogliamo mettere in luce il valore della ricerca e dell’innovazione agronomica, mostrando l’attenzione al territorio e alla sostenibilità, con uno sguardo al futuro.

L’evento è più “democratico” anche nella proposta gastronomica: paella, pizza, spiedo e poke. Qual è il messaggio?

Con piatti come paella, pizza, spiedo e poke abbiamo voluto adottare un approccio “democratico” alla tavola. Nessuna cucina “fine dining”, ma convivialità, semplicità, gusto per tutti. Il messaggio è chiaro: accoglienza e inclusività, una tavola che unisce culture e generazioni.

Come cambia la narrazione del vino in contesti così informali? La volontà è anche quella di fare cultura del vino lontano dal linguaggio formale e tecnico?

Vogliamo raccontare il vino senza gergo tecnico, in modo accessibile e autentico. In contesti informali come questi, il racconto diventa più umano, spontaneo: si parla di emozioni, storie, terra e passione. È una scelta strategica per fare cultura del vino in modo diverso, meno elitario, più partecipato.

In sintesi, quale immagine di sé vuole trasmettere oggi Rocca Sveva al suo territorio e a chi la scopre per la prima volta attraverso questi eventi?

Attraverso iniziative come questa, Cadis e Rocca Sveva vogliono comunicare: innovazione, apertura, connessione con il territorio, accoglienza e un’identità moderna e inclusiva. Per chi visita dal primo appuntamento, l’immagine è quella di una realtà genuina, legata alla propria terra ma rivolta al futuro, capace di emozionare e di far sentire chiunque protagonista.


Punti chiave:

  1. Rocca Sveva propone un nuovo modello di enoturismo, inclusivo e accessibile, dove il vino è occasione di comunità più che oggetto di degustazione tecnica.
  2. “Calici al Tramonto e Cena in Vigna” è il simbolo di questa trasformazione, con quattro serate estive pensate come rituale contemporaneo nel vigneto sperimentale.
  3. L’offerta gastronomica è volutamente “democratica”, con piatti popolari che uniscono culture e generazioni, all’insegna della convivialità.
  4. La narrazione del vino abbandona il linguaggio tecnico, puntando su emozioni, storie e un racconto autentico per un pubblico ampio e trasversale.
  5. Il vigneto sperimentale diventa manifesto visivo della filosofia aziendale, tra ricerca, sostenibilità e proiezione verso il futuro.