Nati come vini ribelli, i Super Tuscans oggi incarnano il prestigio della Toscana nel mondo, ma possono ancora affascinare come un tempo? Tra prezzi stellari e nuove tendenze, questi vini iconici affrontano le sfide legate ai cambiamenti attuali, in cui i consumatori cercano vitigni più sconosciuti ed il mercato globale è sempre più diversificato.
I Super Tuscans, con la loro nascita negli anni ‘70, hanno segnato un momento di svolta per il vino italiano, sfidando le regole tradizionali per affermare la qualità di vini dallo stile internazionale. Sassicaia, Tignanello e Ornellaia sono esempi emblematici di questo movimento: vini di qualità eccezionale che non seguivano le rigide normative DOC e DOCG dell’epoca. Da allora, questi vini sono diventati un punto di riferimento, non solo per l’Italia, ma anche a livello globale, conquistando i mercati di Stati Uniti e Asia, dove hanno attratto una clientela alla ricerca di qualcosa di diverso.
Nato nella zona costiera di Bolgheri, Sassicaia – il primo vero Super Tuscan – ha segnato l’inizio di questa era nel 1968. Costitutito da Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, ma senza il vitigno iconico della Toscana, il Sangiovese, Sassicaia è stato accolto con entusiasmo come innovazione per il suo potenziale di invecchiamento. Questo “Bordeaux toscano” non solo ha dimostrato che anche in Italia si potevano produrre vini di classe mondiale, ma ha anche sfidato la rigida tradizione vinicola del Paese. Altri produttori toscani, come San Felice con Vigorello e Antinori con Tignanello, hanno presto seguito l’esempio, portando i Super Tuscans a diventare un fenomeno globale.
L’etichetta di Super Tuscan si applica principalmente ai vini rossi prodotti con una buona percentuale di vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot, spesso al di fuori delle denominazioni DOC/DOCG. L’Indicazione Geografica Tipica (IGT) è la classificazione formale per molti di questi vini, ma ciò che li rende “super” non è solo la categoria, bensì il prestigio e la qualità che si portano dietro. Anche se molti Super Tuscans superano facilmente i 100 euro a bottiglia nei mercati esteri, oggi esistono anche opzioni più accessibili, a partire dai 30 euro, che mirano a conquistare una clientela più ampia.
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Con l’ascesa di Bolgheri, la zona ha attirato decine di nuovi produttori che si dedicano ai vitigni bordolesi. Se alcuni scelgono di seguire l’esempio di Sassicaia e Ornellaia, altri preferiscono mantenere prezzi più contenuti per i loro Super Tuscans, rendendoli vini da apprezzare anche entro pochi anni dalla vendemmia.
Negli Stati Uniti, il successo dei Super Tuscans è ancora vivo ma meno acceso. Secondo Filippo Cortivo, wine director di Osteria Mamma a Los Angeles, la passione per questi vini rimane, ma “oggi i clienti cercano di più vitigni sconosciuti.” Anche il prezzo ha un peso variabile: “Offriamo Super Tuscans a prezzi accessibili, ma ovviamente i nomi celebri costano di più di qualche anno fa.”
In Italia, dove i vini territoriali come il Brunello di Montalcino sono i più richiesti, i Super Tuscans devono affrontare una concorrenza significativa. Alessandro Pierangioli, proprietario dell’Enoteca Pierangioli a Montalcino, sottolinea che “mentre i Super Tuscans famosi rimangono costosi, le cantine toscane stanno offrendo opzioni più convenienti per fidelizzare la clientela.”
I Super Tuscans continuano ad evolversi, adattandosi a nuove esigenze di mercato. Come osserva il Master of Wine Gabriele Gorelli, “se inizialmente i Super Tuscans si ispiravano ai Bordeaux con l’uso di barriques e Cabernet, oggi molti esprimono maggiormente l’identità toscana, passando dalla potenza all’eleganza.” Anche Giammario Villa, sommelier ed educatore, evidenzia che i produttori devono considerare fattori come prezzo e stile per rimanere competitivi. “Un vino più fresco e accessibile può essere apprezzato in diverse occasioni, senza perdere importanza,” spiega Villa.
In Asia, la popolarità dei Super Tuscans è ancora forte ma affiancata da una crescente curiosità verso altre regioni italiane. Rocky Wang, head sommelier del Palais de Chine Hotel a Taipei, nota che “c’è un crescente interesse per denominazioni come Barolo ed Etna. I Super Tuscans mantengono il loro prestigio, ma stiamo vedendo un mercato sempre più diversificato.”
I Super Tuscans rimangono una categoria iconica, associata a qualità e innovazione, ma il loro fascino non è più così alternativo ed esclusivo. I consumatori globali sono più preparati e aperti a nuove varietà, mentre le cantine toscane mirano a una maggiore accessibilità dei loro vini iconici.
Key points:
- Evoluzione da ribelli a icone: i Super Tuscans, nati come vini fuori dagli schemi, sono ora simboli di prestigio internazionale, con una qualità riconosciuta che li rende icone del vino toscano.
- Nuove preferenze dei consumatori: mentre i Super Tuscans mantengono il loro fascino, aumenta l’interesse per vitigni meno conosciuti e per le espressioni regionali autentiche, in Italia e all’estero.
- Prezzi e accessibilità: nonostante il prestigio, il costo elevato di molti Super Tuscans può limitare le vendite; per questo, alcuni produttori offrono alternative più accessibili.
- Impatto delle strategie di marketing: il termine “Super Tuscan” mantiene un peso rilevante per i consumatori, ma i produttori devono adattare le strategie per rispondere a un mercato in evoluzione.
- L’importanza dell’autenticità territoriale: la tendenza attuale nel settore vinicolo enfatizza l’identità territoriale e una maggiore espressione del terroir toscano, che rappresenta un’opportunità di rinnovamento per i Super Tuscans.












































