I consumatori statunitensi puntano su vini accessibili e collezionabili, mentre la fascia intermedia perde attrattiva. Prosecco e Sauvignon Blanc dominano, sfidando i classici come Champagne e Cabernet. Tra vendite on-premise in crescita e bollicine di tendenza, il mercato USA mostra cambiamenti veloci e scelte sorprendenti.

L’autunno inizia a spingere gli americani verso vini più caldi e corposi, ma nel mercato emergono tendenze da monitorare. In un contesto dove le abitudini stanno mutando, i consumatori statunitensi acquistano bollicine alla portata di tutti, come il Prosecco, e pregiati vini da collezione, Borgogna in primis. La fascia intermedia tra i 100 e i 150 dollari è in difficoltà.

Secondo i dati raccolti da CGA’s BeverageTrak, la vendita di vini on-premise ha visto una crescita del 5% a luglio 2024, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, grazie anche a una crescita del 10% nel valore medio degli scontrini. “Il consumo nei ristoranti è decisamente aumentato” osserva Dave Parker, CEO di Benchmark Wine Group, azienda leader nella vendita di vini rari e pregiati per ristoranti e collezionisti.

Il canale della vendita diretta (DTC) mostra un quadro differente. Secondo il report 2024 di SOVOS, il volume delle spedizioni dirette è calato dell’11% nel primo semestre dell’anno, mentre il valore delle vendite ha subito solo un lieve calo del 5%, con un prezzo medio per bottiglia che ha toccato i 48,96 dollari, in aumento del 6%. Tra i protagonisti di questa crescita vi sono le grandi cantine con una produzione superiore alle 500.000 casse all’anno, il cui prezzo medio per bottiglia è aumentato del 14%, mentre le piccole cantine (meno di 1.000 casse) hanno segnato una crescita del 13%, con una media di prezzo per bottiglia di ben 68,96 dollari, contro i 22,12 delle grandi aziende.

Le sfide del settore si fanno sentire soprattutto per le cantine più piccole, che trovano sempre più difficile intercettare l’attenzione dei distributori. “I distributori oggi si concentrano sui marchi che garantiscono volumi, lasciando indietro quelli di fascia premium,” afferma Cathy Huyghe, co-fondatrice di Enolytics, società di analisi per il settore beverage. “Alcune cantine non ricevono un ordine da sei mesi o più.” Per queste realtà, un marketing strategico e segmentato sul canale DTC rappresenta spesso una risorsa fondamentale.

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Nel settore delle bollicine, i numeri di vendita negli USA registrano una forte competizione tra lo Champagne e le alternative come Prosecco e Cava. Il Prosecco, grazie a un prezzo accessibile, mantiene una performance stabile, e marchi come La Marca Prosecco hanno registrato un incremento del 6,7% delle vendite in valore, collocandosi tra i prodotti più venduti negli Stati Uniti. Al contrario, lo Champagne ha registrato una contrazione dell’8,2% nelle vendite, con LVMH che riporta un crollo del 15% nella prima metà dell’anno, segnando un’inversione di tendenza dopo il boom registrato negli anni della pandemia.

Come riporta The Drinks Business, tra i vini fermi il Sauvignon Blanc si distingue per una crescita nelle vendite off-premise del 3,3%, e in alcune regioni ha sorpassato il Cabernet Sauvignon come varietà principale. “Il Sauvignon Blanc è diventato il nostro vino più venduto,” sottolinea Chris Schmid di Prestige Ledroit Distributing Co, con un incremento del 150% rispetto all’anno precedente, segno di un rinnovato interesse per vini freschi e vibranti.

Gli acquisti di vino in fasce di prezzo differenti indicano nuove preferenze. Secondo Des Echavarrie, sommelier e proprietario di Scale Wine Group, la fascia di prezzo tra i 20 e i 50 dollari resta forte, i vini da investimento tra i 200 e i 400 dollari tengono bene sul mercato, a differenza di quelli che si collocano nella fascia intermedia tra i 100 e i 150 dollari, sempre più difficili da vendere.

Nonostante la complessità e la variabilità del mercato, i dati dimostrano un chiaro interesse degli americani per un vino che sia in grado di combinare accessibilità e valore, con alcune scelte nuove che si affiancano ai classici. Tra i cambiamenti in atto, resta da vedere come evolverà la situazione in risposta alle mutevoli condizioni economiche e politiche globali, ma di certo il mercato statunitense continua a rappresentare un contesto dinamico e strategico per il vino.


Punti chiave:

  1. Domanda polarizzata: Forte interesse per i vini tra 20 e 50 dollari e per i vini da investimento tra 200 e 400 dollari, mentre la fascia intermedia (100-150 dollari) è in difficoltà.
  2. Bollicine in primo piano: Prosecco in crescita e Champagne in calo (-8,2%), con i consumatori che preferiscono bollicine più accessibili.
  3. Vendite on-premise in aumento: Incremento del 5% delle vendite nei ristoranti, con uno scontrino medio in crescita del 10%.
  4. Canale DTC in calo per volume, ma non per valore: Il volume delle vendite dirette è diminuito dell’11%, mentre il prezzo medio per bottiglia è aumentato, con i grandi produttori protagonisti.
  5. Sauvignon Blanc al vertice: Boom delle vendite per il Sauvignon Blanc, che supera in alcune regioni il Cabernet Sauvignon, segnando un cambiamento nei gusti verso vini freschi e vivaci.