L’export vinicolo UE di novembre 2024 mostra una crescita dell’1,3%, ma con forti divergenze tra i principali esportatori. Portogallo in espansione grazie all’Africa, mentre Spagna e Germania soffrono un netto calo intraeuropeo. L’Italia perde terreno in Germania, ma guadagna negli USA. Il settore è a un bivio: consolidarsi in mercati maturi o puntare su nuove destinazioni?

L’export di vino dell’Unione Europea ha registrato una crescita moderata nel mese di novembre, con un incremento dell’1,3% su base annua, raggiungendo i 6,7 milioni di ettolitri (mn HL). Tuttavia, dietro questo lieve aumento si nascondono tendenze contrastanti tra i principali Paesi esportatori, evidenziando un panorama in continua evoluzione per l’industria vinicola europea.

L’analisi dei dati Eurostat rivela che i cinque maggiori esportatori di vino dell’UE—Italia, Spagna, Francia, Portogallo e Germania—hanno affrontato dinamiche di mercato molto diverse tra loro. Se da un lato alcuni Paesi hanno beneficiato di un aumento della domanda nei mercati strategici, altri hanno subito cali significativi, soprattutto nelle esportazioni intraeuropee.

L’Italia, leader tra gli esportatori, ha registrato una lieve contrazione dello 0,3%, esportando 2,07 mn HL. La performance è stata eterogenea: mentre le esportazioni verso la Germania sono diminuite del 9,5% (0,51 mn HL), il mercato statunitense ha mostrato un incremento rilevante (+22,9%, pari a 0,33 mn HL). Anche la Francia ha rappresentato una destinazione positiva (+2,2%), mentre le spedizioni verso Gabon (-2,3%) e Paesi Bassi (+5,8%) hanno mantenuto andamenti più stabili. Questo quadro suggerisce un riposizionamento strategico verso mercati extracomunitari più redditizi, in particolare negli Stati Uniti.

Per la Spagna, invece, il mese di novembre è stato segnato da una flessione importante del 7,4%, con esportazioni pari a 1,78 mn HL. Le vendite verso la Germania (-3,6%) e la Francia (-3,9%) hanno subito contrazioni, così come quelle verso l’Italia (-25,9%), indicando un calo nella competitività dei vini spagnoli all’interno dell’UE.

Tuttavia l’export verso il Portogallo ha rappresentato un’eccezione con un aumento del 12,7%, segnalando una possibile maggiore integrazione commerciale nella Penisola Iberica.

Anche la Francia ha subito una contrazione, seppur più contenuta (-0,5%), attestandosi a 1,15 mn HL esportati. Il mercato tedesco ha mostrato una leggera crescita (+2,3%), così come quello statunitense (+14,5%), mentre le vendite in Belgio (-4,4%) e nei Paesi Bassi (-1,8%) hanno subito rallentamenti. Questa tendenza conferma il ruolo sempre più cruciale degli Stati Uniti come sbocco per il vino francese, compensando parzialmente le difficoltà all’interno dell’UE.

Diverso il caso del Portogallo, che ha segnato un’espansione del 4,1% nelle esportazioni, raggiungendo 0,31 mn HL. Il principale motore di crescita è stato rappresentato dai mercati africani, con un aumento delle vendite in Angola (+46,2%) e Gabon (+38,8%). Al contrario, il mercato francese ha registrato una contrazione significativa (-21,8%). La spinta dell’export portoghese verso l’Africa riflette un cambiamento nella geografia delle vendite, con una maggiore penetrazione nei mercati emergenti.

Infine, la Germania ha riportato il calo più marcato tra i top exporter assieme alla Spagna, con una riduzione del 7,4% e un volume totale di 0,27 mn HL. Le vendite verso i Paesi Bassi (-19,6%), l’Austria (-30,7%) e la Polonia (-6,9%) hanno contribuito alla flessione, mentre un incremento rilevante si è registrato nei mercati emergenti come Gabon (+56%) e Repubblica Ceca (+16,9%). Questo evidenzia uno spostamento dell’export tedesco verso nuove aree di sbocco, in un contesto di crescente competizione nei mercati tradizionali.

Dall’analisi dei dati di novembre 2024 emerge un panorama complesso per l’export vinicolo dell’UE. Se da un lato la crescita negli Stati Uniti e nei mercati africani segnala opportunità di espansione, dall’altro le difficoltà all’interno dell’UE suggeriscono un ripensamento delle strategie commerciali. Il settore vinicolo europeo si trova quindi a un bivio, tra la necessità di consolidare la propria presenza nei mercati maturi e l’esigenza di esplorare nuove opportunità di crescita in aree emergenti.


Punti chiave:

  1. Crescita moderata con squilibri – L’export vinicolo UE cresce dell’1,3%, ma con forti differenze tra Paesi. Portogallo in espansione, mentre Spagna e Germania subiscono un netto calo.
  2. Italia stabile con focus sugli USA – L’export italiano cala leggermente (-0,3%), penalizzato dalla flessione in Germania (-9,5%), ma compensa con un boom negli Stati Uniti (+22,9%).
  3. Spagna in difficoltà nel mercato UE – Le esportazioni spagnole crollano del 7,4%, con pesanti cali in Germania (-3,6%) e Italia (-25,9%), segnalando una perdita di competitività intraeuropea.
  4. Portogallo e Francia diversificano i mercati – Il Portogallo spinge verso l’Africa (+46,2% in Angola), mentre la Francia cresce negli USA (+14,5%) per compensare le perdite in Belgio e Olanda.
  5. Cambio di strategia per l’export UE – Le difficoltà intraeuropee spingono i produttori verso nuovi sbocchi: USA e Africa si confermano mercati chiave per il futuro del vino europeo.