Il mercato globale del fine wine cambia pelle: Sotheby’s segna -30% nel 2024, ma cresce la consapevolezza dei collezionisti e l’interesse per territori meno scontati come Italia, Spagna e California. Crolla Bordeaux, resistono le aste monomarca e cresce il valore simbolico delle vendite benefiche. Il vino da status symbol diventa scelta culturale.
Il 2024 verrà ricordato come un anno di “discontinuità” per il mercato del fine wine e degli spirits. A dirlo è il “Wine & Spirits Market Report” di Sotheby’s, che fotografa un calo delle vendite globali del 30% rispetto al 2023: 114 milioni di dollari contro i 159 dell’anno precedente. Nonostante il rallentamento, la casa d’aste conferma il proprio primato nel settore, con oltre 1,8 miliardi di dollari incassati dal 1995 a oggi. Ma ciò che conta davvero è come sta cambiando il mercato.
Al centro del ribaltamento c’è Bordeaux, un tempo re indiscusso delle aste enologiche. Se nel 2014 rappresentava il 62% delle vendite di Sotheby’s, nel 2024 scende a un modesto 15%. Il calo non è solo numerico, ma simbolico: riflette una perdita di centralità nel gusto dei collezionisti e un’evidente disaffezione da parte degli investitori. In parallelo, anche la categoria dei fine spirits ha subito un ridimensionamento, passando dal 21% al 18% del fatturato d’asta.
A trainare il cambiamento sono nuovi mercati emergenti: le vendite all’asta di vini provenienti da California e Spagna sono più che raddoppiate. In crescita anche l’Italia, che conquista una quota dell’8% delle vendite per regione, grazie a brand iconici come Masseto, Ornellaia e Barolo. Anche il Rodano consolida la sua posizione, segnale di un gusto che si diversifica e abbraccia terroir meno scontati.
Un altro elemento centrale del report è il nuovo approccio dei collezionisti, meno orientati all’investimento e più attratti dall’acquisto “consapevole”. Le aste non sono più terreno esclusivo per speculatori, ma diventano luogo di scoperta, ricerca e piacere. Si cercano bottiglie importanti ma a prezzi accessibili, con l’obiettivo di goderle, non solo conservarle.
Sotheby’s ha saputo leggere questo cambiamento, rafforzando la propria rete logistica, con eventi in 10 Paesi e un focus sulle aste a proprietario unico, che restano lo standard d’eccellenza del settore. Tra queste l’asta denominata “La Mission Haut-Brion | 40 Vintages” ha incassato 2 milioni di dollari, con il 68% dei lotti sopra le stime massime. La “Impeccable Burgundy Collection” a New York ha totalizzato 7,6 milioni di dollari, mentre l’asta “Romanée-Conti: The Masterpiece Collection” a Hong Kong ha chiuso a 6,5 milioni.
Infine, da non sottovalutare il peso crescente delle aste benefiche, come la 164ª edizione dell’Hospices de Beaune, che ha raccolto 16,3 milioni di dollari, di cui quasi mezzo milione solo dalla “Pièce des Présidents”. La solidarietà resta un motore potente anche nel lusso.
Nel complesso, il 2024 mostra un mercato meno monolitico, più maturo e orientato a una diversificazione reale. Sotheby’s, pur registrando un calo nei numeri assoluti, dimostra di saper adattare il proprio modello a un mondo che cambia. Il fine wine, oggi, è meno status symbol e più scelta di stile.
Punti Chiave:
- Calo del 30% nel valore globale delle aste: Sotheby’s chiude il 2024 con 114 milioni di dollari, contro i 159 milioni del 2023. Segnale di un mercato in forte evoluzione, non in crisi.
- Fine della supremazia Bordeaux: La quota di Bordeaux scende dal 62% del 2014 al 15% del 2024, segno di una perdita di centralità culturale ed economica.
- Avanzano Italia, Spagna e California: Crescono significativamente le aste di vini di queste regioni, con l’Italia all’8% delle vendite grazie a brand come Masseto, Ornellaia e Barolo.
- Collezionismo più consapevole: I compratori si orientano su acquisti meno speculativi e più esperienziali, alla ricerca di qualità e autenticità, non solo rendimento.
- Focus su aste a proprietario unico e beneficenza: Restano centrali le aste top come Romanée-Conti e Hospices de Beaune (16,3 milioni raccolti), segnale che il valore emotivo e sociale del vino è in ascesa.












































