Il mercato dei vigneti francesi, parte integrante del settore agricolo nazionale, ha vissuto nel 2023 una fase di trasformazione significativa. Secondo il report dedicato dal titolo “Le Marché des vignes” di Groupe Safer (Société d’aménagement foncier et d’établissement rural), questo periodo è stato caratterizzato da un calo delle transazioni e delle superfici scambiate, ma anche da un aumento del valore complessivo delle superfici viticole, sostenuto da vendite eccezionali in alcune regioni. Analizziamo più nel dettaglio le principali tendenze e le dinamiche che hanno plasmato il mercato viticolo in Francia.

I prezzi dei vigneti in Francia mostrano una variazione significativa a seconda della tipologia e della regione:

AOP: Il prezzo medio per ettaro è aumentato dell’1,5% nel 2023, raggiungendo i 153.500 euro. Tuttavia, le variazioni regionali sono significative. In Bordeaux-Aquitaine, il prezzo è diminuito del 4,3%, mentre in Bourgogne-Beaujolais-Savoie-Jura è aumentato dell’8%. La Champagne ha visto una leggera crescita del 2,3%, nonostante la prudenza degli operatori dovuta alla flessione delle vendite.

VEDVAOP (destinati alla produzione di distillati come Cognac e Armagnac): il prezzo medio per ettaro è calato del 6,4% rispetto all’anno precedente a 56.600 euro.

Non AOP: prezzo medio di 15.000 euro/ha, con una leggera diminuzione dell’1,8%​

Un mercato a due velocità

Il 2023 in Francia ha visto un calo significativo delle transazioni (-7,6%) e delle superfici scambiate totali (-12,8%), tuttavia il valore totale dei vigneti ha registrato un aumento del 15,8%, superando il miliardo di euro per il terzo anno consecutivo.

La crisi del vino rosso ha colpito duramente Bordeaux-Aquitaine e la Vallée du Rhône-Provence, con una riduzione delle transazioni rispettivamente del 20,6% e del 18,5%.

Il calo delle superfici è legato alla flessione della zona di Bordeaux- Aquitaine (-24,3%), che è tornata al livello del 2020, e della Vallée du Rhône-Provence (-18,7%). Insieme, queste due aree segnano un calo di 1.300 ettari rispetto al 2022.

Inoltre secondo il report, i vigneti dell’AOP Bordeaux Rouge sono valutati solo €9,000 per ettaro, poco più della metà rispetto a cinque anni fa. Questo dato, accompagnato da una diminuzione del 10% nelle vendite di vino rosso nei supermercati francesi nel 2023 rispetto all’anno precedente, è un chiaro segnale di un mercato in difficoltà. La domanda di vini AOP è scesa, e con essa anche i prezzi, registrando una flessione del 13% rispetto al 2022 e del 9% rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

Calo export

Le esportazioni non hanno brillato, il volume è sceso del 4% e il valore del 10%. Particolarmente colpiti sono stati i mercati cinesi, con un calo del 30%, e quello giapponese, seguito da USA e UK. Il calo della domanda ha inevitabilmente portato a una riduzione dei prezzi. L’inflazione francese, che ha raggiunto quasi il 14% negli ultimi anni, ha reso ancora più evidente il divario tra domanda e offerta.

Il potere delle società extra agricole

Le acquisizioni da parte dei singoli agricoltori sono scese del 18,4%, segnando un minimo storico. Al contrario, le società extra agricole hanno mantenuto una certa stabilità, con un leggero aumento della superficie (+0,5%).

Nel 1993, i vignaioli possedevano quasi il 66% dei vigneti francesi e oltre il 50% del valore dei terreni viticoli. Oggi, queste cifre sono scese rispettivamente al 35% e al 16%. L’immagine del vino francese prodotto da contadini paffuti deve essere seriamente rivista.

Nel contesto di un mercato globale sempre più competitivo, la Francia continua a giocare un ruolo di primo piano grazie alla qualità dei suoi prodotti e alla capacità di innovazione dei suoi produttori.

Tuttavia il calo delle esportazioni verso mercati chiave come la Cina e gli Stati Uniti sottolinea l’importanza di diversificare le destinazioni e di rafforzare la presenza nei mercati emergenti.

La crisi del vino rosso e il calo delle esportazioni sono segnali d’allarme che non possono essere ignorati. Secondo il report di Groupe Safer le opportunità non mancano: l’enoturismo, ad esempio, rappresenta una fonte di reddito crescente per molte regioni e può essere ulteriormente sviluppato attraverso iniziative mirate e investimenti in infrastrutture. La valorizzazione delle denominazioni di origine e la promozione dei vini biologici e biodinamici rispondono a una domanda crescente di prodotti sostenibili e di alta qualità. La capacità di innovare e di rispondere alle sfide del mercato sarà determinante per il futuro del settore vitivinicolo francese.