Il mercato cinese degli spirits importati subisce una battuta d’arresto nel 2024: brandy e whisky registrano cali significativi dopo anni di crescita. L’eccesso di scorte e l’incertezza economica frenano la domanda, mentre possibili dazi potrebbero aggravare la situazione. Un’analisi dettagliata sulle cause e le prospettive del settore dei distillati di alta gamma in Cina.

Nel 2024, il mercato cinese degli spirits importati ha subito una brusca frenata, con brandy e whisky che hanno registrato cali significativi sia in volume che in valore. Dopo anni di crescita sostenuta, le importazioni di questi distillati pregiati hanno subito una battuta d’arresto, segnale di un cambiamento nelle preferenze dei consumatori e di un mercato che si sta riequilibrando dopo la corsa agli stock post-pandemia.

Le importazioni di brandy sono diminuite del 19,13% in volume e del 29,55% in valore rispetto all’anno precedente, attestandosi a 35,03 milioni di litri per un valore complessivo di 1,23 miliardi di dollari. Il whisky ha seguito una traiettoria simile, con un calo del 10,50% nei volumi e una contrazione del 22,79% in valore, fermandosi a 29,19 milioni di litri per un valore di 451 milioni di dollari. Il dato più rilevante è la differenza nel valore delle due categorie: il whisky rappresenta appena il 36,58% del valore complessivo del brandy importato in Cina.

Negli anni precedenti, il mercato aveva assistito a una crescita impetuosa. Nel 2021, le importazioni di brandy erano aumentate del 68,97% rispetto al 2020, grazie a una domanda in forte espansione. Dopo un leggero rallentamento nel 2022, il 2023 aveva segnato un nuovo record, superando i livelli del 2021. Tuttavia, nel 2024 il trend si è invertito: la rapida espansione aveva portato molti importatori a fare scorte massicce nel 2022, ma a partire dalla metà del 2023 la domanda si è ridotta drasticamente, lasciando le aziende con un eccesso di stock difficile da smaltire.

Anche il whisky ha subito una parabola simile. Tra il 2020 e il 2023 le importazioni erano cresciute costantemente, favorite dallo spostamento di alcuni operatori dal settore vinicolo a quello dei distillati. Tuttavia, l’incertezza economica ha rallentato la domanda nel 2024, riportando i volumi ai livelli del 2021.

A livello geografico, la Francia mantiene il primato assoluto nel mercato del brandy in Cina, coprendo il 99,21% delle importazioni totali. Marchi di prestigio come Hennessy, Rémy Martin e Martell dominano la scena, consolidando il ruolo della regione del Cognac come leader indiscusso. Per il whisky, invece, la Scozia resta il principale fornitore, con una quota di mercato nettamente superiore rispetto ai concorrenti. Nonostante la crescita della popolarità dei whisky giapponesi e americani negli ultimi anni, il valore delle loro importazioni nel 2024 ha rappresentato appena il 15% del totale rispetto al Regno Unito.

Anche il segmento dei liquori e amari ha subito un rallentamento, con un calo del 3,76% in volume e del 6,65% in valore. Tuttavia, all’interno di questa categoria si registrano andamenti contrastanti: la Corea del Sud ha visto aumentare il valore delle sue esportazioni del 3,85%, raggiungendo i 28,32 milioni di dollari, trainata dal successo dei soju aromatizzati. Al contrario, le importazioni di amari tedeschi, tra cui il celebre Jägermeister, sono crollate del 41,74%, scendendo a 13,74 milioni di dollari.

Le importazioni di altri distillati come rum e tequila hanno mostrato andamenti altalenanti, con performance influenzate dalle strategie dei singoli importatori e dall’efficacia delle campagne di marketing.

Guardando al futuro, il mercato del brandy in Cina potrebbe affrontare ulteriori sfide nel 2025, specialmente se verranno introdotte misure antidumping che porteranno a un incremento dei dazi doganali. In uno scenario già segnato da un eccesso di offerta e da un calo della domanda, un ulteriore aumento dei prezzi potrebbe rendere ancora più complessa la ripresa del settore.

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Punti chiave:

  1. Calo delle importazioni di brandy e whisky – Nel 2024, le importazioni di brandy sono diminuite del 19,13% in volume e del 29,55% in valore, mentre il whisky ha registrato un calo del 10,50% in volume e del 22,79% in valore.
  2. Eccesso di scorte e calo della domanda – La corsa agli stock post-pandemia ha portato a un surplus di inventario, mentre l’incertezza economica ha ridotto la domanda di distillati di fascia alta.
  3. Dominio francese e scozzese nel mercato cinese – La Francia copre il 99,21% delle importazioni di brandy (trainata dal Cognac), mentre la Scozia mantiene il primato nel whisky, con giapponesi e americani fermi al 15% del valore totale UK.
  4. Andamento contrastante nei liquori – Il mercato dei liquori registra un calo del 3,76% in volume e del 6,65% in valore, con il soju coreano in crescita (+3,85%) e un crollo delle importazioni di Jägermeister (-41,74%).
  5. Possibili sfide future – Il settore del brandy potrebbe affrontare ulteriori difficoltà nel 2025 se verranno introdotti dazi antidumping, aumentando ulteriormente l’incertezza del mercato cinese.