Marina Orlandi Contucci svela come Colle Manora abbia realizzato una vendemmia 2024 sorprendente per qualità e quantità, nonostante le sfide climatiche e di mercato. Un viaggio tra gestione idrica, ombreggianti e nuove tendenze di consumo, che riflette l’adattamento di una cantina decisa a preservare l’identità del proprio vino.

In un’annata contrassegnata da fenomeni climatici estremi e crescenti costi di produzione, Colle Manora si distingue per una vendemmia non solo qualitativa ma anche in netta ripresa quantitativa rispetto al 2023. Marina Orlandi Contucci, titolare della cantina, ci racconta come l’aumento delle risorse idriche e una gestione oculata dei vigneti abbiano contribuito a un raccolto migliore rispetto agli anni precedenti, restituendo una produzione sana e corposa.

L’intervista affronta temi cruciali per il settore, come la gestione idrica, l’uso delle reti ombreggianti e l’impatto delle fluttuazioni geopolitiche ed economiche sul mercato. Tra prospettive di sostenibilità e realtà operative, Marina riflette sulle trasformazioni culturali nel consumo di vino, in particolare riguardo alle nuove abitudini tra le generazioni più giovani. La sua visione evidenzia l’importanza di adattarsi a un mercato in evoluzione, mantenendo sempre un occhio attento sulla qualità e sull’identità del prodotto.

Quali sono state le principali differenze tra la vendemmia del 2023 e quella del 2024, sia in termini di condizioni climatiche che di qualità del raccolto? In che modo queste variazioni hanno influenzato la produzione complessiva?

Il 2023 è stato connotato dalla siccità con una diminuzione della produzione del 32%, ma sono rimasta sorpresa perché il prodotto è buono. Anche il Pinot Nero – che per me è molto importante dato che è la prima varietà ad essere vendemmiata – ha avuto la capacità di esprimere appieno profumi e caratteristiche varietali. La raccolta 2024 è stata migliore, in termini di quantità, siamo tornati ai volumi del 2020. Ho assaggiati tutti i prodotti e sono puliti, sani, con una buona struttura ed espressività. Il Pinot Nero è interessantissimo e mi ha fatto ripensare ad un viaggio che ho fatto in Borgogna. Ora stiamo portando a casa il Cabernet Sauvignon e la Barbera. Quest’anno la risorsa idrica più consistente ci ha avvantaggiato sia dal punto di vista volumetrico che qualitativo.

La gestione dell’acqua è un tema sempre più cruciale nel settore vitivinicolo. Quali sono le misure che avete adottato per ottimizzarne l’uso nei vostri vigneti e quali sfide avete incontrato?

Abbiamo un pozzo che è abbastanza performante ma non è sufficiente per poter ipotizzare una irrigazione di soccorso. Per quanto riguarda il recupero delle acque reflue si tratta di un volume minimo che non incide. Si potrebbe ipotizzare di realizzare un bacino di raccolta artificiale ma si riempirebbe solo con l’acqua piovana e non con quella proveniente dalle falde sotterranee. Abbiamo il fiume Tanaro e il Po e dovremmo sfruttare queste possibilità naturali, si potrebbero costruire chiuse, fare scavi e bacini di raccolta e ridistribuire queste acque nei campi circostanti, con il sistema del Consorzio a pagamento ovviamente; ma manca tutta la rete infrastrutturale.

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L’utilizzo delle reti ombreggianti è diventato sempre più diffuso per proteggere i vigneti ma comportano costi e difficoltà operative. Qual è la tua opinione su questa tecnologia?

È necessario posizionare i vini ad un certo prezzo per bilanciare la sostenibilità economica con la sostenibilità ambientale. Spero che il clima non diventi sempre più torrido, se arrivassimo al punto in cui fosse indispensabile ombreggiare interi vigneti credo diverrebbe una attività antieconomica. In ogni caso la mia sensazione è che il clima in questa zona sia sempre più simile a quello tropicale, piuttosto che a quello semi-desertico.

Il frangente geopolitico ed economico attuale è caratterizzato da instabilità e crisi perenne, in questo contesto soprattutto i mercati consolidati vivono un periodo di contrazione dei consumi di vino. È molto complesso trovare un equilibrio tra costi crescenti e sfide ambientali sempre più pressanti. Come state affrontando queste sfide?

La materia prima uva è messa in crisi dalle incognite, abbiamo visto che c’è un aumento di temperatura ma ci sono anche abbassamenti improvvisi. Quando ci sono inverni poco freddi, la vigna si ferma tardi e il riposo vegetativo – in cui la pianta riduce l’attività linfatica per prepararsi al successivo ciclo – è molto breve: ciò produce uno stress notevole ai vigneti.

A queste problematiche di natura agronomica e climatica, si aggiunge un mercato saturo che è cambiato repentinamente. La generazione prima dei Boomers è molto anziana e non consuma più vino e la Generazione Z preferisce gli spirits o bevande “fantasiose”, a base di vino dealcolato… che vino non è.  La mia generazione è cresciuta in un contesto in cui il vino era un elemento quotidiano, ora non lo è più.


Key points:

  1. Vendemmia 2024 positiva: Colle Manora registra un raccolto abbondante e di qualità, recuperando i volumi del 2020 grazie a condizioni climatiche migliori rispetto al 2023.
  2. Sfide idriche: La gestione dell’acqua resta centrale; la cantina considera opzioni come bacini di raccolta, ma l’infrastruttura è insufficiente per un’irrigazione di emergenza.
  3. Ombreggianti e sostenibilità: Le reti ombreggianti offrono protezione, ma il loro uso massivo potrebbe risultare antieconomico in caso di estati sempre più torride.
  4. Impatto climatico: Gli inverni miti e le variazioni di temperatura aumentano lo stress dei vigneti, influenzando la salute e la resa delle viti.
  5. Evoluzione dei consumi: Cambi generazionali e nuove preferenze di consumo – tra cui la crescita di bevande dealcolate – sfidano l’industria del vino a mantenere la propria rilevanza.

Frequently Asked Questions

Quali sono state le sfide principali affrontate da Colle Manora nella vendemmia 2024?

Le principali sfide della vendemmia 2024 per Colle Manora hanno riguardato l’approvvigionamento idrico, la gestione dei costi per le reti ombreggianti e l’impatto delle variazioni climatiche sulla salute dei vigneti.

In che modo Colle Manora ha migliorato la gestione idrica nei vigneti?

Colle Manora ha potenziato la gestione idrica con risorse locali, come un pozzo, e sta valutando l’installazione di bacini di raccolta per ottimizzare l’utilizzo dell’acqua piovana. Tuttavia, la cantina evidenzia la necessità di migliorare l’infrastruttura idrica.

Perché l’uso delle reti ombreggianti è un tema discusso nel settore vitivinicolo?

L’uso delle reti ombreggianti è discusso perché, se da un lato proteggono i vigneti dal calore eccessivo, dall’altro comportano costi elevati e sfide logistiche, rendendole antieconomiche in caso di clima sempre più torrido.

Come influenzano i cambiamenti climatici le vendemmie di Colle Manora?

I cambiamenti climatici, tra cui inverni miti e variazioni improvvise di temperatura, aumentano lo stress sulle viti di Colle Manora, influendo sul riposo vegetativo e sulla resa del raccolto.

Quali sono le nuove tendenze di consumo che influenzano il mercato del vino?

Tra le nuove tendenze di consumo emergono le bevande a base di vino dealcolato, particolarmente apprezzate dalla Generazione Z, e una crescente preferenza per gli spirits, sfidando il settore vinicolo a rimanere rilevante.