Dieci anni di sfide hanno rivoluzionato il mercato del vino globale: tra inflazione, politiche protezioniste e consumi moderati, l’industria ha superato alcuni ostacoli e ne vede altri all’orizzonte. Una analisi dei mercati che resistono, di quelli che emergono e delle tendenze che guideranno il futuro del vino, dall’Europa all’Asia, fino al Medio Oriente.

Negli ultimi dieci anni, il mercato globale del vino ha affrontato sfide complesse, tra cui inflazione, cambiamenti politici e nuove abitudini di consumo. L’indice di attrattività del mercato del vino di IWSR, basato sul “modello Compass”, offre una prospettiva unica su queste tendenze attraverso l’analisi di parametri socio-economici specifici, tracciando l’evoluzione delle opportunità per il vino fermo e spumante in diversi mercati.

La crisi economica post-pandemica, l’aumento dei costi della vita e la diffusione della moderazione nel consumo di alcol hanno segnato profondamente la domanda di vino in vari Paesi. Questo studio decennale delinea i mercati che, nonostante le difficoltà, restano interessanti per gli investitori, e quelli che invece registrano un declino.

Uno degli elementi più influenti per il mercato del vino è stato l’inflazione. “Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito a causa dell’inflazione elevata,” rileva IWSR, e questo ha portato molte persone a scegliere meno frequentemente occasioni fuori casa. Il settore dell’on-trade – particolarmente colpito durante la pandemia – continua a risentire di una lenta ripresa, a eccezione di occasioni di consumo più informali (aperitivi), dove il vino ha trovato qualche opportunità in più. La pandemia ha trasformato le abitudini dei consumatori e, nonostante la riapertura dei locali, molti preferiscono occasioni sociali più rilassate e accessibili.

Tra le tendenze più significative emerse dal “Compass model” di IWSR è evidente una crescente moderazione nel consumo di alcolici, favorita sia dalla maggiore consapevolezza sulla salute che dall’incremento dei costi. Questo cambio di comportamento è evidente in particolare tra i giovani. “Il consumo moderato di alcol è socialmente sempre più accettato,” spiegano gli esperti IWSR, con un calo delle vendite di vino in numerosi mercati. Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia: il desiderio di consumare meno, ma meglio, sta promuovendo una maggiore richiesta di vini di alta qualità e a prezzi più elevati.

Gli equilibri geopolitici e le regolamentazioni locali hanno pesato sul mercato del vino. L’introduzione nel 2023 del nuovo sistema di tassazione sull’alcol nel Regno Unito ha spinto diversi produttori ad abbassare il contenuto alcolico dei loro vini o a lanciare prodotti a gradazione ridotta. In Cina, i dazi sull’importazione di vino australiano, che hanno colpito il settore per oltre tre anni, sono stati finalmente rimossi a marzo 2024. Questi interventi a livello di politica fiscale dimostrano come l’ambiente normativo possa rapidamente trasformare l’attrattività di un mercato.

I mercati chiave del vino continuano a offrire opportunità, nonostante alcune flessioni. Gli Stati Uniti si confermano leader indiscussi, con un mercato caratterizzato da volumi elevati e una crescente richiesta di vini di alta qualità. “Oltre un terzo del vino fermo venduto negli Stati Uniti nel 2023 apparteneva a fasce premium o superiori,” sottolinea IWSR, evidenziando una tendenza che si prevede in crescita nei prossimi anni.

Il Canada, che ha risentito fortemente della pandemia, ha registrato una ripresa significativa, grazie a una crescita della popolazione e alla moderazione dell’inflazione rispetto agli aumenti vertiginosi del periodo Covid. Anche il mercato svizzero si dimostra resiliente, mantenendo la terza posizione nel ranking grazie a un PIL elevato e a un consumo pro capite costante, orientato su vini premium.

In Europa occidentale, la crisi economica e i costi di vita elevati continuano a penalizzare il settore vinicolo. “Mercati come Regno Unito e Germania registrano cali consecutivi,” si legge nel report IWSR, a causa dell’inflazione elevata e di un livello di premiumisation inferiore. L’aumento delle accise e l’impatto economico della Brexit pesano sul mercato britannico, mentre in Germania le fasce di vino premium faticano a crescere.

Sul fronte opposto, il Medio Oriente sta vivendo una crescita inaspettata. Gli Emirati Arabi Uniti si affacciano per la prima volta nella top ten dei mercati attrattivi, grazie alla forte crescita turistica e all’arrivo di espatriati occidentali, che contribuiscono ad aumentare il consumo pro capite. I locali dell’on-trade, inclusi i ristoranti, stanno ampliando le offerte di vini premium, portando a una crescita in termini di valore e opportunità per i prodotti di fascia alta.

In Asia-Pacifico, il mercato del vino affronta condizioni difficili. La Corea del Sud, un tempo uno dei mercati più attrattivi, è scesa all’ottavo posto a causa dei costi di vita in aumento e di una contrazione delle spese familiari. Anche il Giappone vede una concorrenza crescente da parte dei Ready-to-Drink (RTD), che limitano la penetrazione del vino fermo, e la tendenza sembra destinata a continuare.

Guardando al futuro, ci sono alcune tendenze che, secondo IWSR, influenzeranno la domanda di vino fermo fino al 2025:

  • Impatto duraturo del costo della vita e dell’inflazione: anche se l’inflazione inizia a rallentare in molti Paesi occidentali, il costo della vita resta alto e i prezzi sono in aumento in alcune nazioni APAC, tra cui il Giappone.
  • Evoluzione delle abitudini di consumo tra i giovani: la moderazione è una tendenza in ascesa tra i giovani, il che potrebbe favorire un maggiore interesse per i prodotti no/low alcohol di alta qualità e per i vini premium, in relazione al fenomeno “less but better.”
  • Influenze politiche e regolamentazioni internazionali: sono attese ulteriori modifiche normative, tra cui un aumento delle accise nel Regno Unito nel 2025 e i potenziali impatti della vittoria di Trump negli Stati Uniti. I conflitti in Medio Oriente e Ucraina rappresentano un altro fattore di rischio.

Uno sguardo attento rispetto alla genesi dei mercati del vino globali nell’ultimo decennio rivela elementi che vanno oltre i semplici dati economici: è la storia di un settore che si adatta, innovandosi per rispondere a consumatori sempre più esigenti e consapevoli.

La moderazione dei consumi, le sfide dell’inflazione e le influenze geopolitiche plasmano una domanda in evoluzione, in cui “meno ma meglio” diventa il mantra. Per le aziende, la lezione è chiara: investire strategicamente in mercati dal potenziale ancora inespresso o rinnovato, come quello mediorientale, e cavalcare la premiumisation nei mercati consolidati, può fare la differenza. In un contesto globale dove la domanda si trasforma, l’attrattività è uno strumento fondamentale per costruire il futuro del vino.


Punti chiave:

  1. Inflazione e costo della vita: L’aumento dei prezzi globali e l’inflazione hanno ridotto il potere d’acquisto, influendo negativamente sul consumo di vino, soprattutto fuori casa.
  2. Moderazione nei consumi: Tra i giovani aumenta la tendenza “less but better”, privilegiando vini di qualità più alta e prodotti a bassa gradazione alcolica.
  3. Regolamentazioni locali: Nuove tassazioni e dazi, come nel Regno Unito e in Cina, hanno modificato la competitività dei mercati, spingendo i produttori a innovare.
  4. Mercati emergenti e resilienti: Stati Uniti, Canada e Medio Oriente registrano crescita e attrattività grazie a consumatori disposti a investire nei segmenti premium.
  5. Prospettive future: Le sfide inflazionistiche e politiche continueranno a influenzare il mercato, mentre la moderazione dei consumi e la ricerca di qualità guideranno la domanda fino al 2025.