La 50ª edizione di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza a Riva del Garda celebra un traguardo storico con numeri da record: 20.000 presenze e una spinta decisiva verso l’inclusione e la professionalità. Tra il progetto esperienziale “Di Ognuno” e le nuove strategie per l’enoturismo, l’evento si conferma il laboratorio d’eccellenza per il futuro dell’HoReCa, puntando su autenticità e relazioni umane.
Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la 50ª edizione di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, svoltasi nella cornice di Riva del Garda. I numeri parlano chiaro e fotografano un settore in salute e in profonda evoluzione: quasi 20.000 visitatori hanno animato i padiglioni, incontrando oltre 750 espositori. Un dato particolarmente significativo riguarda il ricambio e l’interesse di nuovi player: ben il 38% degli operatori presenti quest’anno è risultato composto da nuovi ingressi, a dimostrazione della capacità attrattiva della manifestazione.
La forza della community e l’esperienza del progetto “Di Ognuno”
Oltre le cifre, a caratterizzare questa 50° edizione è stato un clima di forte partecipazione emotiva. Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi, ha messo in luce come il desiderio di incontro abbia superato la semplice dimensione commerciale: “La community aveva voglia di incontrarsi a Riva del Garda, non soltanto per venire a vedere i prodotti, i servizi, per partecipare alla formazione, ascoltare testimonianze e visioni sul futuro ma per trovare una reale occasione di confronto approfondito”.
Secondo la Direttrice, la qualità dell’affluenza e la durata della permanenza in fiera testimoniano il ruolo dell’evento come piattaforma di riferimento per l’innovazione e il dialogo. “È bella l’interazione che si è creata tra tutti gli operatori e i partner che forniscono servizi”, ha aggiunto, sottolineando lo speciale clima festoso legato alla cinquantesima edizione.
Uno dei pilastri di questa edizione è stato il tema dell’accessibilità, declinato attraverso l’innovativo progetto “Di Ognuno”. Si tratta di un percorso esperienziale che dura ormai da tre anni e che punta a sensibilizzare gli operatori sulla progettazione inclusiva. “È veramente entusiasmante dirvi che abbiamo ricevuto molti riscontri e tante persone hanno voluto fare l’esperienza del progetto”, ha dichiarato Albarelli. Lo stand ha proposto un’esperienza immersiva di privazione e di accentuazione sensoriale per sensibilizzare i visitatori sulle sfide dell’accessibilità nel settore dell’accoglienza. Dopo essersi focalizzato sulla hall e la reception nel primo anno e sulla sala colazioni nel secondo, quest’anno il progetto ha esplorato gli spazi outdoor. L’obiettivo è comprendere come allestire gli spazi aperti per far sì che sia “veramente uno spazio di tutti e, come diciamo noi, uno spazio ‘Di Ognuno’”.
Enoturismo: la “business unit” per la sostenibilità economica
Il Salone non è stato solo vetrina, ma anche luogo di alta formazione strategica. Grande risonanza ha avuto il seminario dal titolo “Valorizzare il territorio attraverso l’accoglienza: nuovi orizzonti per gli agriturismi e le cantine trentine”, svoltosi nell’area [Spazio]Vignaiolo, che ha ospitato quasi 80 aziende artigianali provenienti dal Trentino e da altri territori d’eccellenza.
Fabio Piccoli, Direttore di Wine Meridian, ha lanciato un monito chiaro sulla necessità di professionalizzare l’accoglienza, specialmente per le piccole e medie imprese del vino. “È necessario essere consapevoli che oggi definire un investimento finalmente chiaro, professionale sull’enoturismo significa garantirsi una sostenibilità economica”, ha spiegato Piccoli. Senza una business unit efficace dedicata all’ospitalità, molte imprese rischiano seriamente di perdere competitività.
Autenticità, umanizzazione e nuove generazioni
Il futuro del turismo rurale, secondo l’analisi di Piccoli, risiede nella capacità di creare legami profondi e trasparenti. Oggi il turista cerca esperienze sempre più autentiche e, in questo contesto, le piccole imprese hanno un vantaggio competitivo unico se sanno puntare sulla personalizzazione e sulla umanizzazione del rapporto con l’ospite.
Questo approccio risulta decisivo per intercettare i giovani: “L’altro aspetto importante è che oggi i turisti cercano esperienze sempre più autentiche. E in questa direzione le piccole imprese possono garantire una maggiore personalizzazione e maggiori relazioni con gli ospiti se riescono a far percepire quella che è l’identità più autentica dell’azienda, intercettando l’interesse anche delle giovani generazioni”. Riuscire a far percepire l’identità più vera dell’azienda permette di costruire un rapporto di fiducia fondamentale per le nuove generazioni, generando al contempo un indotto economico proficuo per l’intero territorio.
L’eredità di un mezzo secolo di visione
La 50ª edizione di Hospitality non è stata una semplice celebrazione del passato, ma un manifesto per il futuro dell’HoReCa. Se i dati quantitativi confermano Riva del Garda come un hub insostituibile, è l’aspetto qualitativo emerso anche dalle testimonianze dei protagonisti a tracciare la rotta. Il successo di quest’anno risiede nella capacità di aver tramutato la fiera da “esposizione di prodotti” a laboratorio di relazioni.
L’accessibilità ha smesso di essere un obbligo normativo per diventare un’opportunità di design e approccio empatico, dove lo spazio si modella sulle esigenze dell’individuo. Parallelamente la sopravvivenza economica delle eccellenze italiane passa inevitabilmente per il calore umano e la capacità di raccontare le radici culturali in modo professionale.
Hospitality 2026 lascia in eredità una lezione preziosa: in un mondo sempre più digitalizzato, il vantaggio competitivo risiede nel saper restare “umani”. L’appuntamento è già fissato per la 51ª edizione a febbraio 2027, con la certezza che la strada tracciata verso un’accoglienza inclusiva, sostenibile e autentica sia ormai irreversibile.
Punti chiave:
- Record di presenze con 20.000 visitatori e oltre 750 espositori, segnando un forte interesse da parte di nuovi operatori del settore.
- Focus sull’accessibilità outdoor attraverso il progetto esperienziale “Di Ognuno” per promuovere un’accoglienza realmente inclusiva.
- Centralità della sostenibilità economica nell’enoturismo tramite la creazione di business unit dedicate e professionali.
- Valorizzazione dell’identità autentica e delle relazioni umane come leva strategica per intercettare le nuove generazioni.
- Consolidamento della fiera come hub di confronto strategico e community, superando la dimensione della semplice vetrina commerciale.












































