Il rapporto AGRIcoltura100 2024 è lo studio dedicato alla sostenibilità del settore agricolo italiano messo a punto da Confagricoltura e Reale Mutua, finalizzato a promuovere il contributo dell’agricoltura alla crescita sostenibile dell’Italia.

L’indagine premia anche le imprese agricole che hanno adottato soluzioni innovative o promosso iniziative volte a migliorare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della propria attività, anche a vantaggio delle comunità in cui operano.

La quarta edizione 2024 ha registrato un significativo aumento della partecipazione (59%) da parte delle imprese agricole italiane, dalle 1.850 del 2020 alle attuali 3.132. Il rapporto considera il numero e l’intensità delle iniziative adottate in tutte le aree d’Italia, basandosi su 260 variabili raggruppate in quattro aree principali (qualità dello sviluppo, sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale, gestione dei rischi e delle relazioni) ed è in grado di elaborare un indice sintetico di sostenibilità per ogni azienda.

Questo modello permette di classificare le imprese in diversi livelli di sostenibilità, evidenziando come il numero delle aziende di alto e medio-alto livello sia passato dal 48,8% del 2020 al 55,3% attuale, mentre quelle di livello base sono diminuite dal 20% al 12,1%.

Il primo dato rilevante che emerge riguarda il fatto che negli ultimi 24 mesi ben sette imprese agricole su dieci (69,5%) hanno effettuato investimenti in innovazione.

L’innovazione è emersa come il fattore che più di ogni altro ha un impatto positivo sulla sostenibilità delle aziende, permettendo di gestire la transizione ecologica, mitigare i rischi, e migliorare l’impatto ambientale e sociale.

L’agricoltura italiana dimostra un forte impegno nel miglioramento degli impatti ambientali, sociali ed economici. Un esempio significativo è rappresentato dal profilo delle imprese con un approccio integrato alla sostenibilità, che sono cresciute dal 14,9% nel 2020 al 22,8%. In parallelo, il profilo più ampio e in rapida crescita è quello delle aziende orientate all’ambiente, passate dal 17,8% al 28% in quattro anni.

In questo contesto, l’autosufficienza energetica e l’economia circolare rappresentano due pilastri fondamentali per la transizione ecologica del settore agricolo. Il 17% delle imprese agricole producono energia da fonti rinnovabili, con molte che coprono almeno metà del proprio fabbisogno energetico.

Le imprese agricole che producono energia da fonti rinnovabili e che adottano pratiche di economia circolare sono in grado di ridurre i costi operativi, migliorare la sostenibilità ambientale e creare nuove opportunità di business.

Secondo il rapporto AGRIcoltura100, nelle imprese ad alto livello di sostenibilità, gli indici di produttività sono del 40% superiori, la redditività è doppia e la quota di imprese in crescita è tripla rispetto a quelle con sostenibilità di base. Questo dimostra che investire nella sostenibilità non solo contribuisce alla protezione ambientale, ma anche al miglioramento delle performance economiche delle aziende.

Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura, ribadisce il legame tra sostenibilità e performance economiche: “La cultura della sostenibilità sta progressivamente diventando consapevolezza, si sta consolidando e diffondendo in tutto il Paese. Una scelta giusta anche dal punto di vista economico in funzione della fortissima correlazione tra livelli di sostenibilità e risultati di business. Quindi, le imprese più sostenibili sono anche quelle che ottengono i migliori risultati di produttività e redditività, e viceversa”.

Un punto chiave del rapporto riguarda la manodopera stagionale, fondamentale per l’economia agricola italiana: il 62% delle imprese ne fanno uso. Tuttavia, cresce il disallineamento tra domanda e offerta, con oltre il 40% delle imprese che segnalano difficoltà nel reperimento della manodopera. Perciò è essenziale sviluppare canali efficaci di gestione del mercato del lavoro e politiche di integrazione sociale per migliorare la disponibilità e la qualità del lavoro stagionale.

La gestione dei rischi idrogeologici e la manodopera stagionale sono due delle sfide più importanti affrontate dalle aziende agricole italiane. La capacità di gestire e mitigare i rischi idrogeologici è essenziale per garantire la sostenibilità a lungo termine del settore agricolo, mentre la disponibilità di manodopera stagionale di qualità è cruciale per mantenere la produttività e la competitività delle aziende.

Dall’analisi del rapporto emerge che le tecnologie innovative come l’Agricoltura 4.0 e le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) stanno trasformando il modo in cui le aziende agricole gestiscono le risorse naturali, migliorando la produttività e riducendo gli impatti ambientali.

La forte correlazione tra innovazione e sostenibilità suggerisce che le aziende agricole capaci di investire in tecnologie innovative sono quelle che hanno maggiori probabilità di raggiungere alti livelli di sostenibilità e di competitività.

Il rapporto AGRIcoltura100 dimostra come le imprese agricole italiane stiano adottando sempre più pratiche sostenibili, migliorando la loro competitività. Con il supporto di politiche adeguate e di investimenti in innovazione tecnologica, l’agricoltura italiana può continuare a crescere e a prosperare, garantendo un futuro più sostenibile per tutti.