La viticoltura tedesca affronta la sua ora più buia. Un’associazione di produttori lancia un allarme disperato: i prezzi insostenibili e il calo dei consumi minacciano di distruggere fino alla metà delle aziende familiari. Per salvare il settore e la sua identità culturale, l’appello è chiaro: comprare una bottiglia in più di vino tedesco all’anno può fare la differenza.
La tradizione vinicola tedesca, una componente essenziale dell’identità culturale del Paese, si trova ad affrontare una crisi senza precedenti. Un allarme lanciato dalla Zukunftsinitiative Deutscher Weinbau, una nuova associazione di viticoltori, avverte che fino al 50% delle aziende vinicole tedesche a conduzione familiare rischiano il fallimento economico.
La situazione è il risultato di un preoccupante calo dei consumi e di prezzi di vendita insostenibilmente bassi. Il consumo pro capite di vino in Germania si è attestato a 22,2 litri nel 2024, con una diminuzione di 0,3 litri rispetto all’anno precedente. Di questo totale, solo 8 litri in media provengono da produzione tedesca. Questo dato, secondo l’associazione, riflette una tendenza che sta mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e la sopravvivenza stessa del settore.
Prezzi sottocosto
La principale causa di questa crisi è il prezzo irrisorio a cui vengono venduti i vini tedeschi nei supermercati. Come riporta N-tv (noto media tedesco, specializzato in attualità, di proprietà di RTL Deutschland), l’associazione denuncia che i prezzi delle uve e del vino sfuso si aggirano tra i 0,40 e i 0,60 euro al litro, un valore “ben al di sotto dei costi di produzione”. Questi prezzi così bassi si sono mantenuti per il secondo anno consecutivo e molte aziende si trovano a un punto di non ritorno. Thomas Schaurer, fondatore dell’associazione, sottolinea l’assurdità di questa situazione: “È pazzesco e stupido che i vini tedeschi siano venduti ad un prezzo così basso nei supermercati nazionali”.
Un appello alla responsabilità dei consumatori
La Zukunftsinitiative Deutscher Weinbau lo scorso 30 agosto aveva lanciato un’iniziativa denominata “Tag des Deutschen Weins” (Giornata del Vino Tedesco) con un appello diretto ai consumatori. L’associazione ha chiesto a ogni cittadino di acquistare una bottiglia in più di vino tedesco all’anno (o anche vino dealcolato o succo d’uva) al posto di una bottiglia importata. Questo gesto, apparentemente semplice, potrebbe fornire alle aziende vinicole le risorse economiche necessarie per continuare la propria attività. “Non stiamo chiedendo compassione”, ha affermato Schaurer, “si tratta di una decisione che riguarda la preservazione in Germania della viticoltura e del valore aggiunto che essa genera”.
L’associazione critica, inoltre, le altre federazioni di viticoltori tedeschi, accusandole di minimizzare la gravità della situazione e di non informare adeguatamente il pubblico. La Zukunftsinitiative si propone invece di comunicare in modo “aperto e trasparente” sulle sfide esistenziali che il settore sta affrontando.
Chi è il vero responsabile?
Schaurer ha affrontato la delicata questione della responsabilità, rifiutandosi di puntare il dito esclusivamente sui consumatori o sui supermercati. “I consumatori dicono che il vino è buono e costa poco, mentre i supermercati affermano che non venderebbero a questi prezzi se la gente non li acquistasse,” ha spiegato. Schaurer ammette anche una parziale responsabilità dei produttori stessi, suggerendo che forse non hanno promosso i loro prodotti in modo efficace. Molti viticoltori, non potendo permettersi di imbottigliare il proprio vino, si trovano costretti a vendere uva e vino sfuso a sole cinque grandi aziende, che a loro volta producono vini economici per la grande distribuzione. Solo il 10-15% dei viticoltori tedeschi riesce a imbottigliare il proprio prodotto.
La situazione in Germania non è solo una questione economica, ma anche di conservazione di un patrimonio culturale. “Se non fermiamo questa tendenza, non perderemo solo le aziende, ma anche una gran parte della nostra identità culturale legata al vino”, ha concluso Schaurer. L’appello lanciato dalla nuova associazione è una chiamata all’azione per tutti coloro che credono nel valore della produzione locale e nella salvaguardia di una tradizione che affonda le sue radici nella storia tedesca.
Punti Chiave:
- Rischio fallimento: Fino al 50% delle aziende vinicole tedesche a conduzione familiare rischiano il fallimento economico a causa della grave crisi del settore.
- Prezzi insostenibili: I prezzi delle uve e del vino sfuso sono scesi a 0,40-0,60 euro al litro, ben al di sotto dei costi di produzione, una situazione insostenibile per il secondo anno consecutivo.
- Calo dei consumi: Il consumo di vino in Germania è in calo, e solo 8 litri su 22,2 pro capite provengono da produzione domestica.
- Appello ai consumatori: I viticoltori chiedono ai consumatori di acquistare una sola bottiglia di vino tedesco in più all’anno per sostenere le aziende locali.
- Identità culturale in pericolo: La crisi non minaccia solo le aziende, ma anche una parte fondamentale dell’identità culturale tedesca legata alla tradizione vinicola.












































