Il consumo di alcol in Francia sta subendo un profondo cambiamento, passando da uno stile “mediterraneo” a uno “nordico”. Meno volumi, più consumi intensi e sociali, con rilevanti impatti socio-sanitari e sfide per l’industria vinicola. Inflazione, regolamentazioni fiscali e nuove abitudini richiedono politiche mirate e un adattamento strategico del settore.

Nel 2023, l’Observatoire français des drogues et des tendances addictives (OFDT) ha delineato un quadro complesso e in evoluzione sulla vendita e il consumo di bevande alcoliche in Francia, ponendo l’accento su cambiamenti significativi nei comportamenti dei consumatori e sull’impatto socio-sanitario dell’alcol.

Nel 2023, la vendita di alcol puro si è ridotta del 3,8% rispetto all’anno precedente, con un consumo medio di 10,35 litri per abitante di età superiore ai 15 anni. Questo declino ha avuto un riflesso soprattutto sul settore del vino (-4,2%) e in misura minore sui superalcolici (-3,8%). Tuttavia, mentre i volumi diminuiscono, le conseguenze sanitarie rimangono rilevanti: i ricoveri ospedalieri legati all’alcol hanno registrato un aumento del 4,1%, coinvolgendo 595.326 casi, di cui il 73% uomini.

L’indagine ESCAPAD dell’OFDT (che monitora il consumo di alcol e droghe nei minori) ha evidenziato un drastico cambiamento tra i giovani: un adolescente su cinque (19,4%) non ha mai consumato alcol, un dato triplicato negli ultimi 20 anni. Anche le abitudini di consumo occasionale e regolare sono in calo. Tuttavia, le abitudini restano influenzate dal genere: i ragazzi sono due volte più propensi rispetto alle ragazze a dichiarare consumi regolari e quantità elevate.

Nel contesto degli adulti, l’indagine EROPP ha rilevato un calo generale nel consumo annuo e settimanale. Gli uomini mostrano tassi di consumo più alti rispetto alle donne, con una prevalenza di occasioni di consumo rilevanti mensili del 22,1% contro l’8,1% delle donne.

Questi dati riflettono un cambiamento nei comportamenti legati all’alcol che non si limita al solo volume, ma coinvolge anche i contesti di consumo. Le abitudini più tradizionali, come consumare vino durante i pasti, stanno cedendo il passo a consumi più occasionali e intensi, spesso legati a momenti di socialità. Questa transizione ha implicazioni dirette non solo sulla salute pubblica, ma anche sull’industria vinicola e sulle politiche fiscali.

La filiera vinicola è il pilastro del settore francese degli alcolici, genera 24,8 miliardi di euro e impiega oltre 50.000 persone. Al secondo posto si trovano i distillati, seguiti da birre e sidro. L’inflazione ha esercitato una forte pressione sui prezzi, con un aumento medio del 7,5% per le bevande alcoliche, un impatto maggiore rispetto ad altri beni di consumo. Questa dinamica ha contribuito a una contrazione del 4,9% nel consumo domestico.

La regolamentazione del commercio al dettaglio di bevande alcoliche è strettamente controllata, con licenze obbligatorie per la vendita e un totale di 34.602 esercizi autorizzati nel 2021. Tuttavia, la tassazione rimane un tema cruciale: in Francia i vini continuano a essere tassati significativamente meno rispetto ai distillati, una disparità che alimenta il dibattito politico ed economico. Questa differenza fiscale pone una sfida importante per i legislatori, che devono bilanciare le entrate fiscali con le politiche di salute pubblica.

Leggi anche – Francia, punto di non ritorno: 27.500 ettari di vigneti da estirpare entro 2025

Nel 2023, gli incidenti stradali causati da conducenti con tasso alcolemico positivo sono diminuiti del 7,5%, con 702 vittime rispetto alle 760 dell’anno precedente. Questo risultato è stato ottenuto grazie a un aumento dei controlli preventivi, che hanno raggiunto quota 8,1 milioni, segnando un incremento del 2,8% rispetto al 2022. Tuttavia, permangono forti disparità sociali, con il tasso di alcol tra i responsabili di incidenti più alto nelle classi popolari e tra i disoccupati.

Un altro aspetto cruciale riguarda le misure di sensibilizzazione adottate dal governo e dalle associazioni locali per ridurre la mortalità sulle strade. Nonostante i progressi, resta fondamentale continuare a promuovere campagne mirate e incrementare le risorse per i controlli preventivi.

Il panorama del consumo di alcol in Francia si sta trasformando, segnato da una riduzione generale dei volumi e da un cambiamento delle modalità di consumo, che passano da uno stile “mediterraneo” a uno più “nordico”. Tuttavia, le conseguenze sanitarie e sociali rimangono significative, richiedendo politiche pubbliche mirate per affrontare le sfide emergenti legate alla salute pubblica, alla regolamentazione fiscale e alla sensibilizzazione sulle pratiche di consumo responsabile.

L’industria delle bevande alcoliche, in particolare quella vinicola, deve affrontare un periodo di transizione, in cui l’adattamento ai nuovi modelli di consumo sarà cruciale per mantenere la sua rilevanza economica e culturale. Parallelamente, resta prioritario il dialogo tra istituzioni, produttori e consumatori per costruire un equilibrio sostenibile tra benessere sociale, esigenze economiche e tutela della salute pubblica.


Punti chiave:

  1. Declino dei consumi e transizione negli stili di consumo: La Francia registra una diminuzione del 3,8% nel consumo di alcol puro nel 2023, con una transizione da un consumo quotidiano e moderato (stile mediterraneo) a consumi intensi e sociali (stile nordico).
  2. Impatti socio-sanitari persistenti: Nonostante il calo dei volumi, le conseguenze sanitarie restano significative, con un aumento del 4,1% nei ricoveri legati all’alcol, soprattutto tra gli uomini.
  3. Giovani e cambiamento generazionale: Tra i giovani, il consumo di alcol è in netto calo, con un 19,4% degli adolescenti che non ha mai bevuto alcol, triplicando i dati di vent’anni fa.
  4. Sfide economiche e regolamentazioni fiscali: L’industria vinicola affronta una riduzione del consumo domestico (-4,9%), pressioni inflazionistiche (+7,5% sui prezzi) e una tassazione più favorevole rispetto ai distillati, alimentando il dibattito politico.
  5. Progressi nella sicurezza stradale: Gli incidenti stradali legati all’alcol sono diminuiti del 7,5% nel 2023 grazie a maggiori controlli preventivi (+2,8%), sebbene permangano disparità sociali tra i responsabili.