Il Rapporto Coop 2024 offre un’analisi approfondita dei cambiamenti negli stili di vita e nei consumi degli italiani, tracciando un quadro complesso e articolato della situazione socio-economica attuale. In un contesto globale caratterizzato da incertezze economiche e tensioni internazionali, emerge una crescente attenzione al risparmio, alla sostenibilità e alla cura della persona.
Ripresa economica, ma preoccupazioni persistenti
Nel 2024, il quadro macroeconomico globale evidenzia una ripresa superiore alle attese, con una crescita del PIL mondiale prevista al +3,2%, trainata principalmente dalle economie emergenti come Cina e India. L’Italia, pur all’interno di un contesto europeo non particolarmente brillante, ha mostrato una sorprendente resilienza, con una crescita prevista del +0,7%, poco al di sotto della media UE del +0,9%. Tuttavia, questo miglioramento non è sufficiente a placare le preoccupazioni degli italiani, che si sentono sempre più inquieti riguardo al futuro. Solo il 44% della popolazione ritiene che la propria vita corrisponda alle aspettative e il timore per il futuro è aumentato di ben 11 punti percentuali rispetto al 2022.
Nonostante un recupero del potere d’acquisto ai livelli pre-pandemia, con una diminuzione dei casi di disagio economico profondo (passati da 20 milioni nel 2022 a 12 milioni nel 2024), il prezzo di questa ripresa è stato alto. Gli italiani, infatti, hanno dovuto aumentare significativamente le ore lavorative, con un surplus di un miliardo e mezzo di ore lavorate solo nel 2023, per mantenere un livello di reddito reale di poco superiore rispetto a cinque anni fa. Questa disparità è particolarmente evidente tra i settori economici: mentre i redditi dei lavoratori nei settori costruzioni e immobiliare sono cresciuti rispettivamente del 4,6% e del 6,4%, quelli dei lavoratori della sanità e dell’istruzione hanno subito riduzioni dell’8,5% e dell’11,2%.
Il risparmio come priorità nei consumi
In questo contesto di incertezza economica e sociale, il risparmio si afferma come il criterio principale che guida le scelte di consumo degli italiani. Secondo il Rapporto, il 75% degli intervistati considera il risparmio il fattore decisivo per i propri acquisti, sia quando si tratta di beni di consumo quotidiano, sia di acquisti più impegnativi come automobili e prodotti tecnologici. Non a caso, le vendite di beni tecnologici come smartphone e televisori hanno subito un forte calo, registrando una diminuzione rispettivamente del 7,4% e del 6%. Al contrario, gli italiani stanno mostrando una maggiore propensione a riparare piuttosto che sostituire gli oggetti (26%), e si registra un incremento nell’acquisto di prodotti di seconda mano (24%).
Questa tendenza verso una “vita al risparmio” non riguarda solo i beni materiali, ma si riflette anche in una profonda revisione dell’identità personale. L’85% degli italiani dichiara di dare più valore alla propria sfera personale e familiare piuttosto che allo status sociale o al possesso di beni di lusso. Il consumo non è più percepito come uno strumento di gratificazione personale o di riconoscibilità sociale, ma viene sempre più vissuto con indifferenza, tanto che il fenomeno del “de-consumismo” sta prendendo piede. Chi acquista per il semplice piacere di comprare rappresenta ormai una minoranza sempre più ristretta.
L’identità alimentare si trasforma: benessere e sostenibilità al centro
Anche l’approccio degli italiani al cibo è cambiato significativamente negli ultimi anni. L’alimentazione non è più vista solo come una necessità, ma come un elemento centrale del benessere personale e della sostenibilità ambientale. Il Rapporto Coop rileva un aumento dell’attenzione alla qualità e alla salute degli alimenti consumati. Se un terzo degli italiani (34%) continua a seguire la tradizionale dieta mediterranea, sono in costante crescita le diete iperproteiche, il digiuno intermittente e lo stile di vita “fit sport”. Il biologico, dopo un periodo di appannamento dovuto alla crisi economica e al carovita, sta tornando in auge, con 9,6 milioni di italiani che dichiarano di voler aumentare gli acquisti di prodotti bio.
Questo ritorno all’attenzione per una dieta salutare è accompagnato dalla disponibilità a spendere di più per alimenti di maggiore qualità. Il 15% degli italiani è disposto a pagare un sovrapprezzo per prodotti che garantiscano benefici alla salute, una percentuale molto superiore alla media europea, ferma all’1%. Questo fenomeno dimostra come il cibo sia considerato dagli italiani non solo una necessità, ma anche un’espressione della propria identità e del proprio benessere.
Il culto del corpo: tra benessere e ossessione
Un altro aspetto centrale che emerge dal Rapporto Coop 2024 è la crescente attenzione alla cura del corpo, che per molti italiani si trasforma in un vero e proprio culto. La spesa media per trattamenti estetici e prodotti cosmetici ha raggiunto livelli record, con un incremento del 29% rispetto al 2019. Inoltre, 8,6 milioni di persone hanno dichiarato di essere interessate all’uso di farmaci per il diabete con l’obiettivo di perdere peso, un dato che solleva interrogativi sull’equilibrio tra attenzione al benessere e comportamenti potenzialmente dannosi per la salute.
La cura del corpo non si limita solo agli aspetti estetici. Il 40% degli italiani pratica regolarmente attività fisica, dimostrando come il benessere fisico sia sempre più percepito come una priorità. Inoltre, il 37% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a sperimentare nuove tecnologie, come l’impianto di microchip sottocutanei, per semplificare azioni quotidiane come i pagamenti. Questo dato potrebbe essere colto come una degenerazione allarmante che va oltre il semplice interesse tecnologico.
Il Rapporto Coop 2024 dipinge un’Italia in cui i consumi sono guidati da una crescente attenzione al risparmio e alla sostenibilità, ma anche da una forte volontà di migliorare la qualità della vita attraverso scelte più consapevoli e orientate al benessere. Nonostante le difficoltà economiche e sociali, gli italiani stanno ridefinendo le proprie priorità, mettendo al centro l’essenziale e riducendo il superfluo. In questo contesto, il cibo e la cura del corpo diventano elementi chiave di una nuova identità collettiva, in cui la ricerca del benessere personale si intreccia con un crescente impegno per la sostenibilità.












































