Il vino spumante ha consolidato la sua presenza nel mercato del Regno Unito grazie a consumatori sempre più maturi, sicuri delle loro scelte e inclini a considerarlo una bevanda informale e quotidiana.

Tuttavia, emergono segnali non molto positivi riguardo alla percezione del Prosecco, questo potrebbe ostacolare le sue performance future in UK. Ci sono anche segnali contrastanti per quanto riguarda i consumatori più giovani, a causa di un calo di partecipazione nella categoria negli ultimi anni.

Spumante, unica categoria in crescita

A parte un picco durante la pandemia di Covid-19, il mercato del vino nel Regno Unito è in diminuzione dal 2015. Lo spumante è stata l’unica categoria che ha registrato una crescita in volume tra il 2017 e il 2022, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del +0,4%, rispetto al CAGR totale del vino pari al -2% nello stesso periodo.

Le previsioni IWSR stimano un CAGR relativamente stabile in volume per quanto riguarda lo sparkling wine tra il 2022 e il 2027, questo avviene in un contesto di flessione del CAGR totale del vino del -2% nello stesso periodo. Ciò significa che lo spumante è destinato ad espandere la sua quota di mercato complessiva dal 14% nel 2022 al 15% nel 2027.

Aumento dei consumatori di spumante

La popolazione di consumatori di sparkling wine nel Regno Unito è cresciuta dal 2019: il 30% della popolazione adulta consuma vino spumante almeno una volta al mese, rispetto al 25% del 2019.

Uno dei principali trend che spinge al consumo è il cambiamento nella percezione dello spumante come bevanda legata principalmente o esclusivamente a occasioni celebrative.

“Lo spumante è percepito come adatto per il consumo rilassato alla fine della giornata e per pasti informali a casa, sia da solo che come ingrediente per uno Spritz”, osserva Patrick Fisher, analista di mercato IWSR. “Questo è dovuto al proseguimento di tendenze che si sono radicate durante la pandemia di Covid-19”.

Inoltre i consumatori britannici di spumante mostrano la tendenza ad acquistare etichette conosciute e affidabili: il 41% ha dichiarato di voler rimanere fedele ai prodotti già conosciuti, rispetto al 37% del 2019.

Allo stesso tempo, una percentuale maggiore di consumatori afferma che consumare spumante dà loro piacere e che è importante per il proprio stile di vita.

Prosecco, percezione in declino

Nel frattempo, la percezione dei consumatori sul rapporto qualità-prezzo del Prosecco – leader di categoria nel 2022 con oltre il 50% della quota di mercato di vino spumante nel Regno Unito – sta seguendo una parabola negativa.

“Negli ultimi anni, il Prosecco ha ottenuto ottimi risultati sul mercato e continua a guidare i consumi”, afferma Richard Halstead, COO Consumer Research di IWSR. “Tuttavia sempre meno persone lo considerano di alta qualità o con un buon rapporto qualità-prezzo. Il Prosecco potrebbe essere vittima del suo stesso successo, la sua ubiquità potrebbe portare i consumatori ad associarlo sempre più alle opzioni di fascia bassa. Questo declino nella percezione potrebbe influenzare le sue prestazioni nel Regno Unito e favorire altre opzioni come lo spumante inglese e il Crémant”.

Le previsioni IWSR stimano un leggero declino del Prosecco sul mercato UK nei prossimi anni, tuttavia questa tendenza costituisce una performance migliore rispetto ad alcune opzioni alternative come Asti e Cava.

La quota di mercato del Prosecco sul mercato totale dello spumante diminuirà leggermente al 55% entro la fine del 2027. Bisogna ricordare che gli spumanti ed in particolare il Prosecco, caratterizzato da una bassa gradazione alcolica, sono tra i pochi segmenti che hanno beneficiato dalle riforme fiscali introdotte nel Regno Unito durante il 2023.

Gli sparkling wine inglesi e gli spumanti no-low alcohol sono tra le poche sotto-categorie previste in crescita tra il 2022 e il 2027.

Coinvolgimento dei giovani in declino

Le preoccupazioni per il futuro del vino spumante nel Regno Unito si concentrano principalmente sui consumatori giovani. Il 34% dei consumatori maschi beve vino spumante ogni settimana, cifra che sale al 52% per il gruppo di età dai 18 ai 34 anni. Ma nella fascia tra i 18 ed i 24 anni il consumo di spumanti sta diminuendo, questa fascia demografica costituiva il 13% dei consumatori di vino spumante nel 2019, nel 2023 si è abbassata al 9%.

“Questo fenomeno potrebbe essere una conseguenza, tra i consumatori giovani, delle tendenze legate alla moderazione e della crescente concorrenza da parte di categorie come i Ready-to-Drink (RTD)“, afferma Halstead. “Il potenziale problema della categoria nel reclutare giovani potrebbe rappresentare una minaccia per il suo futuro a lungo termine”.