Il mercato degli alcolici in Russia sta vivendo una trasformazione profonda: la produzione di vodka crolla ai minimi storici, mentre il vino e lo spumante registrano una crescita significativa. Tra nuove restrizioni, tasse in aumento e cambiamenti nei consumi, emergono tendenze inaspettate che stanno ridisegnando il panorama del settore.
Il settore degli alcolici in Russia sta attraversando un periodo di forte trasformazione. Secondo i dati di Interfax, che cita Rosalokoltabakcontrol (RATK) nei primi due mesi del 2025, la produzione di bevande alcoliche ha registrato un calo del 23,4%, toccando livelli mai visti dal 2017. A pesare su questa contrazione ci sono diversi fattori, tra cui l’aumento delle accise, il rialzo dei prezzi minimi di vendita e le nuove misure di restrizione adottate da alcune regioni del Paese.
Tra le bevande più colpite troviamo la vodka, che ha subito una contrazione del 26,3%, fermandosi a 7,6 milioni di decalitri, il livello più basso degli ultimi otto anni. Questo declino si deve principalmente all’aumento delle tasse sugli alcolici e a nuove regolamentazioni che limitano la vendita di vodka. In alcune aree, come la regione di Vologda, la vendita di superalcolici è stata ridotta a sole due ore al giorno, contribuendo alla flessione del mercato.
Anche la produzione di cognac ha registrato un calo significativo (-21,2%), mentre altre categorie di superalcolici, tra cui rum, whisky, gin e soju, hanno visto un declino del 21,2%. Persino i liquori e i prodotti a base di vodka hanno subito una riduzione della produzione del 14,8%.
In controtendenza rispetto al calo generale, la produzione di vino ha registrato una crescita importante. Il vino fermo ha visto un incremento del 14,8%, raggiungendo i 5,1 milioni di decalitri, mentre lo spumante ha segnato un +16,1% con 2,4 milioni di decalitri prodotti. Questo fenomeno suggerisce un cambiamento nelle preferenze dei consumatori russi, che sembrano orientarsi sempre più verso vini locali, probabilmente spinti da una combinazione di fattori economici e culturali.
Uno dei dati più sorprendenti riguarda il segmento delle bevande a basso contenuto alcolico, che ha subito un calo drastico di 12,6 volte rispetto all’anno precedente, con una produzione ridotta a soli 211.200 decalitri. Questo crollo suggerisce un netto cambio di abitudini tra i consumatori, che potrebbero essere più inclini a scegliere alternative con gradazione più elevata o prodotti di maggiore qualità.
Se da un lato la produzione di vodka e altri superalcolici è in crisi, dall’altro il mercato delle vendite racconta una storia diversa. Il whiskey ha registrato un aumento delle vendite del 12%, mentre la vodka ha comunque segnato un +11%, seguita da Champagne e spumanti con un incremento dell’8%. Tuttavia, alcune bevande importate hanno subito una contrazione significativa, tra cui sambuca (-19%), tequila (-16%) e vermouth (-11%).
I dati mostrano un mercato in profonda evoluzione. La crescente popolarità del vino fermo e dello spumante suggerisce un cambiamento nei gusti e nelle abitudini dei consumatori russi. Allo stesso tempo, le misure restrittive e l’aumento delle tasse stanno ridisegnando il panorama della produzione di superalcolici, con conseguenze significative per il settore. Nei prossimi mesi, sarà cruciale osservare come i produttori e i consumatori si adatteranno a queste nuove dinamiche e quali strategie verranno adottate per mantenere la competitività sul mercato.
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Punti chiave:
- Calo della produzione di alcolici: Nei primi due mesi del 2025, la produzione di bevande alcoliche in Russia è diminuita del 23,4%, toccando il livello più basso dal 2017.
- Vodka in crisi: La produzione di vodka è scesa del 26,3%, raggiungendo il minimo storico degli ultimi otto anni a causa di tasse più alte e restrizioni sulla vendita.
- Boom del vino e dello spumante: A differenza dei superalcolici, il vino fermo è cresciuto del 14,8% e lo spumante del 16,1%, segnalando un cambiamento nelle preferenze dei consumatori.
- Crollo delle bevande a bassa gradazione: Il segmento delle bevande a basso contenuto alcolico ha registrato una riduzione drastica di 12,6 volte rispetto all’anno precedente.
- Vendite in crescita per whiskey e champagne: Nonostante la crisi produttiva, le vendite di whiskey (+12%), vodka (+11%) e champagne (+8%) mostrano segnali positivi nel mercato al dettaglio.












































