Il mercato di vino e spirits negli USA è in difficoltà, travolto dal mutamento delle abitudini di consumo e dalle pressioni inflazionistiche. Mentre i segmenti premium faticano a tenere il passo, i prodotti di fascia media e bassa subiscono i colpi più duri. La riduzione degli spazi di distribuzione aggrava uno scenario già complesso.
Negli Stati Uniti le vendite di vini e distillati stanno vivendo una crisi post-Covid che sembra destinata a peggiorare. I dati più recenti della Wine and Spirits Wholesalers of America (WSWA), rilasciati da SipSource, indicano che il declino nelle vendite sia di vini che di spirits sta accelerando. Le tendenze preoccupano particolarmente i produttori di fascia premium, che tradizionalmente trainavano il mercato. Secondo SipSource, le vendite di vino sono diminuite dell’8% e quelle di distillati del 3,9% nei 12 mesi fino ad agosto 2024.
La tendenza è destinata a persistere, secondo le previsioni della WSWA, che vedono un ulteriore peggioramento nel corso del 2024 e all’inizio del 2025. “Nonostante l’ottimismo iniziale dovuto a fattori temporanei come l’alleggerimento delle scorte, i trend di consumo a lungo termine sono motivo di grande preoccupazione”, ha affermato Dale Stratton, analista di SipSource.
Uno degli aspetti più allarmanti di questa crisi è la debolezza del segmento premium, un tempo considerato un motore di crescita. Le vendite di spirits nella fascia di prezzo superiore ai 100 dollari nei ristoranti e nei bar hanno registrato una diminuzione del 12,5%. Anche la fascia intermedia ($50-$99,99) ha subito un calo, sebbene più contenuto, con una riduzione del 3,9% nei canali on-premise.
La situazione non è molto diversa nel mercato off-premise, dove si concentra oltre l’80% del volume di mercato. Qui, il segmento dei prodotti premium ha subito una contrazione dell’8,5%, mentre la fascia di prezzo intermedia ha registrato un calo del 4,3%.
Le difficoltà non riguardano solo gli spirits. Nel settore del vino, il segmento di prezzo più accessibile ($8-$10,99) ha subito un crollo del 12,7% in entrambi i canali, segnalando una vera e propria crisi per le vendite di vini da tavola. “Il vino sta soffrendo”, ha spiegato Stratton, sottolineando come “cambiamenti nelle abitudini di consumo, pressioni economiche e inflazionistiche e una riduzione dello spazio sugli scaffali” siano fattori determinanti in questa crisi.
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Nonostante il quadro complessivamente negativo, alcuni segmenti stanno resistendo alla tendenza. Il Prosecco, ad esempio, continua a registrare risultati positivi, con un incremento di oltre il 2% negli ultimi 12 mesi. Anche il segmento dei vini di fascia alta (oltre i 50 dollari) ha mostrato segnali di crescita, con un aumento di quasi l’1% negli ultimi sei mesi. Secondo Danny Brager, analista di SipSource, “i vini domestici in questa fascia di prezzo hanno registrato un incremento vicino al 3%, offrendo un barlume di speranza per il periodo critico di ottobre-novembre-dicembre”.
Tuttavia, Brager ha avvertito che questa crescita potrebbe non essere sufficiente a compensare le perdite negli altri segmenti. “La riduzione dei punti di distribuzione, sia nei negozi che nei ristoranti, sta aggravando la situazione,” ha spiegato. Ciò significa che molti consumatori trovano una minore varietà di prodotti sugli scaffali e nei menu, penalizzando ulteriormente le vendite.
Una delle problematiche principali che emerge dal rapporto è la riduzione dei punti di distribuzione per vini e distillati. In molti casi, i retailer e i ristoranti stanno riducendo l’assortimento di bevande alcoliche, limitando ulteriormente le opportunità di vendita. Questo trend è particolarmente evidente nei canali on-premise, dove i consumatori trovano meno opzioni di alta qualità nei menu dei ristoranti e dei bar.
Con l’avvicinarsi della stagione delle feste, il periodo ottobre-novembre-dicembre sarà cruciale per valutare se i consumatori saranno disposti a spendere nei segmenti premium. Tuttavia, le sfide rimangono molteplici: la riduzione degli spazi di distribuzione, le pressioni inflazionistiche e la continua evoluzione delle abitudini di consumo lasciano pochi margini per l’ottimismo. Come ha concluso Stratton, “i prossimi mesi presenteranno sfide importanti per la maggior parte delle categorie di vini e spirits.”
Il futuro del mercato, quindi, sembra incerto. Mentre alcuni segmenti premium continuano a mostrare resilienza, la pressione sui prodotti a prezzo più accessibile e il calo complessivo dei consumi indicano che il settore dovrà affrontare ulteriori turbolenze prima di vedere segnali di ripresa.
Key points:
- Crisi delle vendite di vino e spirits negli USA: Le vendite di vini e distillati stanno subendo un declino significativo, colpendo in particolare i segmenti di fascia media e bassa.
- Riduzione degli spazi di distribuzione: I retailer e i ristoranti stanno riducendo l’assortimento di bevande alcoliche, limitando le opportunità di vendita on-premise.
- Pressioni inflazionistiche e cambiamenti nei consumi: Le abitudini di consumo stanno mutando, con l’inflazione che spinge i consumatori verso prodotti più economici o diverse categorie di bevande.
- Difficoltà del segmento premium: Anche i prodotti di fascia alta, un tempo motore del mercato, stanno faticando, soprattutto nei ristoranti e nei bar, dove si registra un calo delle vendite.
- Speranze legate ai vini di fascia alta e al Prosecco: Nonostante la crisi, alcuni segmenti come i vini di fascia alta e il Prosecco stanno resistendo, offrendo segnali positivi per il mercato.












































