Il mercato globale del vino sfuso affronta un 2025 segnato da prezzi in crescita e scorte ridotte, costringendo gli acquirenti a diversificare le fonti di approvvigionamento. Dalla Spagna alla California, dal Cile all’Australia, le dinamiche commerciali si evolvono tra tensioni geopolitiche, nuove tendenze di consumo e strategie per fronteggiare l’incertezza del settore.

Il mercato globale del vino sfuso nel 2025 prosegue sulla scia delle tendenze osservate a fine 2024, evidenziando un contesto frammentato con notevoli differenze tra le principali regioni produttrici. L’elemento dominante è la contrazione della disponibilità di vini generici, specialmente in Europa, Cile e Sudafrica, a causa di raccolti più contenuti negli ultimi due anni. Questa situazione ha generato un’impennata dei prezzi, spingendo i buyer a diversificare le loro fonti di approvvigionamento, come emerge dall’analisi del mercato condotta da Ciatti Bulk Wine Market Analysis – Febbraio 2025.

La Spagna è al centro dell’aumento dei costi del vino sfuso, con prezzi in crescita costante dal novembre 2024. La scarsità di vino generico bianco è particolarmente evidente, e la crescente difficoltà nel reperire prodotto a costi sostenibili ha spinto gli acquirenti europei a rivolgersi alla Francia, al Cile e all’Argentina. Inoltre, il mercato dei mosti è in una fase di stallo, con prezzi considerati troppo elevati per incentivare gli scambi.

In Francia il mercato del vino sfuso ha iniziato l’anno con una crescita graduale e prezzi generalmente stabili rispetto al 2024. I segmenti più dinamici riguardano i Vin de France e quelli di fascia alta, mentre la domanda per la gamma media è più debole. I prezzi competitivi di alcuni vini francesi rappresentano un’opportunità per chi cerca alternative alla Spagna, soprattutto per volumi elevati. La disponibilità è buona per i rossi, bianchi e rosé Vin de France, nonché per gli IGP bianchi e rosé della vendemmia 2024.

L’Italia risente di una disponibilità ridotta di bianchi e rossi generici, con conseguente rialzo dei prezzi. Anche le quotazioni del Pinot Grigio e dello Chardonnay sono in crescita. Tuttavia, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti hanno registrato un aumento dopo le elezioni presidenziali, in risposta al timore di nuovi dazi. Sul fronte delle denominazioni, il Prosecco DOC ha mantenuto un trend positivo (+11,5% a gennaio), così come il Pinot Grigio (+2,0%). La nuova normativa permette ora ai vini italiani con gradazione inferiore all’8,5% di essere etichettati come “vino”, con l’eccezione delle categorie IGT, DOC e DOCG.

In California, la vendemmia 2024 è stata inferiore alle attese, con una produzione stimata in 2,84 milioni di tonnellate. Tuttavia, il mercato del vino sfuso rimane caratterizzato da un elevato stock di oltre 35 milioni di galloni USA, offrendo opportunità di acquisto per i buyer. I prezzi sono competitivi soprattutto per i vini generici e il White Zinfandel. Cresce anche la domanda di vini a basso o nullo contenuto alcolico, un segmento in espansione grazie all’interesse per le opzioni salutari e a basso contenuto calorico.

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L’Argentina ha accumulato scorte significative dalla vendemmia 2024, nonostante un miglioramento delle esportazioni. I vini generici bianchi, i GJC (grape juice concentrate) e tutte le fasce qualitative del Malbec restano ampiamente disponibili, con prezzi in calo rispetto alla metà del 2024. La vendemmia 2025 dovrebbe attestarsi intorno ai 2,2 milioni di tonnellate, consolidando il nuovo livello medio di produzione. A causa delle elevate giacenze, alcune cantine potrebbero rifiutare di acquistare uve, lasciando parte del raccolto inutilizzato.

Nel mercato cileno, i vini generici bianchi sono particolarmente scarsi e il loro prezzo è aumentato rispetto all’anno precedente. Il 2025 si prospetta come un’annata nella media o leggermente inferiore, a causa della progressiva riduzione delle superfici vitate negli ultimi due anni. I fornitori cileni cercano di mantenere prezzi competitivi per non perdere quote di mercato.

I vini della vendemmia 2024 sono già esauriti e l’attenzione è ora rivolta ai pre-ordini della vendemmia 2025. La domanda internazionale è forte, ma i prezzi restano negoziabili per mantenere la competitività. La stagione di crescita è stata regolare, con condizioni favorevoli nei vigneti e una raccolta iniziata senza intoppi. Il raccolto è stimato almeno a 1,18 milioni di tonnellate, in linea con il 2023, ma per rispondere alla domanda internazionale sarebbe necessario un volume maggiore.

In Australia, la vendemmia si prevede di dimensioni medie, mentre in Nuova Zelanda il potenziale è più elevato, anche se l’ammontare finale dipenderà da quanta uva verrà effettivamente raccolta. I bianchi sono più richiesti rispetto ai rossi, anche se cresce l’interesse per Cabernet e Merlot. Le esportazioni australiane sono aumentate del 7% nel 2024, con la Cina che è tornata a essere un acquirente chiave, importando 83 milioni di litri tra aprile e dicembre. Questo ha compensato il calo delle vendite verso altre aree. La Nuova Zelanda ha mantenuto la leadership nel mercato britannico per i vini sfusi bianchi fermi, registrando una crescita del 7% nel dicembre 2024 e un incremento del 9,8% nell’anno mobile.

Oltre alle dinamiche di offerta e domanda, il mercato del vino sfuso deve affrontare nuove sfide geopolitiche. Il recente conflitto legato ai dazi tra Stati Uniti e Canada ha sollevato preoccupazioni su potenziali ritorsioni, con possibili ripercussioni sulle esportazioni di vino USA verso il suo principale mercato estero.

Nel frattempo, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti sono aumentate dopo le elezioni presidenziali di novembre 2024, alimentate dal timore di nuovi dazi. Finora, l’amministrazione americana si è concentrata su acciaio e alluminio, lasciando intatto il settore vinicolo. Tuttavia, le tensioni commerciali tra Stati Uniti, UE e Cina continuano a creare incertezza nei flussi globali di vino.

Il 2025 si presenta come un anno complesso per il mercato del vino sfuso, con fattori di instabilità che influenzano sia l’offerta che la domanda. L’aumento dei prezzi e la ridotta disponibilità stanno spingendo gli acquirenti a esplorare nuove strategie di approvvigionamento, con una maggiore diversificazione delle fonti. Allo stesso tempo, la crescita dei segmenti a basso contenuto alcolico e le dinamiche geopolitiche rappresentano variabili chiave che definiranno il panorama vinicolo nei prossimi mesi.


Punti chiave:

  1. Prezzi in aumento e scorte ridotte – La scarsità di vino sfuso generico, soprattutto in Europa, Cile e Sudafrica, ha spinto i prezzi al rialzo, costringendo gli acquirenti a cercare alternative.
  2. Spagna al centro della crisi dell’offerta – La difficoltà nel reperire vino generico bianco a prezzi sostenibili ha portato molti buyer a rivolgersi a Francia, Cile e Argentina.
  3. Italia e Francia in equilibrio tra domanda e offerta – L’Italia registra prezzi in crescita per Pinot Grigio e Chardonnay, mentre la Francia mantiene stabilità nei segmenti Vin de France e IGP.
  4. Opportunità negli USA e in Argentina – Gli stock elevati in California e la disponibilità di Malbec e vini generici in Argentina offrono margini di acquisto più competitivi per i buyer.
  5. Tensioni geopolitiche e nuovi trend di consumo – Le incertezze legate ai dazi USA-Canada e alle tensioni con la Cina si sommano all’interesse crescente per i vini a basso contenuto alcolico, ridefinendo il mercato globale del vino sfuso.