Herita Marzotto Wine Estates rinnova il proprio impegno strategico verso la sostenibilità presentando il quarto Bilancio di Sostenibilità (anno 2025). Tra riduzione delle emissioni, neutralità carbonica e gestione circolare delle risorse nei vigneti italiani, il Gruppo delinea una rotta precisa dove innovazione tecnica e rispetto del territorio si fondono per rigenerare il capitale naturale.
Non un semplice adempimento formale, ma l’espressione di una visione industriale avviata oltre dodici anni fa. Herita Marzotto Wine Estates ha pubblicato il suo quarto Bilancio di Sostenibilità (anno 2025), redatto secondo la direttiva europea CSRD e gli standard ESRS. Il report offre una rendicontazione integrata delle performance ambientali, sociali e di governance del Gruppo di Fossalta di Portogruaro (VE).
Un percorso di responsabilità iniziato con la compensazione delle emissioni del Pinot Grigio Santa Margherita in Canada e culminato nel primato di prima realtà vitivinicola italiana ad aver ottenuto la certificazione di neutralità carbonica sull’intero perimetro aziendale (norme PAS 2060, ISO 14064-1 e ISO 14068-1). Risultati coronati dal primo posto ai Sustainability Award 2025 nella categoria “Leader ESGFI”.
I numeri della decarbonizzazione
Nel 2025 l’azienda ha registrato avanzamenti significativi: l’impronta carbonica complessiva è scesa dell’8,68%, con un calo dell’8,09% dell’intensità emissiva per fatturato. Le emissioni dirette di Scope 1 sono risultate azzerate grazie all’assorbimento biogenico dei boschi di proprietà, mentre quelle di Scope 2 sono diminuite del 21,52%. Oltre il 70% dell’energia elettrica proviene da fonti rinnovabili, con il fotovoltaico che copre quasi il 40% del fabbisogno totale.
Economia circolare e vigneti sostenibili
I principi circolari guidano ogni attività: l’uso di vetro riciclato post-consumo ha raggiunto il 56,7%, il 98,4% del packaging in carta e cartone è certificato FSC o PEFC e il 96,9% dei rifiuti è avviato a recupero. I prelievi idrici sono calati del 2,61%, con la micro-irrigazione a goccia attiva nel 100% dei vigneti italiani soggetti ad apporto idrico. Inoltre, il 100% della superficie vitata in Italia (su quasi 800 ettari) è condotto in regime di Agricoltura Biologica o Viticoltura Integrata SQNPI, e il 100% delle sedi nazionali è certificato Biodiversity Friend.
Visione etica e traguardi al 2030
“Il valore dell’impresa si misura anche nella capacità di rigenerare il capitale naturale e sociale”, sottolinea il Presidente Gaetano Marzotto. Il Gruppo — che supera i 246 milioni di euro di fatturato e i 25 milioni di bottiglie vendute in oltre 90 Paesi con marchi come Santa Margherita, Ca’ del Bosco e Kettmeir — punta ora all’abbattimento delle emissioni indirette di Scope 3 (vetro leggero, logistica sostenibile e biocarburanti HVO). Entro il 2030 prevede il completamento del protocollo EQUALITAS, l’adozione del Modello D.Lgs. 231/2001 e le certificazioni ISO 14001 e ISO 45001.
Punti chiave:
- Neutralità carbonica certificata: Herita Marzotto si conferma la prima realtà vitivinicola italiana ad aver ottenuto la neutralità carbonica sull’intero perimetro aziendale.
- Abbattimento delle emissioni: Nel 2025 l’impronta carbonica complessiva è diminuita dell’8,68%, con l’azzeramento totale delle emissioni dirette di Scope 1 grazie ai boschi di proprietà.
- Efficienza ed energia pulita: Oltre il 70% dell’energia elettrica impiegata proviene da fonti rinnovabili, con una copertura del 40% garantita dall’autoproduzione fotovoltaica.
- Gestione circolare e tutela della biodiversità: Il 100% dei vigneti italiani è gestito in regime Biologico o Integrato SQNPI, con il 56,7% di vetro riciclato utilizzato per le bottiglie.
- Traguardi di governance al 2030: Il Gruppo punta al completamento del protocollo EQUALITAS e al conseguimento delle certificazioni ISO 14001 e ISO 45001.


































































