Il mercato globale delle bevande alcoliche si prepara a una nuova fase di crescita, trainata dai Paesi emergenti. Entro il 2034, India, Brasile, Messico e Sudafrica guideranno l’espansione, contribuendo per 28 dei 34 miliardi previsti. Mentre i mercati maturi rallentano, la crescita sarà selettiva e legata a nuove geografie, categorie e consumatori.
Dopo un 2024 segnato da una sostanziale stagnazione e da sfide economiche e politiche diffuse, l’industria globale delle bevande alcoliche si prepara a una fase di crescita strutturale, ma non uniforme. Secondo le nuove previsioni decennali dell’IWSR entro il 2034 il mercato globale delle bevande alcoliche aumenterà di 34 miliardi di dollari, con un incremento di 16 miliardi già previsto nei prossimi cinque anni.
Il cambiamento non riguarda solo i numeri, ma anche – e soprattutto – la geografia della crescita. “La spinta alla crescita si è chiaramente spostata verso i mercati in via di sviluppo. L’India sarà il motore principale del prossimo decennio, seguita da Brasile e Messico”, ha dichiarato Emily Neill, Chief Operating Officer di IWSR. Un’inversione di rotta evidente rispetto ai decenni precedenti, in cui erano Stati Uniti, Europa e Cina a guidare le performance globali.
2024: segno meno nei volumi, ma valore in crescita
Il 2024 ha rappresentato una fase di transizione, con una flessione dell’1% nei volumi globali, ma una crescita dell’1% in valore, segno che la tendenza alla premiumization – ovvero consumare meno, ma prodotti di fascia più alta – continua a incidere sui comportamenti dei consumatori. Il calo nei volumi è stato trainato da mercati maturi come Stati Uniti (-3%) e Cina (-5%), dove tutte le principali categorie hanno registrato contrazioni. In controtendenza, invece, India (+6% volumi, +9% valore) e Sudafrica (+3% volumi, +10% valore), spinte da birra, whisky e RTD (ready to drink), comprese versioni a base vino.
In Brasile, nonostante un +1% nei volumi, il valore ha registrato un +5%, grazie alla buona performance di birra premium, RTD e brandy. I dati dell’IWSR mettono in luce un mondo spaccato tra stagnazione nei mercati maturi e dinamismo nei paesi emergenti, dove l’aumento del reddito disponibile e una popolazione giovane alimentano i consumi.
India: la nuova superpotenza
È l’India a dominare ogni analisi prospettica. Con una popolazione di 1,4 miliardi di persone, un’economia in forte espansione e un crescente interesse per whisky, birra e RTD, il Paese è destinato a diventare il primo mercato mondiale per lo Scotch whisky entro il 2027. Secondo IWSR, l’India da sola sarà responsabile di quasi il 50% dell’intera crescita in valore del settore alcolico globale da qui al 2034. E non si tratta solo di importazioni: una parte significativa dello Scotch che arriva in India è destinata a IMFL (Indian Made Foreign Liquor), cioè a prodotti locali a base di sfuso importato.
RTD e analcolici: crescita continua, mentre il vino arretra
Nel panorama globale delle categorie, i Ready to Drink confermano il loro appeal, con +2% nei volumi e +5% nel valore nel 2024. Se gli “hard seltzer” rallentano, crescono in modo deciso cocktail, long drinks e hard tea (quest’ultimo +31% in volume negli USA). Parallelamente, continua la scalata delle birre analcoliche, che secondo le previsioni supereranno le birre Ale nel 2025, diventando il secondo segmento al mondo dietro le lager. Solo negli Stati Uniti, il settore degli analcolici aggiungerà 2 miliardi di dollari di valore nei prossimi cinque anni.
All’opposto, il vino è la categoria più in difficoltà con un tasso medio annuo negativo dell’1% fino al 2034 nei 31 mercati principali. In alcuni contesti, come il Portogallo, il segmento premium-plus riesce a contenere il calo, sostenuto dal turismo e dal trend “less but better”.
Premiumization mirata, non ovunque
Se è vero che la tendenza alla premiumization continua, IWSR evidenzia come questa si stia selettivamente concentrando su alcune categorie. “L’uptrading persiste per gli spirits a base agave e nella birra premium, anche nei mercati maturi”, sottolinea Neill, “ma si osservano anche segnali di downgrading, in particolare nella vodka”. In Cina, solo la birra premium ha visto una crescita nel 2024, e lo stesso è avvenuto per la super-premium negli USA. In Brasile, il premium è stato l’unico segmento della birra in crescita. In UK, la birra premium è cresciuta dell’8% grazie soprattutto alle stout, quasi compensando il calo della birra standard.
Prospettive future: crescita sì, ma selettiva
Il quadro che emerge dalle nuove previsioni decennali dell’IWSR non è di crescita generalizzata, ma di uno “spostamento” del baricentro del mercato delle bevande alcoliche, i Paesi in via di sviluppo saranno al centro della scena. Tra i 34 miliardi di dollari di crescita attesi entro il 2034, ben 28 miliardi arriveranno da India, Brasile, Messico e Sudafrica. Cina esclusa: qui, le prospettive restano in calo a causa delle dinamiche demografiche e del declino delle fasce di prodotto più economiche.
Il futuro dell’alcol passa quindi da una geografia diversa, da consumatori diversi e da prodotti diversi. L’industria dovrà adattarsi: Il vero nodo per i brand nei prossimi anni sarà bilanciare le risorse tra i mercati emergenti – dove c’è crescita – e quelli maturi, che restano rilevanti ma in contrazione.
Punti chiave:
- La crescita futura sarà trainata dai mercati emergenti: entro il 2034, India, Brasile, Messico e Sudafrica genereranno l’82% della crescita in valore del settore alcolico globale.
- Il 2024 segna una transizione: calo dell’1% nei volumi globali ma crescita dell’1% in valore, con i mercati maturi in contrazione e quelli emergenti in forte espansione.
- India protagonista assoluta: contribuirà da sola al 50% della crescita globale in valore nei prossimi dieci anni, con un boom di whisky, birra e RTD.
- RTD e birre analcoliche in ascesa: le nuove abitudini di consumo premiano cocktail pronti da bere e alternative analcoliche, a discapito del vino che continua a perdere terreno.
- Premiumization selettiva: cresce il segmento premium nella birra e negli spirits da agave, ma si registrano segnali di downgrade in categorie come la vodka.












































