Nel Regno Unito il vino, tradizionalmente e giustamente celebrato come una delizia per il palato e un simbolo di gioia e convivialità, si trova al centro di una controversia legata ai dati emersi sulla presenza di residui di pesticidi in alcuni campioni di vino.

Residui di pesticidi: allarmante tendenza in crescita

I recenti dati ufficiali analizzati dall’organizzazione no-profit Pesticides Action Network (PAN) hanno rivelato un aumento impressionante nei livelli di residui di pesticidi nel vino, passati dal 14% del 2016 a un impressionante 50% nel 2022. Questa rapida escalation solleva preoccupazioni riguardo alla sicurezza alimentare e alla salute pubblica, poiché un numero sempre maggiore di vini contiene una miscela di residui di pesticidi, inclusi nove agenti chimici riconosciuti come cancerogeni.

I dati provenienti dal rapporto dell’Expert Committee on Pesticide Residues in Food (PRiF), che fa parte del programma ufficiale di test sul vino del Department for Environment, Food and Rural Affairs del Governo britannico ha rivelato che nei 72 campioni di vino testati, sono stati trovati residui di ben 19 pesticidi diversi, tra cui nove sostanze chimiche cancerogene.

Nonostante questi risultati è necessario sottolineare che, secondo il PRiF, i livelli massimi di residui (LMR) tollerati legalmente non sono stati superati in nessuno dei campioni analizzati. Tuttavia i limiti di sicurezza continuano a prendere in considerazione i singoli prodotti chimici e non valuta le interazioni tra i diversi composti.

Cocktail di pesticidi

L’aumento evidente di ciò che è stato definito come un “cocktail di pesticidi” non solo mette a rischio la salute dei consumatori britannici, ma anche quella di coloro che abitano e lavorano nelle zone di produzione del vino.

Gli esperti mettono in guardia sull’effetto potenzialmente dannoso che questi pesticidi possono avere sulla salute umana, specialmente quando risultano combinati.

La domanda sorge spontanea: come possiamo garantire un approccio sicuro e sostenibile alla produzione vinicola, tutelando contemporaneamente la salute dei consumatori e degli agricoltori?

Sei diversi pesticidi in un singolo campione di vino

Sebbene, come ho già evidenziato, i dati emersi non abbiano superato i livelli massimi di residui legalmente tollerati (LMR), il rilevamento di sei diversi pesticidi in un singolo campione di vino mette in discussione l’efficacia e l’affidabilità del sistema normativo del Regno Unito, che effettua valutazioni di sicurezza solo per singoli prodotti chimici.

Tale evidenza solleva dubbi sulla sufficiente protezione offerta dai limiti di sicurezza regolamentari quando si tratta di combinazioni multiple di pesticidi, ponendo in discussione l’efficacia delle attuali politiche e procedure di sicurezza alimentare.

Crescita del settore biologico

In questo contesto preoccupante, la domanda globale di vino biologico ha raggiunto livelli senza precedenti, i consumatori mostrano un interesse crescente per prodotti sostenibili e sicuri. Paesi come la Germania (il più grande mercato con il 24% del consumo globale di vino biologico), la Francia e il Regno Unito stanno sperimentando un aumento della domanda di vino biologico, ciò spinge i produttori a esplorare metodi di produzione che riducano l’uso di pesticidi e sostanze chimiche dannose.

In questo contesto di crescente consapevolezza e preoccupazione riguardo alla salute e all’ambiente, emerge un bisogno urgente di ridefinire le politiche e le regolamentazioni esistenti, visto che il vino si trova ora al centro di una discussione cruciale che riguarda il benessere dei consumatori e conseguentemente il suo futuro.