La Generazione Z in Russia, circa 18 milioni di 18–30enni, sta ridisegnando il vino: beve il 20–30% in meno, privilegia rosé (35%) e semi-dolci (76%), sceglie contesti sociali (72%) e formati low-alcol. È disposta a pagare 600–1000 rubli (6,5 – 11 euro) per etichette autentiche e dal design curato.
In Russia, circa 18 milioni di persone tra i 18 e i 30 anni stanno riscrivendo le regole del mercato vinicolo. È la Generazione Z, protagonista di un cambiamento che punta su qualità, estetica e valori, lasciando alle spalle i modelli di consumo del passato. Secondo un’analisi pubblicata da Fort, azienda russa di distribuzione vinicola, i giovani adulti bevono il 20–30% di alcol in meno rispetto a quanto consumassero i Millennials alla stessa età. Non si tratta solo di moderazione: a guidarli è un approccio consapevole, orientato all’esperienza e alla condivisione.
Un sondaggio condotto nel maggio 2025 rivela che la Generazione Z non è legata a etichette specifiche. La scelta del vino è spesso influenzata da consigli di amici e community online, segno di una ricerca costante di novità e validazione sociale. L’obiettivo non è possedere un “vino preferito” per la vita, ma vivere esperienze diverse e autentiche.
Il profilo del vino “Zoomer”: leggero, aromatico e sociale
Le preferenze parlano chiaro: il 35% sceglie rosé, mentre il 76% predilige i vini semi-dolci, in particolare tra le donne. Seguono spumanti, bianchi e, in misura minore, orange wines. I rossi corposi restano ai margini, mentre cresce l’interesse per vini a bassa gradazione (8,5–11%), analcolici e leggermente frizzanti. Le origini? Non solo regioni tradizionali, ma anche Argentina, Cile ed Europa orientale, lontano dai prodotti di massa.
Per i giovani russi il vino è soprattutto un rituale sociale. Il 72% lo consuma con amici, preferendo bar, feste, ristoranti intimi o eventi culturali come concerti e festival, piuttosto che la dimensione domestica. Non è un’abitudine quotidiana, ma un momento speciale per celebrare e connettersi.
Etichette accattivanti, bottiglie dal design creativo, formati mini, lattine e opzioni “ready to drink” sono elementi decisivi. Cantine russe come Fanagoria Winery e Olymp Winery collaborano con giovani designer e puntano su bevande a basso tenore alcolico, allineate alle attuali tendenze estetiche e gustative.
Evoluzione del gusto e disponibilità a pagare
Nonostante budget limitati, la Gen Z è pronta a spendere tra i 600 e i 1000 rubli (6,5 – 11 euro) per bottiglie che raccontano una storia, abbiano credibilità o visibilità social. La preferenza va a vini biologici, vegani, biodinamici e a marchi con una missione chiara. L’industria di massa, percepita come poco autentica, perde terreno.
Gli esperti prevedono che, con l’età e l’aumento del reddito, molti giovani passeranno da dolce a secco, da stili semplici a complessi, e da fasce economiche a premium. Tuttavia, una parte continuerà a preferire vini leggeri e giocosi. Come afferma il winemaker Ilya Voloshin, “La gioventù è la nostra risorsa. E guai al mercato che non ascolta il suo richiamo”.
Le aziende si stanno muovendo rapidamente: Kuban-Vino dedica già un terzo del suo catalogo (oltre 300 etichette) al pubblico giovane, puntando su vini no-alcohol, etichette vivaci, spumanti e cocktail a base vino. Il messaggio è chiaro: il futuro del vino russo sarà più leggero, flessibile e guidato dal consumatore. Chi non si adatta, rischia di rimanere indietro.
Punti chiave:
- 18 milioni di 18–30enni: la Gen Z guida le scelte nel vino russo.
- Consumo più consapevole: –20–30% rispetto ai millennials; conta l’esperienza.
- Preferenze: rosé 35%, semi-dolci 76%, low-alcol 8,5–11%, frizzanti; apertura a Argentina, Cile, Europa orientale.
- Ritualità sociale: 72% beve con amici in bar, party, eventi; meno a casa.
- Valori e prezzo: bio/vegan/biodinamico, 600–1000 rubli; packaging “instagrammabile”, mini, lattine; produttori (Kuban-Vino, Fanagoria, Olymp) si allineano.












































