Il mercato vinicolo russo sta cambiando volto: i vini bianchi e le bollicine conquistano i consumatori, trainati da prezzi competitivi e una produzione nazionale in crescita del 14,4%. Politiche governative e dazi doganali influenzano le scelte, spingendo il settore verso una trasformazione significativa. Scopri trend, sfide e opportunità di un mercato in evoluzione.
Il mercato del vino in Russia ha registrato una crescita significativa nel 2024, questo processo riflette una trasformazione nei gusti dei consumatori e nelle dinamiche del settore. Secondo i dati del Rosalkogoltobakkontrol (il servizio federale russo per il controllo dei mercati dell’alcol e del tabacco), le vendite al dettaglio di vini fermi hanno raggiunto 46,9 milioni di decalitri (4,69 mln di ettolitri) nei primi dieci mesi del 2024, un incremento modesto dello 0,9% rispetto al 2023. Più marcata è stata la crescita del segmento sparkling, con un aumento del 10,9% a 16,3 milioni di decalitri (1,63 mln di ettolitri).
Questa evoluzione si inserisce in un contesto di forte sviluppo della produzione nazionale. Come riporta Wine Intelligence, tra gennaio e ottobre 2024 il Ministero dell’Agricoltura russo ha segnalato un aumento della produzione nazionale di vino del 14,4% (53,5 milioni di decalitri). Particolarmente rilevante è la crescita del 25% dei vini sparkling e del 42,4% dei vini fortificati. La qualità dei vini russi sta migliorando sensibilmente grazie al sistema ZGU/ZNMP, che valorizza l’origine geografica e i vigneti di provenienza. “I consumatori iniziano a fidarsi di più dei vini russi, attratti non solo dai prezzi competitivi ma anche dalla crescente attenzione al terroir” ha dichiarato un rappresentante del Luding Group, uno dei principali distributori di bevande alcoliche e analcoliche nel mercato russo.
L’anno è stato segnato da un notevole incremento dei prezzi del vino, in particolare per i prodotti importati da Paesi definiti “ostili”, che hanno subito aumenti medi del 35%. I vini russi, al contrario, hanno mantenuto un aumento più contenuto del 13%, diventando sempre più competitivi. I nuovi dazi doganali, introdotti ad agosto 2024, hanno sancito imposte del 25% sui vini di importazione e le accise su vini fermi e sparkling sono cresciute significativamente da maggio.
Queste misure hanno spinto i consumatori verso vini più accessibili, specialmente quelli provenienti da Paesi “amici” come Cile, Sud Africa e Georgia. Le vendite di vini domestici sono cresciute del 6%, mentre quelle di vini da Paesi “amici” sono aumentate del 7%. Al contrario, le importazioni dai Paesi “ostili” hanno subito un calo drastico del 21%.
In questo contesto di crescita, il 2024 sarà anche ricordato come l’anno del “boom” dei vini bianchi in Russia (sia fermi che sparkling), i quali hanno superato il 50% delle vendite totali, segnando un punto di svolta nelle preferenze dei consumatori. Secondo il gruppo X5 Retail, la quota di mercato dei vini bianchi è passata dal 46,2% del 2022 al 53,4% del 2024. Questa tendenza è confermata da importanti player come Kuban-Vino (l’azienda vinicola più grande del Paese, nazionalizzata dal governo proprio l’anno scorso), che ha registrato una crescita del 48% nella produzione di vini bianchi negli ultimi quattro anni, e Abrau-Durso, che ha aumentato del 10% la produzione di bianchi fermi.
“I vini bianchi si adattano meglio ai gusti moderni, che privilegiano piatti leggeri come pesce, pollame e verdure,” ha spiegato Alexander Lipilin, direttore esecutivo di Fort. Inoltre, il trend verso prodotti a bassa gradazione alcolica, come il Vinho Verde e i vini definiti “glou glou”, ossia freschi, giovani e di facile beva, ha ulteriormente favorito questa categoria.
Il consumo di vino bianco non è più limitato alla stagione estiva. “La stagionalità sta scomparendo: oggi i vini bianchi vengono scelti tutto l’anno, anche in inverno” ha osservato Evgeny Shcherbakov del Luding Group. Nei ristoranti russi, oltre il 60% delle ordinazioni di vino riguarda etichette di bianchi.
Parallelamente, il prezzo medio dei vini bianchi ha superato per la prima volta quello dei rossi nella fascia di mercato di massa, attestandosi a 598,85 rubli (5,54€) contro i 564,23 rubli (5,22€) dei rossi. “Questa tendenza è destinata a consolidarsi, con i vini bianchi che continuano a guadagnare terreno grazie alla loro freschezza e versatilità,” ha aggiunto Alexey Nesmeyanov, direttore marketing di AST.
Nonostante i progressi, l’industria vinicola russa deve affrontare sfide importanti. La dipendenza da tecnologie e materiali importati, come botti di rovere e attrezzature di imbottigliamento, rappresenta un ostacolo alla piena autonomia produttiva. Tuttavia, l’ottimismo prevale, con molti produttori pronti a investire ulteriormente per rispondere alla crescente domanda. Le politiche governative stanno giocando un ruolo cruciale. L’obbligo per negozi e ristoranti di riservare il 20% dello spazio ai vini russi ha dato una spinta significativa al settore. Inoltre, iniziative legate all’enoturismo stanno aiutando a promuovere il vino come elemento centrale della cultura e dell’ospitalità russa.
Con una produzione in aumento, prezzi competitivi e consumatori sempre più orientati verso vini bianchi e bollicine, il mercato vinicolo russo si trova in un momento di grande trasformazione. La capacità di rispondere alle sfide e di consolidare queste tendenze definirà il futuro di un settore in piena evoluzione.
Punti chiave:
- Boom di vini bianchi e bollicine: I vini bianchi e sparkling dominano le vendite, superando il 50% del mercato, grazie alla loro freschezza, versatilità e adattamento ai gusti moderni.
- Produzione nazionale in forte crescita: La produzione di vino russo è aumentata del 14,4%, con una crescita significativa nei segmenti sparkling (+25%) e fortificati (+42,4%), favorita dalla maggiore attenzione alla qualità e al terroir.
- Impatto delle politiche economiche: I nuovi dazi doganali e l’aumento delle accise penalizzano i vini importati, spingendo i consumatori verso vini russi e prodotti da Paesi “amici” come Georgia, Cile e Sud Africa.
- Prezzi competitivi per i vini russi: Nonostante l’aumento dei prezzi (+13%), i vini locali restano più accessibili rispetto agli importati (+35%), consolidando il loro appeal sul mercato interno.
- Sfide strutturali e ottimismo per il futuro: La dipendenza da tecnologie e materiali importati resta una criticità, ma le iniziative governative, come l’obbligo di riservare spazi ai vini locali, stimolano ulteriori investimenti e fiducia nel settore.












































