La crescita dei vini no/low alcohol è innegabile, ma resteranno una nicchia rispetto al mercato complessivo. Nonostante il forte interesse della Generazione Z e l’aumento del 14% annuo per i low alcohol, il loro impatto non basterà a contrastare il declino del vino fermo. Stati Uniti e Australia guidano il trend, ma i vini no/low alcohol non si espandono nei mercati emergenti.
Negli ultimi anni, il panorama globale del consumo di vino sta attraversando profonde trasformazioni. L’ascesa delle nuove generazioni, sempre più attente alla salute e al benessere, sta ridefinendo le tendenze del settore. Secondo un’analisi dell’IWSR, il numero di consumatori della Generazione Z in età legale per il consumo di alcol raddoppierà nei prossimi cinque anni, ma questa fascia demografica consuma meno vino rispetto alle generazioni precedenti.
Inoltre, la crescente consapevolezza dei consumatori sui propri modelli di consumo sta spingendo sempre più persone a moderare l’assunzione di alcol e a esplorare alternative a basso o nullo tenore alcolico.
Tra il 2018 e il 2023, il consumo globale di vini dealcolati è aumentato del 13% annuo, raggiungendo quota 4,5 milioni di casse, mentre quello dei vini a bassa gradazione ha registrato un incremento ancora più marcato, con una crescita media del 21% annuo, toccando i 3,3 milioni di casse. Al contrario, il mercato del vino fermo ha subito una contrazione del 3% annuo, attestandosi su 2 miliardi di casse.
Sebbene la crescita dei segmenti no/low alcohol sia significativa, queste categorie rappresentano ancora una piccola nicchia del mercato complessivo. Tuttavia, le proiezioni dell’IWSR indicano che il consumo di vini a bassa gradazione alcolica supererà quello dei vini dealcolati entro il 2028. In particolare, il segmento low alcohol dovrebbe crescere del 14% annuo, mentre quello no alcohol si fermerà al 7%. Nonostante l’espansione di queste due categorie, il mercato del vino fermo continuerà a ridursi, con una perdita stimata di 123 milioni di casse tra il 2023 e il 2028, a fronte di un incremento complessivo di soli 5 milioni di casse per i vini no/low alcohol.
Il mercato dei vini dealcolati è dominato da cinque Paesi, che nel 2023 hanno rappresentato tre quarti del consumo globale: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Australia. Tra questi, gli Stati Uniti emergono come il mercato in più rapida espansione. Le previsioni indicano che il consumo statunitense raddoppierà nei prossimi cinque anni, passando da 1 milione di casse nel 2023 a 1,8 milioni di casse nel 2028. Il Regno Unito sarà l’unico altro mercato a superare il milione di casse entro il 2028.
Altri paesi europei, tra cui Belgio, Spagna e Paesi Bassi, stanno registrando una crescita sostenuta nel consumo di vini senza alcol, pur mantenendo volumi inferiori rispetto ai cinque principali mercati.
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Anche il mercato dei vini a basso tenore alcolico (low alcohol) è concentrato in pochi Paesi. Nel 2023, oltre il 90% del consumo globale si è registrato in Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Germania e Finlandia. Gli Stati Uniti rappresentano il mercato più importante e la loro domanda di vini a bassa gradazione è destinata a più che raddoppiare entro il 2028, superando le 4,5 milioni di casse. L’Australia, pur con volumi significativamente inferiori (400.000 casse nel 2023), è il secondo mercato per importanza e dovrebbe raggiungere le 500.000 casse entro il 2028.
Il mercato dei vini no/low alcohol continuerà a crescere nei prossimi cinque anni, trainato principalmente dagli Stati Uniti e dall’Australia, con un contributo significativo anche dai mercati europei più maturi. Tuttavia, la loro espansione non basterà a compensare il declino del vino fermo, che resterà il segmento dominante in termini di volume. La quota dei vini no/low alcohol rispetto al totale delle vendite di vino fermo passerà dallo 0,2% del 2018 allo 0,7% nel 2028.
L’assenza di una presenza significativa in mercati emergenti, soprattutto in Asia, indica che la crescita della categoria rimarrà confinata ai mercati già consolidati. Ciò nonostante, il cambiamento nei modelli di consumo delle nuove generazioni e l’attenzione crescente alla salute suggeriscono che i vini no/low alcohol continueranno a guadagnare spazio nel panorama globale.
Punti chiave:
- Crescita dei vini no/low alcohol, ma restano una nicchia – Il consumo di vini no/low alcohol sta aumentando rapidamente (+13% annuo per i dealcolati, +21% per i low alcohol tra il 2018 e il 2023), ma la loro quota di mercato rispetto al vino fermo resta marginale.
- Il declino del vino fermo non sarà compensato dai no/low alcohol – Il mercato del vino fermo continua a contrarsi (-3% annuo), con una perdita prevista di 123 milioni di casse entro il 2028, mentre i vini no/low alcohol cresceranno solo di 5 milioni di casse.
- I principali mercati trainanti sono USA, UK, Germania, Francia e Australia – Questi cinque Paesi rappresentano oltre il 75% del consumo globale di vini dealcolati, con gli Stati Uniti in crescita esponenziale (da 1 a 1,8 milioni di casse entro il 2028). Anche il segmento low alcohol è dominato dagli stessi mercati, con gli USA che supereranno le 4,5 milioni di casse.
- I vini low alcohol cresceranno più dei no alcohol – Entro il 2028, il segmento low alcohol crescerà del 14% annuo, mentre quello no alcohol si fermerà al 7%. I vini a bassa gradazione supereranno in consumo i dealcolati.
- Scarsa presenza nei mercati emergenti limita l’espansione – La crescita dei vini no/low alcohol è concentrata nei mercati consolidati, con scarsa diffusione in Asia e altre aree emergenti. La loro quota di mercato globale passerà dallo 0,2% del 2018 allo 0,7% nel 2028, senza intaccare il dominio del vino fermo.












































