Nel panorama globale del vino, il 2023 si è rivelato un anno di significative trasformazioni, segnato da un evidente restringimento delle aree vitate e da una drastica riduzione nella produzione vinicola. Le sfide imposte da un clima sempre più imprevedibile e le dinamiche di mercato in rapida evoluzione stanno ridefinendo le strategie dei produttori e la geografia dei vigneti a livello mondiale. In questo contesto, il recente report OIV dal titolo “State of the world vine and wine sector in 2023” ci permette di analizzare come i principali Paesi produttori stanno rispondendo a questi cambiamenti e quali implicazioni queste tendenze potrebbero avere per il futuro del settore vinicolo. Il declino continuo delle superfici vitate e una delle più marcate diminuzioni nella produzione di vino degli ultimi decenni, invitano a una riflessione approfondita sull’adattabilità e la resilienza del nostro settore.

Superficie vitata in diminuzione

Il panorama vitivinicolo mondiale ha registrato un decremento dello 0,5% della superficie vitata, per un totale di 7,2 mha (milioni di ettari) nel 2023. Questo declino si inserisce in un trend negativo che dura da tre anni, influenzato principalmente dalla riduzione delle superfici vitate nei principali Paesi di entrambi gli emisferi, con poche eccezioni. In particolare la Cina (terzo Paese al mondo per superficie vitata) che dal 2000 al 2015 ha spinto la crescita, ha rallentato negli ultimi anni, stabilizzandosi a 756 kha (migliaia di ettari) nel 2023 (-0,3%/2022).

Nell’Unione Europea, la superficie complessiva dei vigneti ha visto un calo dello 0,8%, nonostante leggeri incrementi in Italia, Germania e Grecia. La Spagna ha l’estensione vitata più grande al mondo (945 kha, in diminuzione dell’1% rispetto al 2022. La Francia si piazza al secondo posto, con un calo dello 0,4%, attestandosi a 792 kha.

L’Italia continua la sua crescita positiva dal 2016, raggiungendo i 720 kha (migliaia di ettari) nel 2023. Al contrario, nazioni come la Romania e il Portogallo hanno registrato diminuzioni significative, rispettivamente -0.5% e -5.8%.

Fuori dall’UE, Paesi come Moldavia e Russia mantengono stabili le loro superfici vitate, mentre in Turchia (quinto vigneto più grande al mondo con una superficie vitata stimata di 410 kha), si assiste a una forte contrazione del 20% nell’ultimo decennio. In Sud America, Argentina e Cile vedono cali significativi, rispettivamente dell’1,1% e del 5,6%, mentre il Brasile espande le sue superfici per il terzo anno consecutivo, raggiungendo 83 kha (+1.5%/2022).

superfici vigneti 2023

Produzione vinicola in forte calo

La produzione mondiale di vino nel 2023 è stimata a 237 mhl (milioni di ettolitri), segnando un calo del 9,6% rispetto al 2022 e risultando il volume più basso dal 1961. Questo drastico calo è il risultato di condizioni climatiche avverse che hanno colpito duramente le regioni viticole principali, causando danni significativi alle uve.

Nell’Unione Europea, la produzione nel 2023 è stimata a 144,5 mhl, ciò rappresenta una forte diminuzione del 10,6% (17 mhl) rispetto al 2022. Si tratta del secondo volume di produzione più basso registrato dall’inizio del secolo, dietro solo alla produzione di 141 mhl del 2017.

La Francia, primo produttore mondiale di vino nel 2023, ha raggiunto un volume stimato di 48 mhl (milioni di ettolitri), pari al 20% del totale globale. Il Paese transalpino segna un incremento del 4,4% rispetto al 2022 e supera anche la media degli ultimi 5 anni dell’8,3%, grazie a condizioni climatiche parzialmente favorevoli che hanno permesso una produzione superiore alla media degli ultimi cinque anni.

Al contrario l’Italia, secondo Paese produttore a livello globale, ha affrontato un notevole calo del 23,2% per un totale di 38,3 mhl (milioni di ettolitri). Si tratta della produzione più bassa dal 1950, attribuita alle forti piogge che hanno favorito la peronospora nelle regioni centrali e meridionali, oltre ai danni causati da alluvioni e grandine.

Anche la Spagna ha registrato un notevole calo, segnando 28,3 mhl, la produzione più bassa dal 1995, in calo del 20,8% rispetto al 2022 e del 25,7% rispetto all’ultima media quinquennale. Questa flessione è stata determinata principalmente dalla grave siccità e dalle temperature estreme che hanno colpito i vigneti durante la stagione di sviluppo.

produzione vino 2023

Prospettive emisfero Sud

Nell’emisfero Sud, la situazione non è meno grave, a causa di un notevole calo nella produzione di vino, sceso a 47 mhl nel 2023, il che rappresenta una diminuzione del 15,4% rispetto all’anno precedente e del 13,2% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Questo livello di produzione è il più basso dal 2003, a causa di eventi climatici estremi nelle principali regioni vitivinicole.

In Sud America, la produzione del Cile è stata di 11 mhl, l’11,4% in meno rispetto all’anno precedente, influenzata da incendi, siccità e alluvioni. L’Argentina ha registrato una produzione di 8,8 mhl, il 23% in meno rispetto al 2022, a causa di gelate primaverili e grandinate, segnando il volume più basso dal 1957. In controtendenza, il Brasile ha aumentato la sua produzione a 3,6 mhl, il 12,1% in più rispetto all’anno precedente e il 31,4% in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

In Sudafrica, la produzione è stata stimata a 9,3 mhl nel 2023, con un calo del 10% rispetto al 2022, per colpa dei gravi impatti prodotti da malattie fungine come oidio e peronospora. In Oceania, l’Australia ha subito una riduzione significativa della produzione, scendendo a 9,6 mhl, il 26,2% in meno rispetto al 2022, principalmente a causa di condizioni meteorologiche avverse, mentre la Nuova Zelanda ha realizzato una produzione di 3,6 mhl, segnando una crescita rispetto alla media degli ultimi cinque anni, nonostante una diminuzione del 5,8% rispetto al 2022.

La dinamica del mercato globale del vino, così intensamente influenzata dalle condizioni climatiche e meteorologiche, dimostra quanto sia cruciale per i produttori mantenere un stretto monitoraggio delle variazioni climatiche e adattare prontamente le loro strategie di produzione. Questo approccio non solo aiuta a mitigare gli effetti negativi di stagioni particolarmente sfavorevoli ma apre anche la via a sperimentazioni innovative che potrebbero rivelarsi decisive per il futuro del vino a livello mondiale.

Il declino delle superfici vitate e la marcata riduzione della produzione vinicola rappresentano non solo una conseguenza delle sfide climatiche e economiche, ma anche un’opportunità per riconsiderare e rinnovare pratiche e strategie. I produttori di vino di tutto il mondo dovranno concentrarsi sulle capacità di adattamento, sperimentando nuove varietà e metodi di coltivazione più sostenibili. La capacità di navigare attraverso queste turbolenze sarà determinante per la longevità e il successo del vino nel panorama globale.