Il mondo del vino si trova in un momento cruciale, un crocevia tra tradizione e innovazione, dove le prospettive di mercato e i gusti dei consumatori stanno ridefinendo il concetto stesso di vino.

Abbiamo individuato alcune strategie concrete, utili alle cantine per trarre vantaggio da 6 tendenze che probabilmente orienteranno il 2024.

1 – Il fenomeno dei vini no-low proseguirà

Avevo già analizzato le prospettive e le opportunità che stanno emergendo nel settore no-low, per il 2024 si prevede che il crescente interesse per questa categoria di vini non rallenti, anzi le stime di crescita si attestano ad un +6% CAGR fino al 2027.

Il cambiamento delle preferenze dei consumatori (soprattutto Millennials e Gen Z) è dettato dalla ricerca di una maggiore diversificazione senza compromettere gusto e qualità e da una predilezione per uno stile di vita più sano e un consumo più consapevole.

Come agire concretamente?

Le cantine potrebbero considerare di adattarsi a questo segmento di mercato in crescita migliorando la qualità ma soprattutto la varietà e la distribuzione della loro offerta in questa categoria. Infatti oltre il 40% dei consumatori no-low nei 10 principali mercati del mondo (Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Giappone, Spagna, Sudafrica, Regno Unito e Stati Uniti) lamentano la mancanza di prodotti a disposizione sul mercato.

Chi non è pronto a modificare il proprio portfolio con nuovi prodotti potrebbe valorizzare i vini già presenti, orientati verso questa tendenza, facendoli emergere e conoscere attraverso una strategia di marketing ad hoc. Ciò si potrebbe concretizzare nell’offerta di un pacchetto di opzioni di vini no-low alcohol e campagne di comunicazione focalizzate. Inoltre, le cantine potrebbero collaborare con nutrizionisti, chef o istruttori di yoga per amplificare il messaggio dei vini legati a uno stile di vita più sano.

2 – Interesse per vini provenienti da regioni vinicole non tradizionali

A seguito di alcune annate difficili in regioni vinicole blasonate come la Borgogna, i prezzi dei vini pregiati hanno raggiunto livelli elevati. Di conseguenza, i consumatori ma anche i distributori per non perdere vendite e offrire un’ampia gamma con un buon rapporto qualità-prezzo, sono pronti a esplorare vini provenienti da regioni alternative che offrono bottiglie economicamente più accessibili.

Ad esempio, gli amanti della Borgogna potrebbero optare per uno Chardonnay della Côte du Jura. O gli appassionati del Cabernet di Napa potrebbero scoprire i rossi robusti di Paso Robles nella Central Coast della California. Inoltre, vini provenienti da paesi come Turchia, Armenia, Georgia e Grecia stanno guadagnando consensi e visibilità.

Come agire concretamente?

Le cantine possono approfittare di questa tendenza focalizzandosi sulla narrazione per evidenziare ciò che rende unici i loro vini, le loro vigne e la loro zona vinicola. Oppure possono promuovere esperienze enoturistiche in grado di trasmettere una storia autentica e connettersi con i consumatori in cerca di un’esperienza non convenzionale.

3 – Creazioni ibride: i cocktail a base di vino

Considerando che il 35% dei consumatori tra i 21 e i 29 anni beve alcol ma non vino, i cocktail a base di vino rappresentano un modo ideale per suscitare interesse tra i consumatori più giovani.

Come agire concretamente?

Nel 2024 le cantine potrebbero capitalizzare il trend dei cocktail a base di vino utilizzandoli come strategia per promuovere i loro vini, ampliare la base di consumatori e migliorare il loro business complessivo.

Le cantine possono collaborare con bartender per sviluppare ricette di cocktail a base di vino accattivanti da presentare in articoli sui loro siti web e sui social media. Possono sfruttare ancora di più i social media collaborando con esperti del settore o realizzando partnership con ristoranti locali per creare un cocktail firmato con il loro vino. Le deliziose ricette di cocktail a base di vino sono anche un modo accattivante per attirare l’attenzione dei media, specialmente durante le festività.

4 – Agricoltura rigenerativa

L’agricoltura rigenerativa è una pratica olistica di gestione agronomica basata su principi che presuppongono la riduzione dell’alterazione fisica, biologica e chimica del suolo, la sua copertura costante con vegetazione o altro materiale naturale, l’aumento della biodiversità delle specie vegetali e di quelle microbiche e l’integrazione di animali e piante nell’azienda agricola (agroforestry).

Questa tendenza nel 2024 troverà ulteriore spazio e consentirà alle cantine di ridurre l’impatto ambientale, contribuendo positivamente agli ecosistemi locali e attraendo i consumatori Gen Z e Millennials sensibili ai valori legati alla sostenibilità.

Come agire concretamente?

Attraverso l’utilizzo di tecniche come la copertura del suolo, il compostaggio e la preservazione della biodiversità, le cantine possono migliorare la fertilità del terreno, sequestrare il carbonio, ridurre l’uso dell’acqua e rigenerare la salute del suolo. L’agricoltura rigenerativa porta a vigne più sane, uve di migliore qualità e vini ancora migliori. Il tutto offrendo la possibilità di raccontare storie affascinanti in linea con i valori dei consumatori.

5 – L’ascesa dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale generativa avrà un ulteriore sviluppo nel 2024, i brand di vino più attenti e preparati la useranno per agevolare, ad esempio, il marketing ed il servizio clienti. Ma è fondamentale trovare un equilibrio tra l’utilizzo delle ultime tecnologie ed un approccio autentico.

Come agire concretamente?

È meglio utilizzare l’AI come un assistente virtuale o per scrivere bozze per testi brevi da inserire sui social, spetta ai professionisti creare una strategia di contenuto, modificare e perfezionare i contenuti scritti per garantire che siano allineati al brand e interagire con il pubblico online in modo autentico.

Il 62% dei consumatori non si fida dei contenuti creati da un’applicazione di IA. Quindi è sempre una buona idea inserire interazioni e linguaggio genuini per mantenere un legame vero e proficuo con il pubblico.

6 – Più analisi dei dati, meno autoreferenzialità

Nel 2024, il web ed i canali social continueranno ad essere rilevanti ma detto ciò, le aziende dovrebbero curare maggiormente la loro selezione di piattaforme in base al ROI (return of investment), ovvero l’utile prodotto da un investimento di capitale.

La formula per calcolare il social media ROI è semplice: profitto generato diviso capitale investito per 100. Applicando questa formula otteniamo la percentuale che indica il ritorno economico della nostra campagna di advertising. Se raggiungiamo il 100% significa che abbiamo coperto completamente le spese, se la percentuale supera il 100% la campagna ha generato un guadagno, se al contrario otteniamo un risultato inferiore al 100% siamo in perdita.

In sostanza se una piattaforma social non porta valore, non vale l’investimento di tempo.

Come agire concretamente?

È interessante notare che il 34% degli utenti dichiara che i brand troppo concentrati sull’autopromozione hanno un impatto negativo sulla loro percezione. Questa autoreferenzialità può essere evitata concentrandosi sulla narrazione e sullo scambio di opinioni che intrattiene il pubblico, dato che è molto più importante che altri utenti (sia generici che professionali) parlino positivamente dell’azienda e dei suoi prodotti. Questo crea fiducia e riproduce in versione digitale, lo strumento più efficace in assoluto, il caro e vecchio passaparola.

In conclusione, il 2024 si preannuncia come un anno emozionante e sfidante per il settore del vino, in cui le cantine dovranno aprirsi e sviluppare meglio l’innovazione senza perdere di vista l’autenticità e il legame diretto con i consumatori. Queste sei tendenze potrebbe essere una delle chiavi per adattarsi in maniera proficua ad un mercato vinicolo in continua evoluzione.