Nel vasto mondo vinicolo internazionale, pochi nomi possiedono l’autorevolezza di Jancis Robinson. La sua prospettiva, attraverso le analisi sui prezzi, gli impatti dei cambiamenti climatici e le sfide che il settore sta affrontando forniscono un quadro sullo stato attuale dell’industria vinicola mondiale.

Quest’anno è stato caratterizzato da un rialzo dei prezzi dei vini più diffusi e da una inflazione generalizzata. Questi aumenti di prezzo arrivano in un momento in cui il consumo di vino sta diminuendo in mercati chiave come Stati Uniti e Regno Unito.

La tendenza diffusa alla moderazione (o all’astinenza), la cannabis, la crescita dei distillati e dei RTD sta influenzando il settore. Inoltre secondo Robinson, in questo periodo economicamente difficile, diventa evidente che il vino è un acquisto discrezionale.

Anche coloro che possono permettersi i vini di Domaine de la Romanée-Conti hanno smesso di comprare vino al ritmo di qualche anno fa. L’indice dei prezzi dei vini da collezione Liv-ex ha raggiunto il picco nel 2022 ed è in costante declino da allora, Champagne e Borgogna registrano le cadute più ripide. Ora che i tassi di interesse sono aumentati, il vino non è più così interessante come investimento.

Il consumo di vino sta diminuendo costantemente nei principali Paesi produttori di vino in Europa, ma ora la situazione è davvero seria. Il consumo di vino rosso dei francesi è quasi pari a quello di rosé, questo sta avendo effetti catastrofici su regioni come Rodano e Bordeaux. Come abbiamo visto, il Governo francese è stato costretto a garantire sovvenzioni per gli agricoltori disposti a estirpare le viti. Il problema è particolarmente acuto nell’Entre-Deux-Mers e nel Médoc settentrionale, dove c’è stata una massiccia conversione dall’agricoltura mista alla viticoltura alla fine del secolo scorso.

Eventi climatici estremi: un anno difficile per i viticoltori

I viticoltori di tutto il mondo si stanno abituando a estati sempre più calde, raccolti sempre più precoci, aumenti degli incendi boschivi e preoccupazioni a lungo termine riguardo alla disponibilità di acqua.

Questo non solo in California, ma anche in Borgogna, dove alcuni celebri produttori si chiedono se saranno in grado di produrre vino tra 20 anni. Tuttavia, il 2023 è stato contrassegnato dalla pioggia e dalle inondazioni, risultate fatali in Romagna e a Hawke’s Bay, in Nuova Zelanda.

Buona parte dell’Europa ha registrato pesanti piogge durante la stagione di crescita, causando una botrite così diffusa che alcuni produttori biologici sono stati tentati di tornare ad utilizzare i fungicidi. Dulcis in fundo, il clima umido ha trasformato molte vigne in giungle, specialmente quelle gestite attraverso l’inerbimento interfilare volte a garantire una certa biodiversità.

Sfide globali: crisi in Silicon Valley e crollo export australiano

Un’altra importante difficoltà nel mondo del vino, secondo Robinson, è stata il crollo della Silicon Valley Bank a marzo del 2023. Sebbene il vino non fosse così importante quanto la tecnologia per SVB, era vitale per i produttori statunitensi, soprattutto nello stato vitivinicolo per eccellenza, la California. Anche se è stata salvata dalla First Citizens Bank, il fallimento ha scosso la fiducia di tutta l’industria.

Anche un’altra importante industria del vino sta attraversando un periodo complesso, le esportazioni di vino australiano (una volta invidiabili) sono in calo. Come ho riportato a novembre dello scorso anno, ci sono concrete possibilità a partire da aprile 2024 di una sospensione dei dazi e di una tregua con la Cina.

Nel frattempo gli australiani hanno negoziato un accordo commerciale con l’India ed ora l’Australia rappresenta il principale esportatore di vino in India, con una quota del 42% rispetto ai 10 milioni di bottiglie importate.

Sostenibilità e nuovi accordi: una luce in fondo al tunnel

La consapevolezza della necessità di salvare il nostro pianeta sta aumentando nel mondo del vino. Sempre più imbottigliatori di vino si rendono conto che l’impronta di carbonio più grande del vino è la produzione e il trasporto delle bottiglie di vetro.

Ad ottobre 2023, un gruppo di rivenditori ha annunciato un accordo importante per ridurre il peso medio delle bottiglie di vino da 75 cl a 420g entro la fine del 2026. I potenti monopoli scandinavi sono già a bordo, così come Laithwaites, Lidl GB, Naked Wines UK, Naked Wines USA, The Wine Society, Virgin Wines, Waitrose e Whole Foods Market.

In sostanza il mondo del vino sta attraversando un periodo di turbamento caratterizzato da inflazione, eventi climatici estremi, crisi geopolitiche e contrazione della domanda. Tuttavia, c’è una luce in fondo al tunnel, la consapevolezza ambientale sta crescendo e i produttori stanno effettivamente adottando misure per ridurre l’impatto ambientale. In un mondo che cambia rapidamente, la capacità di adattamento e l’adozione di pratiche sostenibili potrebbero essere la chiave per il futuro dell’industria vinicola.